Recensione 5 min

The Artful Escape – Recensione | Un viaggio musicale da non perdere

Una piccola perla che non dovete assolutamente perdere.

Un detto popolare vuole che non si debba mai giudicare un libro dalla copertina; se questo è sicuramente vero, non possiamo però negare che ogni tanto sia proprio il colpo d’occhio a far cadere la nostra attenzione su un libro in primo luogo, prima di procedere alla lettura.

The Artful Escape

Piattaforma:
PC, PS4, PS5, SWITCH, XONE, XSX
Genere:
avventura, platform
Data di uscita:
25 Gennaio 2022
Sviluppatore:
Beethoven & Dinosaur
Distributore:
Annapurna Interactive

Questo vale anche con i videogiochi, ed in particolare è valso per The Artful Escape, atipico platform sviluppato da Beethoven & Dinosaur e pubblicato da Annapurna Interactive.

Dopo qualche tempo passato in esclusiva PC e Xbox (sia Xbox One che Xbox Series X|S), il gioco è finalmente arrivato il 25 gennaio scorso su PlayStation 4, PlayStation 5 e Nintendo Switch.

Nonostante il ritardo rispetto all’uscita originale, abbiamo deciso di approfittare della release sulle nuove piattaforme per proporvi la nostra recensione, per rimarcare che The Artful Escape non dovrebbe passare inosservato e per farlo balzare agli occhi di chi se lo fosse perso: se amate la musica e nei giochi cercate una bella storia, questa piccola perla deve necessariamente fare parte della vostra collezione.

La fuga di Francis Vendetti

Ci troviamo a Calypso, città immaginaria del Colorado, che ha dato i natali all’altrettanto inventata leggenda della musica folk, Johnson Vendetti, uscito negli anni ’70.
Quest’anno ricorre il ventesimo anniversario dall’uscita di quello storico album, così fervono i preparativi per un grande concerto celebrativo. Purtroppo, Johnson è da tempo deceduto; fortuna vuole, però, che anche il nipote sia un musicista.

 

Fin qui tutto bene Francis Vendetti sa suonare la musica dello zio ed è in grado di celebrare accuratamente il suo lascito. Peccato che Francis non voglia suonare folk: la sua vena artistica lo ha portato verso il rock, in particolare un raffinato progressive.

Francis si ritrova così diviso e combattuto: da una parte intende celebrare lo zio come tutti vorrebbero, dall’altra però vorrebbe lasciarsi andare e suonare finalmente la sua musica. Mentre si sta recando a Calypso, incontra una strana ragazza, Violetta. Tra le molte cose insensate dette dalla ragazza, ella lo invita a prendere rischi che non ha mai preso, come scalare il gigantesco albero che si trova nella foresta vicino alla città.

L’inizio del gioco ci ha ricordato un po’ il primo Life is Strange per la sua atmosfera: abbiamo una sperduta città inventata in America, una storia del genere “coming of age”, con il protagonista in cerca di una sua identità, e l’incontro con uno strano personaggio che potrebbe cambiargli la vita.

Ci vuole poco, però, perché tutto cambi e perché The Artful Escape diventi un’opera apparentemente scritta da maestri del weird come Bradbury o Adams.
La stessa notte del suo arrivo, Francis incontra un alieno; questo alieno sembra volerlo reclutare per il tour di una band, che improvvisamente si è ritrovata senza un membro. Poco dopo, un altro musicista arriverà dal cielo, presentandosi come una leggenda della musica nell’universo.

E credeteci, le cose continueranno a farsi più strane di minuto in minuto; in men che non si dica, vi ritroverete incollati allo schermo, incapaci di distogliere lo sguardo per la curiosità di sapere che cosa accadrà a Francis.

Francis, come suo zio, ha la passione per la musica, ma il suo genere di riferimento è il rock.

Certo, è piuttosto chiaro fin dall’inizio che il viaggio di Francis è anche un viaggio metaforico: le battute iniziali della storia fanno capire bene quali siano le tematiche che il gioco intende affrontare. Questo, però, non toglie nulla alla creatività degli sviluppatori, che hanno saputo affrontare un tema noto con grande originalità, confezionando una storia incredibilmente divertente ed appassionante.

E non parliamo del comparto estetico. Fatevi un favore: cercate un trailer di The Artful Escape e guardatelo. Capirete immediatamente perché ci siamo innamorati fin da subito del gioco.

Non soltanto per il suo stile estetico peculiare, ma anche per l’incredibile direzione artistica che anima i vari livelli del gioco, alcuni dei quali arrivano ad assomigliare a viaggi psichedelici per via delle loro stranezze.

