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Take-Two sul perché aumenterà i prezzi su PS5 e Xbox Series X: non cambiavano da 15 anni, costi cresciuti del 300%

Il gigante Take-Two, proprietario di videogiochi come GTA, NBA 2K e Mafia, ha spiegato la sua scelta di far salire i prezzi di listino dei giochi su next-gen, in virtù dei costi di produzione e del fatto che «si faccia un uso completamente diverso dei giochi» rispetto a quindici anni fa

Ha fatto discutere, qualche settimana fa, la notizia che NBA 2K21 sarebbe stato venduto a prezzo maggiorato su PS5 Xbox Series X, dove sarà possibile comprarlo spendendo 10€ in più rispetto ai costi di listino attuali. Significa, quindi, che i giochi che oggi paghiamo 69,99€ in alcuni casi costeranno invece 79,99€ – un argomento che anche l’ex Sony Shawn Layden aveva commentato, spiegando che i costi di produzione sono aumentati ed è impossibile che non lo facciano anche i prezzi di listino.

Sulla questione è ora intervenuto Strauss Zelnick, CEO di Take-Two Interactive – gigante proprietario di Rockstar Games (GTA), 2K (NBA 2KMafiaBorderlands) e di Private Division (The Outer Worlds) – che nel corso di un’intervista concessa a Protocol ha spiegato il perché della scelta del publisher.

Senza girarci troppo intorno, il presidente Zelnick ha dichiarato che «non abbiamo visto un aumento del prezzo di listino per ormai quasi quindici anni, mentre i costi di produzione sono aumentati tra il 200 e il 300%.» Da qui, quindi, la decisione della compagnia di rivedere i prezzi di listino per la next-gen.

Take-Two Interactive è proprietaria di 2K, Rockstar e Private Division

Oltretutto, sottolinea Zelnick, oggi il videogioco è un prodotto completamente diverso rispetto a quello che compravate con quel prezzo anni addietro. Secondo il dirigente:

Dal momento che a nessuno interessa quali siano i nostri costi di produzione, andrò dritto al punto: è quello che i consumatori possono fare con un prodotto, che è completamente cambiato. Oggi vi mettiamo in mano un gioco molto molto più grande, per la cifra di $60 o $70, rispetto a quelli che vi davamo a $60 dieci anni fa.

Inoltre, la possibilità di spendere soldi online è completamente opzionale e non stiamo parlando di free-to-play. Parliamo di giochi completi, di esperienze incredibili e solide, anche se dovessi decidere di non spendere più un centesimo dopo che le hai acquistate al costo di listino.

Il cambiamento dei costi di produzione, quello della proporzioni dei giochi e l’assoluta libertà di scelta nelle microtransazioni, secondo Zelnick, concorrono insomma nella decisione di Take-Two, che ha scelto di monetizzare di più con le uscite next-gen – delle quali però non ci è dato conoscere eventuali incrementi nei costi di produzione.

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