The Elder Scrolls Online: Greymoor, vampiri e sangue in quel di Skyrim – Recensione

Continua la nostra avventura nel Cuore Oscuro di Skyrim: ecco la recensione di The Elder Scrolls Online: Greymoor.

RECENSIONE
A cura di Marcello Paolillo - 1 Luglio 2020 - 10:12

Skyrim è un nome in grado di far vibrare chiunque conosca anche solo di sfuggita la saga di The Elder Scrolls. Quinto capitolo ufficiale della serie targata Bethesda, nonché seguito di The Elder Scrolls IV: Oblivion, il gioco è ambientato duecento anni dopo gli eventi del capitolo precedente, più in particolare durante l’anno 201 della Quarta era. Provincia settentrionale di Tamriel, la regione di Skyrim viene funestata dall’uccisione del Re Torygg per mano di Ulfric Manto della Tempesta. Ciò dà il via a una serie di eventi che portano il giocatore all’interno di un’avventura fantasy di epiche proporzioni, sia per quanto riguarda il mondo di gioco, il carnet di personaggi che per il numero realmente sorprendente di cose da fare e da vedere. Insomma, complice anche la popolarità del gioco – disponibile per quasi tutte le piattaforme attualmente in commercio (l’ultima delle quali è nientemeno che Amazon Echo) – Skyrim è più che un gioco, è un mondo a parte (proprio come quello di The Elder Scrolls Online).

Non sorprende quindi che, dopo l’annuncio relativo alla nuova espansione del MMORPG targato ZeniMax, gli appassionati abbiano sussultato nello scoprire che la nuova avventura online sarebbe stata ambientata proprio in una delle regioni più amate di Tamriel, ossia Skyrim. Dopo le due missioni extra del pacchetto Harrowstorm con un primo – gradito – assaggio del Cuore Oscuro di Skyrim (noto anche come Dark Heart of Skyrim), è ora il momento di scoprire nel dettaglio se la nuova saga di ESO, Greymoor, riuscirà a essere davvero all’altezza della precedente Stagione del Drago vissuta con Elsweyr. Per farlo abbiamo sviscerato per bene la versione completa disponibile per PC (il gioco è in ogni caso anche acquistabile su console PS4 e Xbox One), scoprendo così tutte le novità messe in piedi da Bethesda (e non sono affatto poche, a dire il vero).

The Elder Scrolls Online: Greymoor, vampiri e sangue in quel di Skyrim – Recensione

Dopo i draghi, solo il silenzio

Come accennato poche righe più in alto, The Elder Scrolls Online: Greymoor ci porta nuovamente nelle lande nevose attraversate nei panni del Dovakhin nel lontano 2011, tornando indietro nel tempo di svariate migliaia di anni. Citando apertamente la storica intro del gioco originale (ricordate tutti la storica frase «Hey, you! You’re finally awake!», vero?) ci ritroveremo ben presto attaccati da lupi mannari e altre mostruosità, prima di risvegliarci in una buia prigione della Deepwood Vale. Prima cosa, specie nell’eventualità che Greymoor sia a conti fatti il vostro debutto nell’affascinante (e pericoloso) mondo fantasy di ESO, sarà scegliere la razza del personaggio tra le sei disponibili, prese di peso dal classico canovaccio visto nella saga principale di The Elder Scrolls.

Solo dopo aver creato il nostro personaggio e completato il (breve) tutorial, faremo la conoscenza del vampiro Fennorian, riuscendo così a fuggire dalla prigionia e avere modo di avventurarci nelle lande di Skyrim. Compito primario una volta usciti all’aria aperta sarà ovviamente quello di ricevere la prima quest della storia principale, oppure viaggiare fino al cancello della capitale Solitude per incontrare Brondold e dare così il via ugualmente alla narrazione base del gioco.

Se ve lo state chiedendo – sì, Greymoor sarà per molti giocatori un vero e proprio ritorno a casa: le lande di Skyrim sono (quasi) esattamente come ce le ricordavamo, visto che l’operazione messa in piedi da ZeniMax e Bethesda è estremamente simile – per non dire identica – a quanto fatto con Morrowind, l’altro (ottimo) contenuto scaricabile di ESO uscito nel 2017, a sua volta ambientato centinaia di anni prima del celebre The Elder Scrolls III (2002).

Per chi l’avesse già provato in precedenza, l’impianto ludico non è cambiato di una virgola rispetto a Elsweyr: visuale in prima o in terza persona, un sistema di controllo in tutto e per tutto identico a quello dei TES tradizionali (incluso il combat system) e, più in generale, una mole di quest che sapranno catturarci sin dal primo minuto di gioco. All’interno della città di Solitudine potremo fare la conoscenza di varie personalità e personaggi non giocanti, pronte a riempirci di compiti da portare a termine, missioni secondarie e varie attività collaterali. Come intuito già nel precedente Harrowstorm – primo capitolo del ciclo narrativo dedicato al Cuore Oscuro di Skyrim – gli eventi saranno mossi dall’apparizione di alcune inquietanti tempeste di sangue che imperversano nella regione occidentale di Skyrim, creando non pochi problemi alla popolazione locale.

