Star Wars Battlefront 2 era stato pensato come una sorta di slot machine? EA dice no

A cura di Stefania Tahva Sperandio - 8 Aprile 2018 - 0:00

Non si placano, nemmeno a mesi di distanza e dopo la rimozione delle meccaniche dal gioco, le polemiche relative al sistema di microtransazioni e loot-box che EA aveva lanciato all’interno del suo Star Wars Battlefront 2. Nel corso di un’intervista concessa a The Guardian, il dirigente della compagnia, Patrick Soderlund, ha risposto a chi accusava EA di aver pensato il titolo come una sorta di slot machine, che voleva in questo modo spillare i soldi dei giocatori con meccaniche di ottenimento di oggetti in-game non bilanciatissime.«Credo che, come accade con qualsiasi forma creativa quando dirigi un team molto ampio, come succede nei videogiochi e nei film, sia opportuno realizzare che non tutto ciò che farai si rivelerà di successo. Ogni sviluppatore di questo pianeta può confermarlo» ha spiegato Soderlund. «Quando le cose non vanno come ti saresti aspettato, devi essere parecchio umile in merito a ciò che è accaduto, devi avere un approccio onesto davanti a te stesso e ai suoi esiti, per cercare di fare meglio la prossima volta. Questo [in Battlefront II] è stato un esempio di cambiamento che non ha funzionato. Non c’è via di fuga per il fatto che abbiamo preso delle decisioni che penso, con il senno di poi, non avremmo dovuto prendere. Né lo sviluppatore né EA intendevano creare una specie di slot machine, né volevano strappare i soldi dalle persone, eppure questo è quello che è stato percepito.»Intanto, la lezione sembra servita: dopo il sollevamento popolare e addirittura le interrogazioni politiche sulla possibilità di assimilare queste meccaniche delle loot-box nei videogiochi al gioco d’azzardo, EA ha rimosso completamente dal gioco la possibilità di pagare per comprare le già citate loot-box. Fonte: GamePur




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