Recensione 5 min

The Gunk | Recensione – Una piccola perla in esclusiva Xbox

Una piccola perla fantascientifica: scopriamo The Gunk nella nostra recensione.

Image & Form International era uno studio svedese famoso per aver dato la luce alla serie SteamWorld, composta di divers i titoli tra cui gli ottimi adventure SteamWorld Dig e SteamWorld Dig 2.

The Gunk

Piattaforma:
PC, XONE, XSX
Genere:
avventura
Data di uscita:
16 Dicembre 2021
Sviluppatore:
Thunderful
Distributore:
Microsoft

Nel 2020, lo studio si è fuso con un altro team svedese, Zoink (Stick if to the Man!, Fe), per dare vita a Thunderful Development; il primo progetto della software house sotto questo nome è stato annunciato nello stesso anno, The Gunk, e rappresentava il loro primo tentativo di sbarcare nel mondo delle tre dimensioni.

C’era parecchia attesa intorno a questo nuovo lavoro, soprattutto per capire se gli sviluppatori sarebbero stati a loro agio con il passaggio al 3D. Oggi, finalmente, abbiamo la possibilità di parlarvi nel dettaglio di The Gunk, disponibile su Xbox One, Xbox Series X|S e PC, disponibile fin da subito per gli abbonati a Xbox Game Pass. Piccolo spoiler: se lo siete, correte ad avviare il download ancora prima di leggere la recensione e lasciate perdere il voto finale. Fidatevi.

Avventuriere nello spazio

La storia di The Gunk è piuttosto semplice: le compagne di avventura (e lavoro) Becks e Rani arrivano su un pianeta alieno con lo scopo di raccogliere risorse e piante del luogo. Quella che dovrebbe essere una breve sosta si allunga quando Rani comincia ad esplorare il pianeta: su di esso, infatti, Rani incontra una strada sostanza, che chiama Gunk.

 

Gunk è un termine che non ha un diretto corrispettivo in italiano, ma in inglese sta ad indicare una sostanza melmosa, appiccicosa, con un’annotazione spiccatamente dispregiativa. Un nome appropriato per la sostanza parassitaria trovata da Rani, che sembra star succhiando la linfa vitale del pianeta stesso, privando della sua vitalità la flora e la fauna del luogo.

Fortunatamente, Rani è equipaggiata con un particolare guanto in grado di risucchiare ciò che si trova di fronte, e sembra essere efficace anche nel rimuovere il cosiddetto Gunk, riportando il pianeta al suo stato originale.

Rani prende a cuore la situazione del pianeta e decide dunque di continuare la sua esplorazione, ma questo porta via via ad una spaccatura nel suo rapporto con Becks, la mente del duo – più fredda e cinica, per certi versi – il cui intento principale rimane semplicemente quello di andarsene dal pianeta con le risorse che stavano cercando.

L’ambientazione fantascientifica e l’esplorazione spaziale, dunque, avvolgono il dramma umano che intercorre tra le due protagoniste, le cui personalità vengono approfondite nel corso del viaggio. The Gunk riesce a coniugare perfettamente due tipi di narrazione: da un lato quella meravigliosa e fantastica del viaggio, dall’altra quella più intimistica delle emozioni delle protagoniste.

Con le dovute differenze, il gioco ci ha ricordato gli immortali capitoli di Metroid Prime, per il modo in cui è stato capace di rendere un viaggio spaziale qualcosa di intimo, che è riuscito a toccarci nel profondo e a farci sentire da vicino le vicissitudini della nostra protagonista.

L'arrivo di Rani e Becks sul pianeta alieno.

Se la storia, dunque, è godibile ed interessante, pur senza raggiungere particolari picchi qualitativi o di originalità, è l’atmosfera avventurosa che in The Gunk la fa da padrone.

Nel creare quest’atmosfera, ovviamente, un ruolo fondamentale è svolto dal comparto tecnico. Considerato il budget del gioco e del fatto che si tratta della prima esperienza dello studio con un titolo in tre dimensioni, The Gunk si difende davvero bene, grazie ad una direzione artistica decisamente ispirata che sa regalare numerosi scorci immaginifici nel corso dell’avventura.

Abbiamo cercato di catturare alcuni di questi momenti negli screenshot che vi forniamo come contorno a questa recensione ma è davvero difficile rendere giustizia alla piacevolezza estetica di The Gunk. Il gioco è inoltre perfettamente stabile, e non abbiamo mai notato rallentamenti di sorta durante la nostra prova, che si è svolta su Xbox Series X. A quanto abbiamo potuto vedere, però, rende egregiamente anche su Xbox Series S.

Ottimo anche il comparto audio, fatto di tracce atmosferiche in grado di sottolineare ed aumentare il senso di avventura e di esplorazione vissuto durante le sessioni di gioco. Non credeteci sulla parola, recuperatevi le tracce e ascoltatele con le cuffie, ad occhi chiusi: l’effetto sarà semplicemente meraviglioso.

