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The Falconeer | Recensione – Volo in picchiata sulla next-gen

The Falconeer è un progetto indie interessante, ma che non riesce a esprimere al meglio tutto il suo potenziale: ve ne raccontiamo pregi e difetti nella nostra recensione

Che Microsoft si sia presentata ai nastri di partenza della next-gen senza un’esclusiva di spessore, considerando il saggio ma comunque clamoroso rallentamento sulla pubblicazione di Halo: Infinite, è cosa ben nota a tutti. Nonostante ciò abbiamo particolarmente apprezzato la visione sviluppata nel tempo con Xbox Series X, e le scelte al day one tra titoli third party ed esclusive console non mancano di attrarre qualsiasi tipo di videogiocatore.

The Falconeer

Piattaforma:
PC, XONE, XSX
Genere:
gioco-di-ruolo, simulazione-volo, sparatutto
Data di uscita:
10 Novembre 2020
Sviluppatore:
Tomas Sala
Distributore:
Wired Productions

Proprio sotto il secondo aspetto si presenta – quasi in punta di piedi – The Falconeer, titolo incluso nel progetto @ID_Xbox disponibile dal lancio delle nuove console su tutte le piattaforme Microsoft e su Steam, pronto a sorprendere chiunque abbia il coraggio di andare oltre le apparenze del minuto progetto, che fa a spallate per ritagliarsi un piccolo spazio nel mercato e magari anche nel cuore di una specifica fetta di utenza.

Molto più di un semplice falconiere

Partiamo dal presupposto che The Falconeer è un indie realizzato quasi completamente da un’unica persona, ovvero l’olandese Tomas Sala all’esordio da indipendente per lo sviluppo del titolo, con la collaborazione di Wired Productions. Un compito non da poco, soprattutto considerando le limitate risorse a disposizione; riuscire a mantenere le promesse fatte in fase di annuncio su un titolo capace di amalgamare esplorazione e combattimenti tra i cieli, senza dimenticare una spiccata vocazione fantasy, poteva nascondere ben più di un’insidia anche per i team più preparati.

Un'introduzione sicuramente intrigante...

Narrativamente parlando The Falconeer ci proietta su Grande Ursee, un mondo per lo più dominato dagli oceani con sparuti atolli diventati le uniche case dell’umanità, mostrando fin dal primo minuto di gioco i segni di una civiltà ormai abituata alla sopravvivenza a qualsiasi costo e figlia di una generazione che a causa della guerra ha rischiato più volte l’estinzione. Il mondo di gioco presenta fazioni dominanti e altre di contorno, abbozzando uno scenario fantapolitico discretamente dettagliato, ma che nelle prime ore di gioco fatica a decollare penalizzando in parte la storyline generale.

Abbiamo un Impero che cerca di portare pace ed equilibrio su tutti i territori, così come casate potenti in grado di muovere i fili dietro guerre che coinvolgono intere regioni, e non mancano predoni che tramano dietro le quinte per alleanze da far sfociare in vere e proprie ribellioni di massa. In questo scenario via via sempre più stratificato, il videogiocatore attraversa sei capitoli – compresi prologo ed epilogo – per rivivere i ricordi di fazioni sempre differenti e relativi punti di vista sui vari giochi di potere, disegnando i contorni di uno scacchiere narrativo che prende forma e si fa apprezzare da metà avventura in poi e culminando in un piacevole finale.

Considerando una durata media per raggiungere i titoli di coda di The Falconeer di circa dieci ore possiamo ritenerci soddisfatti, ma se da un lato apprezziamo il lavoro svolto per rinforzare la longevità generale (dove il monte ore può anche raddoppiare considerando la cospicua presenza di missioni secondarie) dall’altro avremmo preferito un’avventura più concentrata e capace di attirare l’attenzione del videogiocatore anche nelle fasi iniziali. Parliamo comunque di un problema non di poco conto e che non viene supportato da un gameplay – lo accenniamo già in queste righe – a tratti ripetitivo, che rischia di non rendere giustizia agli sforzi fatti dallo sviluppatore.

