Star Wars Jedi: Fallen Order, la Forza scorre potente – Recensione

Star Wars Jedi: Fallen Order è il gioco che i fan e gli amanti degli action adventure stavano aspettando. Nella nostra recensione, vi spieghiamo come Respawn ha dominato il Lato Oscuro.

Video Recensione
A cura di Domenico Musicò - 15 Novembre 2019 - 6:00

Star Wars Jedi: Fallen Order si è fatto credere peggiore di quanto in realtà non fosse: i video promozionali e le prove stampa avevano fatto serpeggiare qualche dubbio e lo avevano erroneamente fatto inquadrare solo come un buon gioco, ma dopo oltre venti ore passate sulla nuova opera di Respawn se n’è ricavata tutt’altra idea. D’altra parte, il fatto che il game director fosse un certo Stig Asmussen (che diresse il mai troppo osannato God of War 3) doveva già lasciar presagire quanta qualità ci fosse all’interno del progetto, e invece quasi tutti si sono lasciati annebbiare da facili pregiudizi. Star Wars Jedi: Fallen Order non inventa nulla di nuovo nel genere action-adventure, è vero, ma l’amalgama di elementi che è riuscito a creare è di una solidità granitica, con pochissimi punti deboli.

Non cedere mai al Lato Oscuro

Star Wars Jedi: Fallen Order narra una storia originale ambientata cinque anni dopo Star Wars: Episodio III – La Vendetta dei Sith, con l’Impero che intende eliminare ogni traccia dei Jedi dopo l’esecuzione dell’Ordine 66. Nei panni del giovane Padawan Cal Kestis, in fuga dall’epurazione e impegnato a ricostruire l’Ordine, indagherete sui misteri che aleggiano attorno a un’antica civiltà estinta, svelando ciò che potrà dare nuova speranza alla galassia. Comincia così un viaggio intergalattico a bordo della Mantis, assieme al capitano Greez e a Cere, ex Cavaliere Jedi dal passato fosco.
Accompagnato dal piccolo droide multiuso BD-1, dotato di abilità uniche da sbloccare e caratterizzato in modo sublime, Cal dovrà viaggiare lungo cinque pianeti irti di insidie; tra una foresta antica, un bosco infestato e vecchie rovine, non mancheranno diversi momenti in grado di esaltare sia i fan della saga, sia gli amanti del genere. Star Wars Jedi: Fallen Order riesce infatti nell’ardua impresa di coniugare una storia ben narrata e perfettamente incastonata all’interno dell’universo creato da George Lucas, con un sistema di gioco molto solido, che mostra tutte le sue carte durante lo sviluppo dell’avventura.

Star Wars Jedi: Fallen Order, la Forza scorre potente – Recensione

Se inizialmente Cal potrà muoversi e difendersi sfruttando poche abilità di base, nel prosieguo della storia acquisirà importanti potenziamenti che espanderanno sia le possibilità concesse dal sistema di combattimento, sia la qualità dell’esplorazione, mostrando quanto attento e sfaccettato sia il design delle mappe.

La loro struttura, e più in generale la conduzione di gioco, ricordano molto da vicino l’ultimo God of War, coi pianeti che qui prendono il posto dei regni e un’organizzazione a compartimenti ed aree tipicamente da action-adventure moderno. La percentuale di completamento dei pianeti lascia ben intuire quanto anche l’esplorazione sia preponderante in Star Wars Jedi: Fallen Order, così come le abilità sbloccabili durante la storia siano la chiave di volta per accedere a zone inizialmente precluse, in maniera non dissimile da quanto visto nell’opera dei Santa Monica. Star Wars Jedi: Fallen Order mostra però un dinamismo differente, con Cal che può correre brevemente lungo i fianchi di formazioni rocciose e strutture, usare la Forza per attirare a sé liane, spingere via ostacoli, sbloccare ponti, eseguire doppi salti e scalare imponenti pareti.

