The Drifter, un punta e clicca pulp – Provato

Mick Carter è morto. O forse no. In ogni caso, qualcosa non quadra.

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A cura di Francesco Ursino - 18 Dicembre 2019 - 10:16

In occasione dello Steam Game Festival, pubblicizzato anche durante i The Game Awards 2019,  la piattaforma di digital delivery di Valve ha proposto per quarantotto ore alcuni titoli in versione dimostrativa. Tra questi c’era The Drifter, un punta e clicca che non fatichiamo a definire ambizioso. Abbiamo giocato il primo capitolo dell’avventura sviluppata da Powerhoof, e queste sono le nostre prime impressioni.

Prima di tutto, cos’e The Drifter?

Spulciando la pagina Steam ufficiale di The Drifter, la prima cosa che salta all’occhio sono le definizioni che gli sviluppatori danno alla propria creatura. Il titolo in questione, allora, è “un’avventura thriller pulp” con una storia emozionante, un doppiaggio completo in inglese e una colonna sonora dalle tinte dark.

The Drifter, un punta e clicca pulp – Provato

Dobbiamo dire che la nostra prova ha più o meno confermato quanto dichiarato da Powerhoof. Appena avviata, The Drifter si presenta come una tipica avventura punta e clicca 2D in pixel art, che sembra puntare tutto sulla storia. La trama ci porta a conoscere Mick Carter, un vagabondo senza fissa dimora che passa da un lavoro all’altro. Il nostro, per motivi che il gioco spiega solo fino a un certo punto, è costretto a tornare nella sua città natale, e il modo migliore per farlo è nascondersi su un carro merci. Insieme a lui c’è un altro viandante, e qui iniziano i problemi.

Quando Mick decide che è tempo di scendere dal treno, il suo compagno di viaggio inizia a dare di matto, e non appena aperto il portellone del vagone succede l’irreparabile. Colpi di pistola iniziano a piovere contro il protagonista e il suo compare, che finisce crivellato di pallottole, in una scena che non risparmia un discreto spargimento di sangue (la definizione pulp, in questo caso, sembra azzeccata).

The Drifter, un punta e clicca pulp – Provato

Più che mai confuso e stordito, Mick si risveglia nei bassifondi della città, dove ritrova un suo amico di vecchia data, e una giornalista che fa troppe domande.

E qui la situazione diventa piuttosto delicata. Pur senza spoilerare, possiamo dire che Mick inizierà la sua personale odissea che lo porterà a essere ucciso in maniera piuttosto brutale. La morte, però, è solo il primo dei problemi del nostro protagonista.

Il morto rimorto

La prova di The Drifter finisce proprio quando la faccenda inizia a farsi interessante. Mick, infatti, capisce di essere morto ma al tempo stesso, confusamente, comprende anche di essere ancora presente, in qualche modo vivo. Non abbiamo modo di sapere come continuerà la storia del personaggio, anche se da quanto si legge sulla pagina Steam il nostro sarà chiamato a contrastare losche corporazioni, e a far luce su un mistero che mette in pericolo le persone a lui più care. Tormentato dal suo passato, il personaggio dovrà quindi fare chiarezza sul suo destino e su un mistero dalle tinte fosche.

The Drifter, un punta e clicca pulp – Provato

La narrativa di The Drifter sembra essere l’aspetto più curato del gioco, almeno stando a queste prime fasi. Diciamo questo perché gli stessi sviluppatori spiegano che il gameplay costituirà un collante che terrà insieme le varie fasi della storia. È la narrativa l’elemento primario, mentre enigmi e sfide logiche sembrano passare in secondo piano. In effetti la nostra prova sembra avere confermato ciò. I puzzle proposti, nello specifico, sono stati basati esclusivamente sull’interazione con gli oggetti e con gli NPC.

Le dinamiche di gioco sono quelle tipiche di un’avventura punta e clicca, con qualche piccola variazione. I temi di interesse centrale della trama, ad esempio, vengono raccolti in un menù a parte, vicino all’inventario, e questo permette al giocatore di capire cosa è successo – ma anche quello che bisogna fare per proseguire.

The Drifter, un punta e clicca pulp – Provato

Abbiamo qualche appunto da fare, però, sull’interfaccia. L’inventario e la sezione con gli avvenimenti più importanti, infatti, sono posti a poca distanza tra di loro, e richiamabili semplicemente passando con il mouse sull’icona corrispondente. Ecco, più di una volta ci è capitato di aprire per sbaglio un menu invece che un altro, facendoci perdere un minimo di concentrazione.

Nel complesso, quindi, The Drifter sceglie di concentrarsi molto sulla narrativa, con un gameplay che per ora risulta piuttosto classico e privo di picchi di difficoltà. D’altra parte, come dicono gli sviluppatori, Mick è un “tizio terra terra”, e perciò la risoluzione degli enigmi prevede spesso soluzioni molto pratiche, senza tanti voli pindarici.

Pixel art in salsa pulp

Dal punto di vista tecnico, The Drifter è un gioco che sembra avere qualcosa di interessante da dire. Tralasciando la parte grafica, che propone una pixel art ormai diventata comune anche nel genere dei punta e clicca bidimensionali, stupisce in positivo la cura del comparto audio. È soprattutto il doppiaggio in inglese a sembrare ben calibrato, capace di dare la giusta carica emotiva alle sequenze che abbiamo avuto modo di provare.

The Drifter, un punta e clicca pulp – Provato

La scelta sembra essere stata quella di proporre due stili di narrazione differenti. Il primo, diretto, è quello che si osserva mentre Mick parla con qualche personaggio, o è intento a risolvere enigmi. Il secondo, più letterario, è quello che riguarda le cutscene, o i momenti di maggior impatto emotivo. In questo secondo caso, la performance del doppiatore Adrian Vaughan sembra essere davvero ben riuscita.

+ Il comparto narrativo promette bene
+ Doppiaggio in inglese curato
- Qualche imprecisione nell'interfaccia
- Chi ama gli enigmi cervellotici, forse, rimarrà deluso

The Drifter è un’avventura grafica che parte da una base di gameplay solida, e cerca di proporre un’esperienza narrativa complessa. La scelta, in qualche modo, potrebbe far storcere il naso agli amanti degli enigmi cervellotici, che nella nostra breve prova sono risultati assenti. La narrativa, allora, avrà il compito di sostenere tutto il peso dell’esperienza, e da queste prime fasi è sembrata piuttosto promettente. Il titolo arriverà su PC “quando sarà pronto”, come dicono gli sviluppatori: nell’attesa, allora, non ci resta che invitarvi sulle nostre pagine per notizie e aggiornamenti.




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