Steins;Gate Elite, l’elite delle visual novel su PS4 e Switch

Recensione del titolol su cospirazioni, viaggi nel tempo e un gruppo di amici che vi rimarranno impressi nella mente a lungo

By |20/02/2019|Categories: In Evidenza, Recensione|Tags: |

Steins;Gate è stata una delle migliori visual novel dell’ultimo decennio, capace di unire fondamenti scientifici e risvolti paranormali con grande naturalezza, anche grazie ad un cast di personaggi cui era davvero impossibile non affezionarsi.
L’enorme successo, soprattutto entro i confini nipponici, ha portato alla creazione di un anime di ottima qualità, firmato White Fox, e questa versione Elite non è altro che il gioco pubblicato qualche anno fa con intermezzi presi di peso dalla serie animata.
Scopriamola insieme.

Rintaro okabe

Invenzioni e conseguenze

Immaginate di passare una vita a darvi delle arie, spacciandovi per uno scienziato pazzo (con tanto di risata malefica) che poggia su solide basi scientifiche le proprie teorie cospirazioniste e, soprattutto, le sue bizzarre invenzioni, che funzionano una volta su un milione e, anche quando lo fanno, sono di dubbia utilità.
Immaginate di aver messo su uno pseudo-laboratorio scientifico all’interno di un appartamento maleodorante, scarsamente illuminato e decisamente troppo piccolo per contenere voi e la vostra ciurma, composta principalmente da un otaku sovrappeso e da una ragazzina decisamente naive.
Ecco, questa, a grandi linee, è la vita quotidiana di Rintaro Okabe (Okarin per gli amici più stretti), adolescente giapponese al centro delle vicende di Steins;Gate Elite e alter ego del giocatore nella trentina abbondante di ore necessarie a raggiungere almeno il primo dei molteplici finali dell’opera firmata da 5pb.
Quando, per una volta, le sue fantasie malate si avvicinano pericolosamente alla realtà, ed una delle inutili invenzioni escogitate in combutta con il fido Daru finisce con il funzionare davvero, anche se non nel modo che si aspettavano, si innesca una spirale di eventi sempre più oscuri e pericolosi, totalmente inattesi date le premesse ed i toni delle primissime ore di gioco.
Sebbene l’avessimo sottolineato già quattro anni fa in sede di analisi della prima versione immersa sul mercato, giova ricordare che siamo dinanzi ad una delle visual novel meglio riuscite di sempre, dotata di una storyline tremendamente affascinante che ha la sola colpa, come tutte quelle che si cimentano con la complessa tematica dei viaggi nel tempo, di essere di difficile lettura in certi passaggi.
Nonostante la descrizione dei personaggi principali sembri presa di peso dal libro degli archetipi più canonici degli anime nipponici, tra adolescenti disadattati e donne dal carattere tsundere, la scrittura di ognuno di loro, il modo in cui reagiranno agli eventi eccezionali in cui si troveranno coinvolti e, soprattutto, il loro destino li renderanno indimenticabili anche per i meno sensibili tra i nostri lettori.
Steins;Gate Elite pecca delle medesime colpe di molti suoi congeneri provenienti dal paese del Sol Levante, da una certa tendenza alla sovraesposizione all’abbondanza di momenti che stonano un po’ con la drammaticità di fondo, ma non ricade mai nel becero fanservice tanto in voga negli ultimi anni (d’altronde è un titolo originariamente pubblicato una decade or sono) e compensa il tutto con un intreccio di alto livello, in cui le scelte del giocatore pesano davvero come macigni e determinano una pletora di finali differenti.
E quando parliamo di finali differenti intendiamo qualcosa di radicalmente differente, non di filmati o scenette identiche con minimi cambiamenti: per evitare odiosi spoiler ci fermiamo qui, ma sappiate che, in un’estremizzazione del concetto di effetto farfalla, un semplice sms può determinare la morte o la salvezza di uno o più membri del cast.
Le condizioni di fruizione ideali richiederebbero una totale ignoranza tanto del gioco precedente quanto dell’anime, per massimizzare l’impatto emotivo dei numerosi colpi di scena, ma anche i giocatori che hanno amato il cast di personaggi non disdegneranno un’altro giro con i propri “amici” virtuali.