Il Gunk è una sostanza melmosa che sembra in grado di risucchiare la linfa vitale del pianeta.

Risanare il paradiso perduto

Arriviamo adesso al gameplay di The Gunk. Sostanzialmente, ci troviamo di fronte ad un’avventura in terza persona, con qualche tocco da platform e puzzle game.  Un genere che effettivamente non spopola su Xbox, e che va ad arricchire la varietà della proposta dell’Ultimate Game Pass. Nei panni di Rani, dovremo esplorare il misterioso pianeta alieno con lo scopo di liberarlo dal parassitario Gunk, che come detto sembra succhiare via la linfa vitale dalla flora e dalla fauna del luogo.

Per farlo, potremo contare sull’armamentario di Rani, costituito sostanzialmente da due oggetti principali: da un lato, abbiamo uno scanner che ci permetterà di studiare tutte le piante e gli animali presenti sul pianeta, raccogliendo i loro dati su un diario di viaggio che potremo consultare in qualsiasi momento; dall’altro, avremo un peculiare guanto in grado di risucchiare a sé qualsiasi cosa gli capiti a tiro, tra cui il Gunk, la sostanza melmosa che permea diverse zone del pianeta.

Durante l'avventura incontreremo anche dei semplici puzzle ambientali.

Intorno a queste due meccaniche ruota tutta l’avventura: ci troveremo ad affrontare anche semplici puzzle ambientali e ad affrontare degli scontri piuttosto basilari, sempre ricorrendo all’utilizzo del guanto, perlopiù. Nonostante la poca varietà di azioni disponibili, risucchiare il Gunk e vedere il pianeta tornare alla normalità risulta comunque molto soddisfacente, così come l’analizzare tutte le forme di vita presenti sul pianeta.

Come dicevamo, però, l’elemento chiave di gioco è l’esplorazione. Dopo un breve prologo, avremo finalmente accesso all’astronave di Rani e Becks, che farà da hub centrale per la nostra avventura. Qui dovremo tornare spesso sia per eventi di trama che per approfittare dei numerosi upgrade disponibili per Rani e per il suo armamentario.

Anche in questo caso, questa ventata da gioco di ruolo non viene eccessivamente approfondita, ed i miglioramenti risultano piuttosto accessori nell’ottica generale dell’avventura; ciò nonostante, essi riescono comunque ad incentivare l’esplorazione alla ricerca di materiali (che possono essere risucchiati grazie al guanto di Rani).

Dall’astronave potremo poi muoverci lungo il pianeta, seguendo una progressione in realtà lineare: non potremo andare dove vorremo, perché ci sarà un solo percorso disponibile per volta. Andando avanti, però, guadagneremo accesso ad un numero sempre maggiore di zone, che sono ovviamente interconnesse tra  loro.

Le meccaniche di gioco, come potete vedere, sono piuttosto semplici, e The Gunk non nasconde particolari assi nella manica da sfoggiare nelle fasi avanzate dell’avventura. Avventura che, in effetti, è anche piuttosto breve: stiamo parlando di circa 4-5 ore di gioco. Questa breve durata permette di non mostrare i limiti di The Gunk: la mancanza di meccaniche approfondite e di una vera varietà nel gameplay si sarebbe fatta sentire aumentando le ore di gioco.

Così facendo, invece, The Gunk riesce a regalare un’avventura breve ma emotivamente intensa, grazie alla sublime atmosfera di cui abbiamo parlato nel primo paragrafo. Sul profilo del gameplay, certo, si sarebbe potuto fare molto di più: The Gunk “si accontenta” di proporre delle meccaniche piuttosto basilari, senza sbagliare niente ma senza neanche provare ad approfondirle o a proporre qualcosa di nuovo.

Insomma, non siamo certamente di fronte ad un Breath of the Wild. Ciò nonostante, il nostro consiglio è quello di dare almeno una chance a The Gunk, perché nella sua semplicità ha saputo catturarci e stregarci per questa manciata di ore di gioco. Una piccola perla, a nostro parere, e soprattutto un’ottima base di partenza per il futuro dello studio svedese, che ha dimostrato di avere ancora molto da dire.

Versione recensita: Xbox Series X

Se ancora non siete abbonati, vi consigliamo di approfittare di Xbox Ultimate Game Pass contando sull’affidabilità di Amazon.

7,5

The Gunk

Piattaforme: pc, xone, xsx
The Gunk è una piccola perla. Pur senza offrire un gameplay innovativo o particolarmente profondo, il gioco riesce a regalare un'avventura a tema fantascientifico che, pur nella sua brevità, riesce a regalare diverse emozioni, grazie al suo focus sull'esplorazione di un mondo sconosciuto e sui drammi umani delle sue protagoniste. Assolutamente da provare, al di là del voto finale e dei contro del caso.

Pro

  • Esteticamente sublime
  • Coinvolgente ed emozionante, soprattutto per l'atmosfera
  • Semplice me divertente

Contro

  • Molto breve
  • La mancanza di profondità nel gameplay pesa talvolta
7,5