Tennis World Tour: Roland-Garros Edition recensione

Abbiamo rigiocato a Tennis World Tour per vedere se in occasione dei Roland Garros è cambiato qualcosa. Scopriamolo nella nostra recensione.

Recensione
A cura di Domenico Musicò - 8 Giugno 2019 - 11:15

Mentre scriviamo questa recensione, Rafael Nadal batte Roger Federer nella semifinale del Grande Slam parigino, arricchendo ancora il computo totale delle loro battaglie dopo ben quindici anni dalla prima volta; Il match tra Dominic Thiem contro il numero uno al mondo, Novak Đoković, viene rimandato a oggi, a mezzogiorno, poiché interrotto più volte per il maltempo di ieri: era da quasi dieci anni che i primi quattro del ranking ATP non arrivavano in semifinale, quando al posto dell’austriaco c’era lo sfortunato Andy Murray. E questo è già un peccato, perché vi stiamo raccontando di questa espansione proprio quando il torneo è praticamente giunto al termine, senza poter creare quell’enfasi che precede sempre i grandi eventi sportivi.
Il motivo è legato al ritardo con cui ci è arrivato il pacchetto, sintomo che il publisher è ancora poco convinto del prodotto anche a un anno dal suo complicato arrivo. E memore del deludente debutto di Tennis World Tour, purtroppo, ne ha ben donde.

Fatica e sudore sulla terra rossa

Si consideri innanzitutto che Tennis World Tour: Roland-Garros Edition non è la nuova fatica di Breakpoint pubblicata da Bigben Interactive, ma una semplicissima micro-espansione che aggiunge il famoso torneo francese al gioco di base. Il peso del pacchetto è infatti di una decina di MB, e dà accesso al torneo in questione senza apportare significative migliorie al titolo. D’altra parte, le dimensioni estremamente contenute non lasciavano di certo presagire nulla di diverso, e questo, considerando lo stato attuale del gioco, è piuttosto grave.

Parliamoci chiaro: Tennis World Tour aveva e ha delle discrete fondamenta, ma nulla di davvero efficace è stato edificato nel corso di tutto questo tempo. La Roland-Garros Edition poteva essere la perfetta occasione per rilanciare un prodotto uscito palesemente in early access, ancora non pronto, e invece siamo ancora qui a discutere delle stesse problematiche irrisolte. La verità, dunque, è che il gioco dobbiamo tenercelo così com’è: coi suoi pochi pregi e i suoi enormi difetti.

Non potrete accedere direttamente al Roland-Garros (e ci mancherebbe), ma dovrete intraprendere una modalità carriera tutto sommato discretamente strutturata, effettuando una scalata al successo che potrebbe infine portarvi in cima al ranking mondiale. Dopo aver creato il vostro personaggio con modelli preimpostati che a volte potreste incrociare anche come avversari (assurdo, inconcepibile e anacronistico), potrete finalmente cominciare con i tornei più piccoli per ottenere punti ranking, punti esperienza per voi e il vostro allenatore (che vi concede dei bonus passivi), punti per aumentare le vostre statistiche (attacco, difesa e servizio) e migliori equipaggiamenti.

Uno smash sulla rete

La stagione viene divisa dunque in mesi, con ciascuno dedicato a tornei, allenamenti, partite esibizione, miglioramenti e il tanto agognato riposo. Occhio a non sottovalutare quest’ultimo parametro e a dare tregua al vostro tennista, perché spremerlo fino all’osso significherà avere gravi ripercussioni sui match successivi, con cali preoccupanti della resistenza e nella gestione della partita. Tutto sembrerebbe filare liscio da questo punto di vista, giusto? E invece no, perché Tennis World Tour: Roland-Garros dà il peggio di sé proprio sul campo, dove invece dovrebbe brillare come una star.

Se è vero che dall’anno scorso ci sono stati dei blandi miglioramenti che hanno innanzitutto attivato le partite online e sistemato parzialmente le criticità più importanti, lo stesso non si può dire per tutto il resto. Le animazioni non sono al top, e tutte le volte che assisterete a quelle di raccordo (tipo tra la corsa e il momento effettivo il cui colpite la palla), vi renderete conto di una innaturalezza evidente, come se ci fosse un punto di rottura tra un movimento e l’altro. E ciò accade sempre, puntualmente, in qualunque tipo di scambio. A ciò va aggiunta una reattività ben al di sotto della sufficienza, col vostro modello poligonale che a volte non riceve l’input e resta fermo a guardare la pallina sbattere sul terreno. Dopo un po’ vi abituerete a questa défaillance, è chiaro, ma non è mai bello doversi abituare a qualcosa di sbagliato e illogico solo perché non c’è altro modo per venirne a capo.

I colpi migliori e più spettacolari come il tweener sono invece automatici e dipendono dalla vostra postura in relazione alla palla, mentre per quanto riguarda il servizio, a volte va in malora anche se avete fatto tutto alla perfezione e non avete forzato troppo il colpo: giocare in modo sicuro, col tocco morbido, vi dà logicamente più garanzie, ma è chiaro che per battere i campioni più in forma non sarà affatto utile, motivo per cui anche la precisione di certi colpi andrebbe migliorata: dai rovesci lungo linea ai passanti incrociati; dai drop-shot e ai lob, solitamente sempre sparati troppo in alto e mai a mezz’altezza.

Tecnicamente Tennis World Tour: Roland-Garros è un titolo insufficiente: dalle espressioni facciali istupidite da era PS2 agli spalti col pubblico fatto col copia e incolla anche nei movimenti, c’è ben poco per cui gioire, a dimostrazione del fatto che dopo un anno, nulla di fondamentale è cambiato. E per gli estimatori del tennis, questo è un duro colpo da digerire.

- L'edizione in questione contiene tutti i pacchetti finora distribuiti
- La modalità carriera è discretamente strutturata
- Legnoso, spesso impreciso e con scarsa reattività verso i colpi da effettuare
- Animazioni di raccordo inesistenti
- Graficamente insufficiente

5.0

Il grande slam parigino poteva essere un’ottima occasione per rilanciare Tennis World Tour dall’uscita disastrosa dello scorso anno, e invece Tennis World Tour: Roland-Garros Edition è solo un pigro cambio di nome per giustificare la presenza di un pacchetto da pochi MB che ha lasciato pressoché immutata un’opera che aveva bisogno di un profondo restauro. Gli amanti del grande tennis farebbero bene a reinstallare quel signor gioco chiamato Top Spin 4: la situazione, da allora in poi, è stata un autentico disastro.




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