Stirpe, l’Eredità della Prima Lama | AC Odyssey | Recensione

L'ultimo capitolo del pacchetto di DLC l'eredità della lama perduta.

Recensione DLC
A cura di Matteo Bussani - 4 Marzo 2019 - 12:00

Dopo le release di questi mesi relative alle singole parti di questo grande DLC di Assassin’s Creed Odyssey, dal nome l’Eredità della Prima Lama, siamo giunti infine al suo capitolo conclusivo. L’ultimo passaggio di questo percorso è dunque arrivato al termine, non privo di polemiche fondate su alcune scelte narrative del team, e per l’occasione siamo stati chiamati negli uffici di Ubisoft con l’onere di provarne le ultime battute. L’ultimo passo prende il nome di Stirpe, dopo che i primi due sono stati battezzati rispettivamente Preda e Eredità Oscura.

L'eredità della prima lama

Seguendo un unico iter narrativo, proseguiremo le avventure parallele alla storyline principali di Kassandra, o Alexios, a seconda della nostra scelta iniziale, e proseguiremo l’intreccio avviato dalle precedenti missioni, riprendendo esattamente da dove l’avevamo lasciato in compagnia di Nakatas, Elpidio e Darius. Stirpe, però, non tradendo la sua natura episodica, mette in mostra una struttura facilmente identificabile che ne definisce dei confini abbastanza percepibili e rendono agile il recupero dell’esperienza, pur con l’interruzione fisiologica che c’è stata dall’ultima release. Tra l’altro il gioco inizia con degli eventi abbastanza determinanti che danno il là a tutto lo svolgersi delle azioni del protagonista da lì alla conclusione di tutto.

La varietà di situazioni dei primi due episodi viene riproposta anche qui, cercando nella storia principale di mettere il giocatore a confronto con le diverse attività che Assassin’s Creed Odyssey offriva. Ci sono tantissimi combattimenti, alcune fasi stealth poco ispirate e la classica battaglia navale. Il mix è noto, forse fin troppo statico per una parte del DLC che si è ripetuta in larga parte uguale a se stessa nelle prime due fasi e che non offre nessuna vera aggiunta degna di nota. Ovviamente anche in questo caso ci saranno due piani separati, il primo che conduce al completamento della storia, mentre l’altro che induce il giocatore ad esplorare l’anima GDR del titolo con nuovo equipaggiamento da trovare. Per giungere ai titoli di coda della missione principale della missione ci vogliono circa 3 ore scarse, mentre per il completamento al 100% ci sono state suggerite 8-9 ore. Insieme alle altre due, di simile durata, per 25 euro si portano a casa 8-9 ore di storia e circa il triplo per tutto il resto.

Una piccola nota stonata nel quadro della nostra esperienza, ma che sappiamo ha intaccato in maniera particolarmente decisa quella degli altri giocatori, è la presenza di bug e di una struttura tecnica che nel corso del tempo poteva essere migliorata, e la malsana gestione di apparizione dei mercenari. Sappiamo che ci sono modi agevoli per aggirare il problema, ma ritrovarsi durante una missione principale nel bel mezzo della città ad affrontare orde di mercenari, anche soltanto durante un’attività di scorta ci sembra eccessivo. Parimenti non è possibile che gli stessi mercenari ci seguissero anche durante una missione “narrativa” in cui stavamo passando nei boschi parlando con uno degli NPC del gioco.
La loro presenza durante le missioni le ha rese non poco ostiche, trasformando alcune sezioni in una caparbia lotta contro i meccanismi di gioco e non alla ricerca del completamento della missione. La difficoltà principale, difatti, è da ritrovarsi in questi piccoli scogli, ma non è stata pervenuta sul lato del bilanciamento. Non abbiamo mai avuto problemi con gli scontri, come quello finale. Per quanto lungo non ha sollevato particolari offese da arginare e non ha creato grattacapi.

Stirpe

Gli eventi che danno il là a Stirpe ci portano dritti in Messenia per recuperare il figlio rapito, alle prese con gli ultimi capi in cima alla piramide a guida dell’Ordine degli Antichi che vogliono definitivamente mettere a tacere la voce nella storia di Kassandra. La storia ha un finale abbastanza scontato, che non dà grande rilevanza alle 10 ore passate con i suoi protagonisti. Ne manca uno, soprattutto in questo terzo DLC in grado di catalizzare l’attenzione, oltre alla nostra Kassandra, che sembra però più una vittima degli eventi che non colei in grado di cambiarli. Darius stesso risulta un elemento necessario ma non dominante nelle vicende di gioco. Le scelte di cui è ricca l’avventura giocano la stessa valenza filosofica dell’avventura principale, anche qui non stravolgono il corso degli eventi, piuttosto lo immergono nei panni dell’eroe facendogli scegliere il tipo di eroe che vorrebbe essere. Servono più a noi che non all’intreccio.

Molto meglio il rapporto con Messenia che è uno scenario simbolico adatto alla roccaforte dell’Ordine e ben rappresenta una città che, vittima delle geometrie estranee all’umanità di questo gruppo, non trova la propria pace. Abbiamo apprezzato anche la varietà degli scenari e ciò è riuscito a esaltare uno dei grandi pregi di AC Odyssey, ovvero, come la serie fa da sempre, la capacità di rappresentare un’avventura fantastica storica incastonata nella storia stessa.

+ Una buona quantità di contenuti
+ AC Odyssey ha sempre il suo fascino
- Personaggi poco accattivanti
- Si porta dietro alcuni problemi evidenti
- Non ha nessun particolare apice narrativo

6.5

Siamo giunti al termine di questa avventura in compagnia di Assassin’s Creed Odyssey. La conclusione dell’Eredità della Lama è arrivata e chiude effettivamente le vicende dell’arco narrativo pur non esaltandosi per novità o brillantezza narrativa. In generale possiamo dire che il tutto sia un ottimo pretesto per tornare a calcare le atmosfere del gioco, con un po’ di ore aggiuntive,  compresi gli evidenti pregi e i soliti difetti.




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