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Super Mario All-Stars | Recensione della raccolta per eccellenza

Super Mario All-Stars ripercorre la prima parte della storia di Super Mario

Il Nintendo Direct dedicato all’appena celebrato 35° anniversario di Super Mario ha portato con sé molteplici annunci riguardanti l’idraulico più famoso del mondo. Inevitabilmente, a fare da star dello show sono stati nuovi prodotti come Super Mario 3D All-Stars, di cui vi abbiamo già parlato in un nostro recente speciale riassuntivo e in una riflessione, e Mario Kart Live: Home Circuit.

Super Mario All-Stars

Piattaforma:
SWITCH
Genere:
piattaforme, platform
Data di uscita:
16 Dicembre 1993
Sviluppatore:
Nintendo
Distributore:
Nintendo

Tra gli annunci apparentemente minori c’era anche quello dell’arrivo dell’originale Super Mario All-Stars nel catalogo di titoli SNES riservato agli abbonati al programma Nintendo Switch Online. Vista l’importanza di questo titolo, e visto che siamo nell’anno delle celebrazioni per il nostro Mario, abbiamo pensato di recensire nuovamente per voi questa storica raccolta, tanto per chi non ha mai avuto modo di conoscerla quanto per chi già la conosce e intende sfidare nuovamente Bowser e i suoi sgherri.

Super Mario Bros. – Quello che ha creato tutto

C’è davvero bisogno di presentazioni? Qualsiasi giocatore che si rispetti ha giocato almeno una volta al primo, storico Super Mario Bros., e non può fare a meno di fischiettare il tema principale del gioco ogni qualvolta si trovi ad affrontarne un livello.

Se è vero che Mario esisteva già prima dell’uscita del gioco, il suo destino è stato completamente riscritto con l’uscita di Super Mario Bros., al punto che festeggiamo il 35° anniversario dell’uscita di questo gioco e non della prima apparizione di Mario (che invece è avvenuta nel 1981). A distanza di 35 anni dall’uscita, l’originale Super Mario Bros. rimane ancora un esempio strabiliante di immediatezza e divertimento, anche su Nintendo Switch.

Le meccaniche di gioco sono così semplici che chiunque potrebbe padroneggiare i comandi di gioco nel giro di una manciata di minuti; al contempo, però, il livello di sfida si fa costantemente più alto, fino ad arrivare agli ultimi mondi di gioco, dove bisogna dare il meglio di sé per uscire indenni da percorsi irti di pericoli e nemici.

Lo storico Super Mario Bros. rivive in All-Stars con una nuova veste a 16-bit

Gli otto mondi di cui il gioco è composto possono oggi sembrare piuttosto banali, se paragonati a tutto ciò che la serie ha portato con sé negli anni successivi; non bisogna dimenticare, però, che tutto è nato da qui, e ciò oggi ci sembra banale all’epoca era tutto fuorché scontato.

I livelli acquatici, i livelli sotterranei, i livelli ambientati sulle nuvole, i castelli di Bowser e dei suoi scagnozzi; queste location sono riuscite ad imporsi nella memoria collettiva, al punto che ancora oggi ne vediamo continuamente rivisitazioni nei moderni titoli della saga. Questo grazie non solo ad una direzione artistica estremamente ispirata, ma anche ad un level design eccelso, che sapeva coniugare perfettamente tutte le caratteristiche fondamentali di un buon platform.

In questo titolo fanno anche la loro comparsa i primi power-up di Mario: il fungo rosso, oggi un mito indiscusso della cultura pop, il fiore di fuoco e la stella sono i primi potenziamenti disponibili per Mario. Giocando soltanto intorno alle abilità di base di Mario (corsa e salto, niente di più) e a questi unici potenziamenti, Nintendo riuscì comunque a confezionare un prodotto estremamente vario, che non annoiava mai dall’inizio alla fine.

La versione contenuta in Super Mario All-Stars non è, ovviamente, quella a 8-bit che molti ricordano; si tratta di un remake a 16-bit che rivede completamente lo stile grafico del titolo originale, avvicinandolo molto a quello che all’epoca era il titolo più recente della serie, Super Mario World.

Sebbene questo discorso valga per tutti i titoli contenuti nella collection, il primo Super Mario Bros. è probabilmente quello dove questo cambiamento è più evidente, perché c’era una grande differenza nello stile estetico di questo capitolo rispetto ai sequel. Sebbene molto limitato, ancora oggi Super Mario Bros. rimane un ottimo platform, nonostante i suoi successori lo abbiano migliorato sotto ogni aspetto.

Super Mario Bros. The Lost Levels – Quello troppo difficile per gli americani

La storia ormai è famosa, dunque saremo brevi: The Lost Levels altro non è che il vero Super Mario Bros. 2 uscito in Giappone. Nintendo ritenne il titolo troppo difficile per il pubblico occidentale, dunque optò per pubblicare in America ed Europa un remake di un titolo lì sconosciuto, Doki Doki Panic!, rendendolo parte integrante della serie di Super Mario (ci arriveremo dopo).