La main quest di Greymoor ci porterà quindi a tentare di svelare questo mistero, dandoci modo di esplorare due nuove aree, ossia la regione occidentale di Skyrim (di dimensioni ridotte rispetto al capitolo di nove anni fa) e le oscure grotte di Blackreach. Le tematiche decisamente “oscure” di questo nuovo capitolo hanno permesso al team Zenimax di aggiungere tutta una serie di novità a tema, a partire ovviamente dall’introduzione dei vampiri. La loro skill line consente al giocatore di approcciarsi a ben cinque abilità (più una cardine), incluse altre sei di supporto passivo: l’ultimate Bat Swarm è stata ora sostituita da Blood Scion, cui si aggiungono Mist Form, Vampiric Drain (nota in precedenza come Drain Essence), Eviscerate, Mesmerize, Blood Frenzy e Feed (la quale prende il posto di Savage Feeding). Le tre statistiche principali (Stamina, Magicka e Salute) tornano anche in Greymoor, sebbene le meccaniche legate alle skill e ai vari livelli delle abilità (siano esse attive o passive) potrebbero scoraggiare chi viene da Skyrim, non avendo mai saggiato la complessità di un gioco come ESO.

In termini di meccaniche si è quindi deciso di stravolgere quasi completamente lo stadio di Vampirismo, incluso il fatto che le abilità dei succhiasangue avranno ora un costo decrescente in base allo stadio raggiunto. L’aggiunta dei signori della notte non è di certo l’unica novità: in Greymoor troviamo infatti il sistema di Antichità (noto anche come Antiquities System). Questi ci darà modo di diventare degli esperti archeologi, cercando reliquie e manufatti durante i nostri numerosi viaggi nelle regioni di gioco.

Il sistema è piuttosto semplice e funzionale: come prima cosa saremo chiamati a trovare un indizio che ci permetta di capire la posizione sommaria di un reperto. Subito dopo, dovremo utilizzare il cosiddetto Decodificatore, un oggetto speciale che ci permetterà di restringere – e non poco – la zona di ricerca. Una volta localizzata la posizione esatta della reliquia, non resta che scavare e portare alla luce i vari bonus ed extra da arraffare. Considerando l’efficacia del sistema Antichità, non è da escludere che questi riesca portarvi via svariate ore di gioco come se nulla fosse, le quali andranno ad aggiungersi alle 15/20 ore necessarie a completare l’avventura principale di questo nuovo tassello del mondo di Skyrim.

The Elder Scrolls Online: Greymoor, vampiri e sangue in quel di Skyrim – Recensione

Va detto che, trattandosi di un gioco di oltre sei anni fa, The Elder Scrolls Online: Greymoor non fa sicuramente gridare al miracolo dal punto di vista tecnico: l’HeroEngine messo in piedi da ZeniMax inizia purtroppo a sentire il peso del tempo, con vistosi cali di frame nelle situazioni più affollate (oltre a qualche bug di percorso, texture in bassa definizione e caricamenti fuori dal normale). Fortuna vuole che a fare da contraltare interviene prontamente il fascino delle ambientazioni: la regione occidentale di Skyrim e gli oscuri e misteriosi sotterranei di Blackreach sono realmente sorprendenti, mostrando ancora una volta tutta l’abilità di Bethesda nel proporre al giocatore un mondo fantasy dotato di personalità e fascino, che manderà in estasi tutti coloro i quali hanno lasciato un pezzo di cuore tra le lande di Skyrim nel 2011.

Non da meno il comparto audio, con musiche perfettamente in linea con quelle classiche della serie di The Elder Scrolls e un doppiaggio (rigorosamente in lingua inglese) che vanta nomi del calibro di Alfred Molina, Malcolm McDowell, Kate Beckinsale e Bill Nighy.

Nota finale: l’uscita del nuovo contenuto è accompagnata dall’aggiornamento numero 26 per il gioco ZeniMax: la patch apporta una serie di correzioni e miglioramenti di vario tipo, incluso un ramo d’abilità aggiornato, animazioni rivedute e corrette e l’inclusione delle bestie nel Justice System (grazie al quale i nostri personaggi potranno prendere parte a varie attività criminali di corredo).

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+ Si torna a Skyrim!
+ Le creature della notte sono un'aggiunta gradita.
+ Buon numero di quest e missioni secondarie.
- Tecnicamente mostra il peso del tempo.
- Non stravolge le meccaniche base di ESO.

7.9

The Elder Scrolls Online: Greymoor corre sui binari della nostalgia, accompagnandoci per mano in un Western Skyrim ricco di quest, nemici da affrontare e luoghi iconici da esplorare (dal Dragon Bridge alle profondità di Blackreach). Questo nuovo tassello del Cuore Oscuro di Skyrim è l’occasione giusta per innestare licantropi, streghe e vampiri nella storyline principale di ESO, cosa questa che porterà a sorprendenti conseguenze nei prossimi contenuti aggiuntivi gentilmente offerti da ZeniMax e Bethesda (che non tarderanno ad arrivare). Il nostro consiglio, specie ai novizi che desiderano avvicinarsi solo ora a un titolo come The Elder Scrolls Online, è di non perdere questa occasione speciale: potrebbero rimanere piacevolmente sorpresi.




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