Kurisu Makise

Lo schermo dello smartphone

Si fatica a parlare di vero e proprio gameplay in prodotti come Steins;Gate Elite, visto che siamo dalle parti delle visual novel nella loro accezione più pura piuttosto che delle avventure interattive in stile TellTale: sebbene il ruolo del giocatore sia centrale nello scegliere quale direzione prendere in occasione dei numerosissimi bivi narrativi presenti, le azioni da svolgere in-game si limitano all’interazione con lo smartphone del protagonista, strumento di importanza capitale nelle vicende narrate.
A seconda delle circostanze, al giocatore sarà concesso scegliere se rispondere o meno, e se sì in quale modo farlo, alle continue mail e agli sms che giungono sul telefono personale di Rintaro, indirizzando la storia e dando forma alle relazioni interpersonali con molti dei membri del cast di personaggi, tutti, lo ripetiamo ancora una volta, ottimamente caratterizzati.
Abbiamo notato rimaneggiamenti della traduzione rispetto all’edizione giocata quattro anni fa, sebbene permangano diversi piccoli errori di battitura qua e là, e dobbiamo rendere conto dei piccoli extra inseriti nelle due edizioni che giungeranno sul mercato italiano, l’una per Switch (quella qui recensita) e l’altra per PS4.
La console Nintendo potrà beneficiare di una brevissima avventura in stile 8 bit, che porterà lo sprite pixelloso del protagonista Rintaro in giro per una versione miniaturizzata di Akihabara, mentre l’ammiraglia Sony offrirà al suo pubblico un nuovo frammento di storia, denominato Linear Bounded Phenogram, della durata complessiva di poco superiore alla mezz’ora.
Per quanto sia piacevole constatare che il team di sviluppo, peraltro composto da pochissimi membri, non si sia limitato al semplice porting, aggiungendo piccole chicche come quelle succitate, nessuno dei contenuti inediti merita, da solo, l’attenzione del pubblico o giustifica il prezzo pressochè pieno a cui viene venduta questa riedizione.
A beneficio di quanti, incuriositi dall’ottima direzione artistica o da uno degli intrecci meglio congegnati dell’ultimo decennio, volessero avvicinarsi al genere delle visual novel partendo da qui, va segnalato che 5pb e Mages hanno cercato, per quanto possibile, di facilitare l’esperienza, evidenziando i nodi principali della trama, inserendo una corposissima enciclopedia interna, che copre anche moltissimi dei riferimenti esterni al gioco, dal mito di John Titor in giù, e alleggerendo i toni decisamente gravi con scenette comiche e dialoghi surreali, ideali per stemperare la tensione.
La passività dell’esperienza, che apparirà ancora più evidente alle nuove generazioni, cresciute a pane e Fortnite, è innegabile, ma abbondantemente compensata dalla bontà della narrativa e dall’eccellente scrittura dei personaggi, le quali, ad onor del vero, non mostrano però miglioramenti significativi rispetto alla prima edizione del gioco.

Mayuuri Shiina

Anime con un’anima

Laddove l’edizione originale si affidava a tavole statiche, che, pur disegnate con maestria, denunciavano le limitazioni del budget a disposizione del team di sviluppo, Steins;Gate Elite punteggia l’avanzamento lungo la corposa storyline principale con un’abbondante dose di filmati in stile anime tratti per la stragrande maggioranza dalla serie animata omonima, che ha riscosso un buon successo tanto all’interno dei patri confini quanto nel Belpaese, dov’è disponibile gratuitamente su uno dei più famosi canali di streaming di serie tv e anime.
L’aggiunta di alcuni filmati realizzati appositamente per questa versione impreziosisce l’offerta contenutistica per i fan più oltranzisti, ma l’obiettivo principale raggiunto dall’inserimento di scene animate (peraltro di ottima fattura, ca vans sa dire) è quello di rendere meno statico e più digeribile il complesso intreccio alla base del titolo, ampliando, per quanto possibile, l’utenza del prodotto, che rimane, comunque, consigliato solamente ad una nicchia di giocatori.
Da parte nostra, abbiamo approfittato di questa versione per Nintendo Switch per fare del prodotto 5pb un vero e proprio libro digitale interattivo, usufruendone senza problemi sia in autobus sia in pausa pranzo, lontani dalle mura domestiche.
Questo centellinare i lunghi dialoghi e i clamorosi colpi di scena si sposa benissimo con la struttura dell’opera stessa, dal momento che questa modalità di fruizione alleggerisce la grande mole di testo senza nulla togliere al pathos complessivo dell’opera.
Abbiamo raggiunto ulteriori due finali, dopo averne visualizzati già tre nella versione per console Sony recensita su queste pagine quasi quattro anni or sono, e non possiamo, quindi, che consigliare il prodotto a chiunque nutra interesse per la scienza e per gli anime, ma il prezzo pieno a cui è proposto il pacchetto potrebbe scoraggiare quanti avessero già acquistato una delle precedenti versioni.

+ La stessa, magnetica storia dell'originale
+ Cast di personaggi che vi rimarrà nel cuore
+ Splendidi filmati tratti dall'anime
+ Estremamente rigiocabile
- Se possedete l'originale, i motivi per un secondo acquisto sono pochi
- Prezzo un po' alto in rapporto alle poche novità

8.4

Se il genere delle visual novel è uscito dal suo recinto dorato made in Japan, imponendosi come un genere seguito anche in occidente, è soprattutto grazie a prodotti come Steins;Gate, capaci di coinvolgere anche il grande pubblico con storie intriganti e personaggi indimenticabili. Inutile dire che questa versione Elite, quanto e ancor più della precedente, va recuperata e gustata lentamente, come un piatto di cui si è particolarmente golosi, centellinando i finali, i dialoghi, gli eccellenti filmati d’intermezzo, e finendo, magari con lo scoprire un’affinità con questo affascinante genere videoludico.
Se, d’altronde, possedete già il gioco originale e avete avuto modo di recuperare anche l’anime, non c’è davvero alcun motivo per procedere ad un secondo acquisto, se non l’amore sconfinato per l’universo creato da 5pb.

El PSY Kongroo.