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Il futuro del cinema italiano: le uscite del 2018

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Avatar di Gottlieb

a cura di Gottlieb

Pubblicato il 17/11/2017 alle 00:00
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Mentre in sala sta già spopolando The Place, il nuovo film di Paolo Genovese, autore del pluripremiato e apprezzato Perfetti sconosciuti, l’Italia si prepara a un 2018 pieno di pellicole che ancora una volta andranno a contrastare quelli che sono i pregiudizi del popolo italiano: il nostro cinema è meraviglioso, basta soltanto scoprirlo. Il nostro cinema, d’altronde, non è solo il cinepanettone, non è Carlo Vanzina, non è Neri Parenti, non è Fausto Brizzi (che in questi giorni non se la passa nemmeno troppo bene per le accuse di molestie). Il nostro cinema è quello che fa appassionare anche oltreoceano, è quello delle storie strappalacrime, delle commedie agrodolci che ci lasciano dentro un vuoto di proporzioni bibliche: il nostro cinema è un’arte che non ha eguali in Europa, perché come sappiamo raccontarle noi le storie, non sa farlo nessuno, nel Vecchio Continente. Abbiamo quindi deciso di raccogliere i film più importanti prodotti in Italia che arriveranno nel 2018, per prepararci, con tantissima attesa, a quello che accadrà tra pochi mesi. 

18 gennaio – Il vegetale (Gennaro Nunziante)Fabio Rovazzi debutta al cinema, dopo aver dimostrato di essere un prodotto più che vincente nel campo della musica. Al di là di quella che è la qualità delle canzoni proposte, Rovazzi ha dimostrato di essere un prodotto comunicativo riuscito benissimo, che la costruzione a tavolino del suo personaggio e dei suoi contenuti è terribilmente vincente. Per questo la soluzione migliore era lasciarsi affiancare, e dirigere, da un regista che di successi su larga scala è oramai esperto: Gennaro Nunziante è la firma della regia dei film di Checco Zalone, che quest’anno va in pausa e cede il passo a Il vegetale. Sulla trama non si sa ancora molto, ma checché si possa dire di Rovazzi e della qualità di Zalone, c’è da arrendersi all’evidenza dei numeri e capire che Il vegetale sarà un fenomeno di massa difficilmente arginabile.

25 gennaio – Ella & John – The Leisure Seeker (Paolo Virzì)Se l’Oscar non viene da te, vai tu dall’Oscar. Paolo Virzì nella sua carriera ha dimostrato di essere il miglior commediografo che l’Italia può vantare attualmente in attività. Negli anni ha sfiorato la candidatura agli Oscar con La prima cosa bella, uno spaccato meraviglioso della vita toscana, con protagonista un Baudelaire moderno (Valerio Mastandrea), alla ricerca della soluzione per il male di vivere dopo una vita rovinata dai facili costumi della madre. Virzì ha anche beffato, in Italia, Sorrentino, che nonostante l’Oscar non riuscì a contrastare Il capitale umano, ritenuto il miglior film italiano di quell’anno. Adesso con Ella & John, un film terribilmente americano, ci riprova, raccontando la storia di due ottantenni, marito e moglie, che decidono di fuggire dalle cure mediche che li stanno tenendo in vita. Saliti su un camper, il The Leisure Seeker, partono per un viaggio da Boston verso Key West, per visitare il museo di Ernest Hemingway. Nel cast Donald Sutherland e Helen Mirren. 

14 febbraio – Matrimonio italiano (Alessandro Genovesi)Il sapore agrodolce della commedia Genovesi lo conosce bene: negli anni ha saputo proporre film attenti al raccontare la vita umana in maniera molto cinica, mettendo a nudo tutte le problematiche che quotidianamente affrontiamo con il piglio sbagliato. Era questo il leit motiv di Soap opera, o anche La peggior settimana della mia vita, senza dimenticare la disastrosa storia d’amore di Claudio Bisio in Ma che bella sorpresa, affiancato da un non troppo inopportuno Frank Matano. Ora tocca a Matrimonio italiano, una commedia che vedrà protagonista Diego Abatantuono, un padre sicuro di essere tollerante e al passo con i tempi, ma che dovrà confrontarsi con la novità di casa: suo figlio (Salvatore Esposito) annuncia le imminenti nozze con il compagno (Cristiano Caccamo). Una commedia che punterà il dito sugli stereotipi e i pregiudizi che ostacolano le unioni civili e che, con la solita malinconia di Genovesi, promette uno spaccato ambiguo di quella che è la natura umana.29 marzo – Basta credere (Edoardo Leo)Astro nascente, e oramai consacrato, della commedia italiana, Edoardo Leo torna dietro la macchina da presa insieme con Alessandro Aronadio cercando di bissare il successo ottenuto con Noi e la Giulia e Che vuoi che sia. In attesa di ammirarlo, perché di questo si tratta, nell’ultimo episodio di Smetto quando voglio, in arrivo a fine novembre, Leo si farà affiancare dall’inseparabile Giuseppe Battiston e Margherita Buy per una commedia che lo vede proprietario di un bed & breakfast un tempo di lusso, ma oramai ridotto a una fatiscente palazzina. La soluzione è nell’appartamento di fronte, gestito da suore e affittato come un B&B, chiaramente esentasse. L’illuminazione arriva proprio dalla religione e in uno dei sotterfugi all’italiana ci sarà quella che è la chiave di volta della commedia proposta da Leo, pronto a vestirsi da novello Zarathustra.