Tutto sommato questa scelta fu positiva per noi, perché sicuramente The Lost Levels è il peggior titolo della serie in 2D, sicuramente tra quelli qui presenti. Il livello di difficoltà era davvero alto, e nonostante la versione contenuta in Super Mario All-Stars sia relativamente semplificata rispetto all’originale, rimane comunque un pessimo esempio di come gestire il livello di sfida in un gioco.

A cosa era dovuta questa difficoltà che tanto fece paura a Nintendo, al punto da decidere di non pubblicare il gioco in Occidente? I fattori erano molteplici: tra funghi velenosi, correnti di vento, burroni senza fine, nemici a più non posso e molto, molto altro era davvero difficile riuscire ad arrivare sani e salvi (di mente, anche) alla fine di un livello qualsiasi. Sì, perché già il primo livello del gioco costituisce una sfida davvero ostica, alla faccia della perfetta curva di apprendimento vista nel primo capitolo. Ad essere sinceri, però, non è questo l’unico problema di The Lost Levels.

The Lost Levels venne giudicato troppo arduo per i giocatori occidentali, e ancora oggi costituisce una sfida ostica

L’altro grande problema è che questo titolo ripropone sostanzialmente quanto visto nel primo gioco. I livelli sono diversi, certo, e vengono aggiunti nuovi nemici e nuovi pericoli, come dicevamo, ma il titolo fatica ad uscire dall’ombra del suo illustre predecessore.

Oggi come oggi potremmo paragonare The Lost Levels ad un DLC o ad un’espansione piuttosto che ad un sequel vero e proprio. Ovviamente all’epoca le cose stavano in modo diverso, e per i giapponesi questa fu la vera continuazione di Super Mario Bros..

Nel corso degli anni, è sempre stato visto come la pecora nera del franchise, ed ancora oggi non ci sono sostanzialmente motivi per rivedere questo giudizio. Rimane un’esperienza da provare per chi si è già cimentato con tutti gli altri titoli della serie e vuole mettere alla prova le sue abilità (e la sua pazienza). Qualora decideste di provarlo, scoprirete che Nintendo si è divertita a creare livelli semi-impossibili molto prima che diventasse una moda su Super Mario Maker.

Super Mario Bros. 2 – Quello dove si lanciano le rape

Abbiamo già detto che questo gioco, in realtà, è il remake di un titolo mai arrivato in Occidente, tale Doki Doki Panic! – e questo spiega perché le meccaniche di gioco siano così differenti rispetto alla serie principale.

Innanzitutto, il gioco si apre permettendoci di scegliere un personaggio tra quattro disponibili. Sì, avete capito bene: quattro personaggi. Mario, Luigi, Toad e Peach. Per capire quanto questa sia un’eccezione per il brand, vi basti pensare che per ritrovare una selezione così vasta avremmo dovuto aspettare il 2013 e Super Mario 3D World su Wii U (dove il conto dei personaggi disponibili saliva addirittura a cinque).

Non solo, ma ogni personaggio ha delle caratteristiche uniche: Mario è il più bilanciato in salto e corsa, Luigi ha il salto più alto ma tende a scivolare. Toad, invece, è estremamente forte, e questo lo rende capace di estrarre oggetti in un attimo, mentre Peach è dotata dell’abilità di fluttuare nell’aria per qualche secondo.

Queste differenze rendono la scelta del personaggio estremamente importante, perché ciascuno di loro ha dei pro e dei contro che inevitabilmente andranno ad influenzare la nostra partita. Peach, ad esempio, è particolarmente adatta per i principianti, dato che la sua abilità fluttuante può evitare situazioni perigliose; al contrario, Toad e Luigi richiedono una buona confidenza con il gioco per compensare i loro difetti nel salto.

Super Mario Bros. 2 offre per la prima volta la possibilità di scegliere tra quattro personaggi diversi tra loro

A rendere differente Super Mario Bros. 2 dal resto della serie è anche il gameplay. Anziché ruotare soltanto intorno a due abilità, salto e corsa, viene qui introdotta una terza abilità che fa da perno del gameplay: l’abilità di afferrare quello che si trova sotto il proprio personaggio. Fin dal primo livello, vedremo dei ciuffi d’erba risaltare sullo schermo; afferrandoli, estrarremo delle rape da lanciare contro i nemici per abbatterli. A dire il vero è possibile sollevare anche alcuni nemici, ma saranno principalmente le rape a costituire il nostro alleato più prezioso.

Anche le ambientazioni rappresentano un unicum per la serie, con location introdotte in questo capitolo e mai più riviste. E lo stesso vale per i personaggi. Il gioco abbandona il buon vecchio Bowser in favore di un nuovo arcinemico, Wart, mai tornato in ruoli degni di nota nella serie. Al contrario, però, alcuni antagonisti minori che hanno fatto qui la loro prima comparsa sono poi diventati simboli iconici del franchise: pensiamo ai Tipo Timido, o al mitico dinosauro rosa Birdo/Strutzi.