A livello puramente tecnico, inoltre, il gioco scorre fluidamente, senza alcun intoppo di sorta, permettendo di essere goduto in tutto il suo splendore. Per la recensione abbiamo testato la versione PlayStation 5, ma siamo sicuri che non vi siano problemi anche su Nintendo Switch.

Ed essendo la musica uno dei punti focali della storia, anche il comparto sonoro di The Artful Escape è stato estremamente curato. La soundtrack del gioco è particolarmente d’atmosfera e riesce a rendere ancora più efficaci le stravaganti ambientazioni; in più, ci sono i pezzi suonati da Francis, alcuni dei quali sono davvero piacevoli da ascoltare.

Insomma, il comparto estetico è decisamente uno dei fiori all’occhiello del titolo, e se è vero che l’aspetto non è tutto, credeteci che in questo caso scoprire che cosa nasconde la prossima improbabile ambientazione è davvero parte integrante dell’esperienza.

La storia inizia nella tranquilla cittadina di Calypso, in Colorado.

Un viaggio nella mente di Francis

Abbiamo speso molte parole per parlarvi della storia e dell’aspetto estetico di The Artful Escape; in parte perché c’era molto da dire ed in parte perché, effettivamente, è difficile parlare di un vero e proprio gameplay per il titolo.

Sostanzialmente sposteremo Francis in delle ambientazioni bidimensionali, potremo interagire con altri personaggi, di tanto in tanto scegliere tra diverse opzioni di dialogo senza che però queste abbiano un reale impatto sulla conversazione.

Ci sono anche delle brevi sezioni platform, così come anche dei momenti in cui, suonando la chitarra di Francis, potremo causare delle reazioni da parte dell’ambiente circostante. Ad esempio, in uno dei primi capitoli potremo fare illuminare tutta Calypso a ritmo di musica.

In linea di massima, però, quello che dovremo fare sarà semplicemente andare avanti ed assistere agli eventi che si susseguono. Ci saranno dei momenti in cui è possibile esplorare un po’ i dintorni delle ambientazioni: così facendo, potremo assistere a dialoghi opzionali e scoprire qualche dettaglio in più sul folle mondo concepito dagli sviluppatori.

Questi piccoli diversivi rappresentano però un’eccezione: il gioco è pressoché lineare nel suo sviluppo, ed anche nei momenti in cui siamo chiamati a fare delle scelte (ad un certo punto saremo chiamati a darci un nome ed un aggettivo, per esempio) non hanno conseguenze sulla storia o sulla prosecuzione del livello.

Alcuni dei livelli del gioco sono davvero fuori di testa.

L’unica vera “sfida” ludica può venire dai trofei, se ne siete ghiotti: il gioco non ne ha molti, ma mette comunque un facilissimo Platino da raggiungere per chi intende spendere quelle decine di minuti in più necessarie per completare gli obiettivi.

Se dunque siete in cerca di un gioco da “giocare” (in senso stretto), forse The Artful Escape non farà per voi. Ma vista anche la durata del gioco, parliamo infatti di quattro ore circa, ci sentiamo di consigliare a tutti quantomeno di provarlo. Se siete giocatori Xbox, poi, le scuse sono davvero poche, considerando che il gioco è disponibile gratuitamente su Xbox Game Pass (ma vale comunque la cifra richiesta per il gioco singolo, fino all’ultimo centesimo).

L’esperienza, infatti, viene sorretta egregiamente dal comparto narrativo e dalla direzione artistica; non ci sono momenti di stanchezza in cui si avverte la mancanza di un “vero” gameplay, sempre che ve ne sia bisogno necessariamente.

Per quello che conta, a noi il gioco ha divertito veramente molto, dall’inizio alla fine, e le nostre sessioni, tempo permettendo, sono state in media piuttosto lunghe, tanta era la curiosità di scoprire cosa The Artful Escape aveva in serbo. E adesso siamo curiosi di vedere a cosa si dedicherà lo studio in futuro, perché questa prova è stata davvero eccelsa.

Versione recensita: PS5

Se volete giocare gratuitamente The Artful Escape e innumerevoli altri titoli, vi consigliamo di approfittare di un abbonamento a Xbox Game Pass.

8,4

The Artful Escape

Piattaforme: pc, ps4, ps5, switch, xone, xsx
The Artful Escape è un titolo decisamente atipico, che è difficile da classificare e da raccontare. Vi assicuriamo, tuttavia, che si tratta di un'esperienza che vale assolutamente la pena di vivere, soprattutto se siete appassionati di musica e belle storie. Non piacerà a tutti, ma se toccherà le vostre corde non potrete fare a meno di riservargli un posto speciale nel vostro cuore. Provare per credere.

Pro

  • Storia appassionante e fuori di testa
  • Esteticamente sublime
  • La colonna sonora aggiunge un tocco magico

Contro

  • Decisamente non per tutti
8,4