The Legend of Zelda: Link’s Awakening, l’infanzia ritorna su Switch

Un diorama formato The Legend of Zelda

Provato E3 2019
A cura di Valentino Cinefra - 17 Giugno 2019 - 10:06

Insieme all’annuncio bomba di un sequel per Breath of the Wild, l’E3 2019 ci ha dato la possibilità di mettere le mani su un altro titolo della leggendaria saga di Nintendo. Parliamo ovviamente di The Legend of Zelda: Link’s Awakening, da noi affettuosamente rinominato lo zeldino per l’estetica che ricorda un diorama di bamboline, remake dell’omonimo uscito una manciata di epoche fa per Game Boy.

Un remake che non cambia i connotati di Link nell’avventura sull’isola di Koholint, ed è proprio dal prologo che abbiamo iniziato i nostri quindici minuti di demo. Da quella spiaggia in cui Marin salva Link, lo porta a casa e, come da tradizione, l’avventura inizia al risveglio del nostro eroe. Da qui, la sensazione per chi ha giocato gli Zelda del passato è estremamente familiare: visuale dall’alto, spada e scudo assegnati a due tasti diversi, così come i due oggetti rapidi da sfruttare nell’esplorazione. Durante la demo abbiamo solamente scoperto una polvere in grado di stordire i nemici, che ci è stata d’aiuto per impedire ad un fastidioso procione di bloccarci la strada attraverso la foresta.

Zelda

Wake up!

The Legend of Zelda: Link’s Awakening per Nintendo Switch è nella sua quasi totalità un remake pedissequo. Ovviamente, lo stile grafico porta con sé tutta una serie di considerazioni diverse da fare sul come un videogioco del 1993 possa tornare a splendere ancora oggi. Tutto sembra effettivamente far parte di un gigantesco diorama a tema Zelda, ogni personaggio è tondeggiante, come fosse un piccolo pupazzetto, con tanto di riflessi sul corpo che simulano la luce riflessa. C’è anche un trucchetto dato da un leggero blur ai quattro lati dello schermo, il quale crea un effetto zoom al centro e fa sembrare ancora di più il tutto un insieme di modellini.

Le animazioni riprendono la semplicità dell’epoca, ma la nuova veste grafica impreziosisce il tutto rendendo l’azione di gioco paragonabile quasi ad un cartone animato, la perfetta riproposizione dei movimenti di allora ma con una fluidità maggiore ovviamente.

The Legend of Zelda: Link’s Awakening, l’infanzia ritorna su Switch

Il gameplay è allo stesso modo identico, fatto di mappe chiuse, oggetti da trovare per poter avanzare, richieste da soddisfare da parte dei personaggi secondari per ottenere sempre qualcosa di utile al proseguimento dell’avventura. Insomma, è un The Legend of Zelda old-school ed è la celebrazione di quel tipo di game design. Dalla nostra demo abbiamo visto le stesse location del gioco originale, gli stessi personaggi, ed in generale una costruzione fedelissima dell’isola che ci ha fatto onestamente venire un tuffo al cuore.

In fondo è un remake totale, con l’unica variante di uno stile grafico totalmente nuovo. Ma The Legend of Zelda: Link’s Awakening non sarà totalmente privo di novità, come abbiamo appreso dal Treehouse, ad esempio.

The Legend of Zelda: Link’s Awakening, l’infanzia ritorna su Switch

Una delle feature nuove è la possibilità di creare i propri dungeon attraverso delle tessere ottenute durante l’avventura, le quali possono essere usate per comporre fisicamente le proprie avventure da percorrere, al completamento dei quali è possibile ottenere degli strumenti utili per l’avventura principale, anche molto importanti come le iconiche bottiglie.

La nostra breve prova di The Legend of Zelda: Link’s Awakening ci ha mostrato un remake in grandissimo spolvero. Doveroso nel riproporre l’avventura di Link nell’isola di Koholint molti anni dopo l’originale, con uno stile grafico che supera il senso di stranezza iniziale che avevamo avuto al reveal. Uno Zelda squisitamente old-school, un’occasione per tornare a quel gameplay accademico oppure per scoprirlo, nel caso non abbiate mai provato i titoli di quell’epoca della serie di Nintendo. Abbiamo giusto notato dei poco spiegabili cali di frame rate in alcune sequenze non particolarmente frenetiche, ma ci riserviamo un giudizio più approfondito sull’aspetto tecnico una volta che il titolo sarà tra le nostre mani.




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