Star Wars Jedi: Fallen Order, la Forza scorre potente – Recensione

Oltre alle abilità acquisibili nel corso della storia, che si risveglieranno nel momento in cui Cal ricorderà gli addestramenti Jedi da bambino, ce ne saranno altre a esse correlate, divise in ramificazioni di un unico albero delle abilità. Non esistono livelli e non c’è un vero e proprio sistema di crescita del personaggio, né altri elementi da gioco di ruolo che vadano al di là di poco significative personalizzazioni estetiche; piuttosto, è stato implementato un apprendimento delle abilità legato ai pochi punti esperienza da scambiare. Per ottenere un punto esperienza bisognerà riempire l’apposita barra sconfiggendo nemici e boss facoltativi, trovando segreti o scovando dettagli e file che approfondiscono la lore e il mondo di gioco.

Hai un mondo da salvare, giovane Padawan

In questo modo, Cal potrà imparare mosse avanzate legate sia all’uso della Forza (come il rallentamento del tempo, l’attrazione e la spinta), sia all’abilità con la spada laser, che può essere lanciata come un boomerang o essere usata per brevi combo da pochi colpi. Star Wars Jedi: Fallen Order migliorerà col tempo, dimostrando che sulle basi di un combat system piuttosto basilare vengono costruite buone varianti in grado di soddisfare soprattutto chi sceglie di affrontare il gioco ai livelli più alti di difficoltà. La difficoltà in questione può essere cambiata in qualunque momento e non ci sono restrizioni, né si notano cambi di routine comportamentali da parte dei nemici standard. Semplicemente, come mostrato anche dai parametri in bella vista, cambierà il quantitativo di danni inflitti e subiti, assieme al timing per la finestra della parata e del parry. Usare quest’ultimo significherà reagire prontamente agli attacchi avversari, o rispedire al mittente gli stessi proiettili laser che avrebbero potuto colpirvi in situazioni di disattenzione.

Star Wars Jedi: Fallen Order, la Forza scorre potente – Recensione

Funzionano alla grande anche le fasi più da adventure, con un platforming che ci ha ricordato alcune tra le più riuscite sezioni di Uncharted e Tomb Raider, sebbene gran parte di esse siano risultate piuttosto scriptate. Davvero buoni, sebbene non molto impegnativi, sono anche gli enigmi ambientali, che richiedono l’uso del pensiero laterale e, ovviamente, una buona manipolazione degli oggetti tramite l’ausilio della Forza. Star Wars Jedi: Fallen Order non perde mai ritmo e mostra quanto l’opera sia coesa in tutte le sue componenti, senza mai cedere il passo a riempitivi di poco conto o a fasi di stanca.

Ciò che invece si nota sono le conseguenze della premura avuta da EA, che non voleva perdere la finestra di lancio pre-natalizia e la concomitanza di film e serie tv legati alla saga, non concedendo a Respawn un paio di mesi in più per rifinire al meglio il prodotto. Star Wars Jedi: Fallen Order non ha molto da recriminare dal punto di vista tecnico, né da quello delle espressioni facciali o della resa recitativa dei personaggi, eppure si nota il caricamento ritardato degli strati di texture, alcune superfici in bassa risoluzione, alcune animazioni di raccordo un po’ grezze, delle transizioni poco fluide tra una combo e l’altra, qualche incertezza nel passaggio tra una scena e l’altra. Nonostante ciò, Respawn ce l’ha fatta alla grande, confezionando uno dei migliori giochi di Star Wars e, più in generale, un ottimo action adventure che saprà come soddisfare gli amanti del genere.

+ Action-adventure solido e appagante, in grado di non stancare mai durante le oltre venti ore di gioco
+ Mescola in modo intelligente tutto il meglio che il genere è in grado di offrire...
+ Ottime scelte stilistiche, buona caratterizzazione dei personaggi, grande credibilità della storia e delle ambientazioni
- ... Ma di innovativo non c'è davvero nulla
- Mancano alcune rifiniture tecniche

8.8

Sebbene lesini un po’ sull’endgame, con nessun contenuto extra che vada al di là del completamento delle aree disponibili, Star Wars Jedi: Fallen Order si rivela come una piacevole sorpresa di fine anno. La direzione di Stig Asmussen ha fatto in modo che il gioco avesse tutto ciò che serve a un grande action adventure per essere annoverato tra i più riusciti di questa generazione. Respawn è davvero una grande garanzia.




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