Le città in mano all'Impero sono delle immense fortezze

Eppure The Falconeer è un titolo molto più personale di quanto ci si potesse aspettare, capace di tirare in ballo tematiche importanti e attuali legate non solo alla politica, ma anche al più naturale concetto di esistenza, con richiami ai concetti di creazione e distruzione che riguardano il cerchio della vita. Sotto questo aspetto molte delle tematiche abbozzate possono essere approfondite tramite la scoperta di specifici santuari, lasciando al videogiocatore la libertà di poter capire cosa c’è oltre una determinata missione, o le motivazioni dietro l’atteggiamento bellicoso o meno di una determinata fazione. Non riusciremo però a farci un’idea al 100% “appagante” di un mondo di gioco che, semplicemente, si sarebbe potuto aprire meglio al pubblico: un piccolo limite che rende The Falconeer più adatto a chi riesce a fantasticare e andare oltre.

Tra schivate e assalti nei cieli più limpidi

Dal punto di vista del gameplay effettivo The Falconeer amalgama più generi per differenziarsi dalla massa, ed effettivamente in parte riesce nel suo intento, dimostrando anche pad alla mano di avere carattere da vendere. Indipendentemente dal capitolo e dalla fazione impersonata ci ritroviamo a utilizzare un falconiere, ovvero un guerriero dalle grandi abilità di volo sempre posizionato sul dorso di un grande falco da combattimento, utilizzato sia per gli scontri più intensi tra i cieli sia per rapide incursioni in territorio nemico in solitaria.

Più sono grossi e più danno soddisfazioni quando vengono abbattuti

Gli scontri tra le nuvole si contraddistinguono per la necessità di adottare una strategia sorprendentemente offensiva, anche se in inferiorità numerica, attraverso l’uso di un unico tasto adibito agli attacchi – utilizzando apposite sfere di energia– senza dimenticare la possibilità di sfruttare nella maggior parte delle missioni principali un compagno di squadra al quale poter ordinare di bersagliare uno specifico nemico o difenderci richiedendo fuoco di copertura.

Si tratta di comandi che necessitano di un minimo di pratica, soprattutto per i meno avvezzi agli sparatutto in terza persona focalizzati sugli scontri in volo, e vi assicuriamo che anche le missioni più semplici se sottovalutate rischiano di portare al game over piuttosto rapidamente; complice un’IA letale con pochi colpi ben assestati anche a difficoltà normale, e un bilanciamento delle quest non proprio eccelso che in alcuni casi getta il giocatore in pasto ad eccessivi gruppi di nemici pronti a minare il vostro equilibrio mentale.

La regola d’oro per gli scontri aerei di The Falconeer è quella di non stare mai fermi – tenendo d’occhio l’apposita barra della stamina che si scarica se si cerca di salire di quota e si ricarica in picchiata – e sfruttare il tasto apposito per seguire con la mira automatica l’avversario. In questo caso, considerando la curvatura del proiettile, bisognerà mirare a un indicatore specifico posto vicino al bersaglio a seconda della sua ipotetica traiettoria e il risultato lascia spazio a diverse possibilità a seconda del tipo di nemico che ci troveremo davanti.

Non mancano nemmeno gli assalti a vere e proprie fortezze sparse sulla mappa, così come vascelli presenti sul mare da dover affondare con i classici attacchi citati o sfruttando delle mine da raccogliere e sganciare al momento giusto come vere e proprie bombe. L’adrenalina raggiunge ovviamente il culmine durante le battaglie di fine capitolo, estremamente ricche di unità alleate e nemiche su schermo, merito anche di una telecamera posizionata sempre al posto giusto – indipendentemente dal fatto che si tratti di un’inquadratura libera o legata all’agganciamento automatico del bersaglio.