Nonostante la sua lontananza dalla serie principale, Super Mario Bros. 2 rimane comunque un gioco estremamente divertente, con un buon livello di sfida e con una buona durata. Probabilmente non rientrerà negli annali dei migliori platform di sempre, ma sicuramente merita di essere giocato almeno una volta, soprattutto se siete fan del nostro amato idraulico.

Super Mario Bros. 3 – Quello dove sono tutti attori

Il titoletto di questo paragrafo fa riferimento ad una dichiarazione di Shigeru Miyamoto, il quale sostenne che la scena di apertura di Super Mario Bros. 3, in cui vediamo chiaramente un sipario alzarsi prima della comparsa di Mario e compagnia, simboleggia per lui il fatto che Mario, Luigi, Bowser e tutti gli altri sono in realtà degli attori che stanno interpretando un ruolo.

Al di là di questa piccola curiosità, Super Mario Bros. 3 costituisce l’ultimo elemento del pacchetto Super Mario All-Stars, e certamente è uno di quei casi in cui si può dire che “chiudiamo col botto”. Quando si parla dei migliori platform 2D di sempre, il nome di Super Mario Bros. 3 (insieme a quello di Super Mario World) è uno di quelli che viene fatto più spesso.

A dire il vero, viene spesso inserito nelle classifiche volte a determinare il miglior videogioco di tutti i tempi. E a buona ragione. Il gioco prende gli elementi che hanno reso grande il capostipite della serie e lo migliora sotto ogni aspetto. Ambientazioni più varie, level design più complesso, nuovi potenziamenti, nuovi nemici e chi più ne ha, più ne metta.

La mappa di Super Mario Bros. 3 sarà di ispirazione per numerosi titoli successivi

I nuovi potenziamenti, in particolare, sono uno degli elementi contraddistintivi del titolo. I più famosi sono certamente i costumi da tanooki e da rana: il primo permette di eseguire un attacco con la coda e di volare per un certo periodo di tempo, oltre che di planare utilizzando sempre la coda; il secondo, invece, si rivela estremamente utile in acqua.

Si tratta di poteri che vanno ad incidere profondamente sul gameplay, molto più di quanto facevano i potenziamenti visti nel primo capitolo, al punto che il nome di Super Mario Bros. 3 viene strettamente associato proprio al costume di Mario tanooki. Il titolo ignora il secondo episodio della serie (tanto quello nipponico, quanto quello occidentale), riprende il capostipite e la sua formula senza stravolgerla, ma elevando all’ennesima potenza tutti gli elementi lì presenti.

È davvero difficile trovare difetti a Super Mario Bros. 3, ed ancora oggi è un titolo talmente divertente e curato da rendere impossibile lasciarlo una volta che si è cominciato. Nonostante siano passati molti anni, rimane ancora una vera e propria punta di diamante, non solo per la serie ma anche per il videogioco in sé e per sé.

Super Mario All-Stars – Quella collection dove ci sono tutti tranne uno (anzi, due)

Arriviamo in fondo a questa lunga disamina per spendere due parole sulla riedizione proposta da Nintendo. Come dicevamo, Super Mario All-Stars entra a far parte del catalogo dei titoli SNES destinati agli abbonati a Nintendo Switch Online. Di fatto, dunque, se siete abbonati potrete giocare gratis alla collection, che racchiude in sé quattro pezzi di storia videoludica (facciamo tre).

Si tratta di un’occasione imperdibile, e consigliamo a chiunque sia appassionato di videogiochi di fiondarsi a scaricarla. A questo proposito, vi consigliamo anche di scaricare anche l’unico episodio “classico” di Mario in 2D rimasto escluso, Super Mario World, che può decisamente lottare per il titolo di miglior videogioco di tutti i tempi. E già che ci siete, approfittate della presenza nel catalogo di Yoshi’s Island, un episodio certamente atipico ma comunque degno di far parte della serie.

Finalmente gli episodi classici di Mario sono tutti disponibili sul catalogo, e considerando che chiunque può giocarci gratuitamente, non ci poteva davvero essere modo migliore di festeggiare il 35° anniversario della serie.

Se volete pre-ordinare Super Mario 3D All-Stars prima che le scorte si esauriscano, vi consigliamo di assicurarvi la vostra copia a questo indirizzo.

Super Mario All-Stars

Piattaforme: switch
Super Mario All-Stars rimane, oggi come alla sua uscita, una preziosa collezione che raccoglie la prima trilogia (se così vogliamo definirla) di Mario. Dei quattro titoli compresi, soltanto The Lost Levels si rivela un prodotto di caratura inferiore, a causa di una difficoltà eccessivamente punitiva e di una scarsa differenziazione dal predecessore. Gli altri tre titoli hanno fatto la storia del videogioco, e dovrebbero essere giocati davvero da chiunque, nessuno escluso. Considerando che la collection è gratuita per gli abbonati a Nintendo Switch Online, non vi rimane che fiondarvi a giocare: ne vedrete delle belle.

Pro

  • Tre titoli indimenticabili...

Contro

  • ... e The Lost Levels