Il primo giorno della mia vita (Paolo Genovese)Si sa davvero poco del nuovo film di Paolo Genovese, che non fa in tempo a godersi il successo di The Place e già va a lavorare su un nuovo script. Ma funziona così, nelle rotative dell’arte e delle storie. Il primo giorno della mia vita è un altro script americano, scritto interamente in inglese, con il regista che trasmette la necessità di aprirsi a un nuovo mondo, a nuovo linguaggio cinematografico. La possibilità di ricominciare tutto da zero, di ripartire, di azzerare tutto, è al centro della vicenda, che prova a essere una commedia corale, con persone di diverse età e di diverse estrazioni sociali. Genovese promette bene e noi attendiamo con ansia la sua nuova storia da raccontare.

Loro (Paolo Sorrentino)C’è poco da dire su un film che non ha bisogno di presentazioni. Il concept è forse tra i più alti proposti negli ultimi anni e non poteva che firmarlo Paolo Sorrentino, che nell’ultimo decennio ha saputo raccontare la storia del mimetico Giulio Andreotti prima (Il divo) e di un giovanissimo Papa dopo (The Young Pope). Il regista più illuminato d’Italia si prepara a raccontare Silvio Berlusconi, il personaggio che, volenti o nolenti, ha maggiormente caratterizzato gli ultimi trent’anni italiani, per la sua ascesa imprenditoriale, per la sua potenza politica, per il suo esser stato sulla bocca di tutti almeno una volta. Con lui c’è Toni Servillo, intenzionato a replicare il successo de La grande bellezza dopo essersi dato alle commedie spicciole, come per esempio Lasciati andare di Francesco Amato, che ci hanno fatto tanto rimpiangere Jep Gambardella.

Chiudiamo ricordando tre titoli che arriveranno nel corso del 2017, cinematograficamente non ancora ultimato e pronto a offrire un terzetto non indifferente, pronto a farci dimenticare che, purtroppo, a fine anno ci toccherà l’ennesimo cinepanettone.

23 novembre – Gli sdraiati (Francesca Archibugi)Dopo averci regalato una reinterpretazione sottile e gradevole de Il nome del figlio, Francesca Archibugi raccoglie il libro di Michele Serra, Gli sdraiati, e lo trasforma in un film. Cercando di raccontare una storia più leggera di quanto fatto da Marco Bellocchio con Fai bei sogni, tratto dal libro biografico di Massimo Gramellini, la Archibugi racconta la distanza generazionale tra gli adulti e i giovani, che non riescono a convivere. Nei panni del protagonista un camaleontico e mai banale Claudio Bisio, che veste i panni di Serra, protagonista della vicenda e dello spaccato generazionale che affligge il rapporto tra un padre e un figlio.

30 novembre – Smetto quando voglio (Sydney Sibilia)Da Salerno al successo il passo è lungo, ma Sibilia è riuscito a renderlo corto e rapido. In tre anni, il regista salernitano, ha saputo raccontare una trilogia sottile, appassionante e comica quanto basta. Riuscito persino a farci digerire una fotografia a tratti disturbante, Sydney si appresta a chiudere la trilogia che scimmiotta Breaking Bad e mette Edoardo Leo al centro di una squinternata gang di professori pronti a commerciare e produrre droga grazie alle loro competenze accademiche. Un cast che potremmo definire stellare, soprattutto per le generazioni più giovani, grazie al supporto di Pietro Sermonti (recentemente fantastico in Terapia di coppia per amanti) e Giuseppe Battiston, senza dimenticare Valerio Aprea, Paolo Calabresi, neri Marcoré, Libero De Rienzo e Stefano Fresi. 

25 dicembre – Napoli velata (Ferzan Ozpetek)Ozpetek ha un modo tutto suo di raccontare la natura umana. Lo ha fatto in svariate maniere, non smetterà di farlo adesso. In una Napoli magica, crocevia di superstizione e follia, il regista racconterà un amore improvviso che vede protagonista Giovanna Mezzogiorno e Alessandro Borghi, con modi sempre borderline.

Fatevi un favore, cinefili: riscoprite il cinema italiano. In Europa non c’è di meglio e tante volte anche l’America ha dovuto chinarsi al nostro estro. Buona visione!

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