Esplorazione ai limiti della next-gen

Ovviamente la spettacolarità degli scontri segue un sistema di progressione del proprio personaggio che si basa sull’acquisire esperienza missione dopo missione, ma in generale le meccaniche ruolistiche appaiono abbastanza limitate; abbiamo diversi parametri come velocità, agilità, recupero di energia per gli attacchi o salute, ma non possono essere quasi mai modificati, se non con l’acquisto in specifiche occasioni di alcuni mutageni tramite i mercati disseminati sulla mappa. Peccato perché sotto questo aspetto avremmo gradito uno sforzo ulteriore per cercare di personalizzare di più l’approccio alle missioni, andando oltre la linearità data dalla semplice crescita di tutti i parametri livello dopo livello.

Prima di una missione importante è consigliabile fermarsi dai commercianti per vedere cosa hanno da offrire

The Falconeer riesce a farsi apprezzare per l’esplorazione di un mondo aperto piuttosto vasto e ricco di località sorprendentemente ispirate sotto l’aspetto stilistico, anche se il fattore ripetitività rischia di farsi sentire fin dalle prime ore a causa di missioni per forze maggiori estremamente simili tra loro e che spaziano dagli assalti alla difesa di specifici obbiettivi, fino a semplici incarichi in avanscoperta per individuare alcuni oggetti da riportare alla base, andando dal punto A il punto B.

Una struttura di per sé non sbagliata per la tipologia di gioco, ma che considerando la longevità citata e la mole di quest e sotto-quest rischia proprio di stufare i giocatori meno preparati, anche perché capiterà più volte di vagare solamente in mezzo al mare per minuti interi e la possibilità di utilizzare il trasporto rapido riuscirà a mettere solo parzialmente una toppa.

Non mancano nemmeno i collezionabili proprio legati all’esplorazione di luoghi naturali e costruzioni del passato, significativi per scoprire alcuni miti e leggende dei tempi che furono, volti a premiare proprio i giocatori più pazienti e curiosi.

Ci sono scorci incredibili a qualsiasi ora del giorno e della notte

Tecnicamente parlando The Falconeer riesce nel suo piccolo a difendersi più che dignitosamente e a farci prendere confidenza con i muscoli di Xbox Series X (piattaforma utilizzata per la prova). Viene garantito come standard il 4K a 60 fps mentre con la modalità performance siamo riusciti a ottenere un full hd con 120 fps; considerando anche il vivace utilizzo di una palette cromatica ben variegata e ricca di colori accesi volti a valorizzare soprattutto i cambiamenti climatici, si tratta della configurazione che più ci ha lasciato soddisfatti.

Menzione speciale anche per il comparto sonoro volto a valorizzare sia le fasi dedite all’esplorazione in solitaria sia le frenetiche battaglie tra i cieli e i mari, mentre sotto l’aspetto della mole di dettagli al colpo d’occhio da un lato si crea un piacevole effetto wow per i panorami generati a ogni inquadratura e dall’altro si inciampa se ci si focalizza sugli asset abbastanza ridondanti utilizzati per unità ed edifici più generici.

Vi ricordiamo che l’edizione fisica di The Falconeer presenta chicche interessanti e su Amazon è possibile acquistarla in tutta sicurezza al miglior prezzo garantito.

7,5

The Falconeer

Piattaforme: pc, xone, xsx
Quello di The Falconeer è un risultato per certi versi inaspettato, ma piacevole nella sua totalità. Un prodotto ispirato e contenutisticamente sostanzioso, sporcato da alcuni limiti che impediscono al progetto di fare un importante passo in avanti sul fronte qualitativo. Al netto di un fattore ripetitività che rischia di influire sul giudizio soprattutto nelle prime ore di gioco, siamo di fronte a un titolo che più si fa giocare e più riesce a dimostrare qualcosa. Se poi pensiamo sia nato principalmente dagli sforzi e la visione di una singola persona non possiamo rimanere indifferenti.

Pro

  • Narrazione tanto ricca quanto atipica per il genere...
  • Per i più attenti ci sono parecchi segreti da scoprire
  • Scontri adrenalinici e appaganti, soprattutto a 120 fps
  • Scorci panoramici incredibilmente convincenti

Contro

  • ... ma difficile da digerire nelle prime ore di gioco
  • Struttura di fondo che mostra il fianco sotto i colpi della ripetitività
  • Rimane un gioco non adatto a tutti
7,5