Soul Calibur VI Recensione | Il ritorno dei combattimenti cappa e spada

By |17/10/2018|Categories: In Evidenza, Recensione|Tags: |

A sei anni di distanza dall’ultimo capitolo, con Soul Calibur VI Bandai Namco ridà vita alla sua storia dedicata alla Soul Edge, la spada leggendaria divoratrice di anime che, sepolta nei recessi più oscuri della storia, riemerge nel sedicesimo secolo per soggiogare le personalità più malvagie e dare inizio a un periodo di terrore e sanguinose battaglie.
Da quest’incipit nasce un intreccio che coinvolge personaggi vecchi e nuovi (come Geralt di Rivia), i quali hanno tutti obiettivi e background differenti che scoprirete attraverso la modalità storia, la quale prende il nome de Le Cronache dell’Anima.

Una spada, tante anime

La struttura della storia di Soul Calibur VI comprende un periodo che va dal 1583 fino al 1590, con all’interno diversi segmenti narrativi legati alle gesta dei personaggi che si muovono sullo sfondo. Oltre alla storia principale, in cui non potrete scegliere il combattente ma dovrete adattarvi a quelli che vi vengono concessi di volta in volta (per motivi di copione), sono presenti le storie secondarie di tutti i lottatori, che si incastonano proprio all’interno dell’arco temporale principale. Tuttavia molti di essi non s’incontreranno mai, perché appartengono a luoghi e periodi differenti. Se le vicende di Kilik, Maxi, Taki e Xianghua sono legate indissolubilmente, quelle ad esempio di Sophitia e Talim coprono altre annate.

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Se la storia principale risulta essere un impasto buono ma non eccelso, va sicuramente meglio con le side-story, che come un mosaico andranno a comporre un quadro più chiaro agli occhi del giocatore. Soprattutto dopo aver completato determinate mini campagne, altre ne verranno sbloccate, così da conoscere il destino di ognuno, i drammi che li sconvolgeranno, le macchinazioni nell’ombra e tutto ciò che ruota attorno ai protagonisti di Soul Calibur VI. Se non fosse abbastanza, entrando nel Museo potrete spulciare tra le biografie, le raccolte dei testi antichi, un’enciclopedia dei termini usati, un compendio di personaggi e armi, documenti storici, un po’ di letteratura e registri segreti, taluni da acquistare tramite i PA (Punti Anima).

Dentro al museo si trova anche una galleria e una sezione dedicata alle lezioni di combattimento scritte, che comprendono le tattiche universali e quelle di base, intermedie e avanzate di tutti i lottatori, per una mole contenutistica e una cura generale soddisfacenti e davvero degne di nota. All’interno di questi utili menù potrete dunque sia approfondire tutti i dettagli della storia, sia apprendere le migliori tecniche, migliorarvi e prepararvi alle battaglie online.

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Avventurieri dell’anima

L’altra modalità principale di Soul Calibur VI, quella più articolata, complessa e ricca di attività da portare a termine, è Bilancia dell’Anima. In questa variante a missioni che abbiamo già imparato a conoscere in passato, dovrete crearvi un personaggio originale e usarlo per le vostre avventure in giro per il mondo, durante le quali vivrete la leggenda della spada maledetta da un punto di vista differente.

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Tramite il buon editor messo a disposizione potrete personalizzare le fattezze del vostro alter ego, determinarne le inclinazioni e lo stile di battaglia, così da dare il via alle vostre peregrinazioni e arrivare fino in fondo alle vicende qui narrate. La modalità in questione, adesso più espansa, viene gestita grossomodo come un gioco di ruolo rudimentale. Con l’ausilio di vignette e dialoghi, la narrazione si dispiega dapprima con degli eventi davvero trascurabili, per poi allargarsi a macchia d’olio e generare altre quest secondarie. Arrivati a un certo punto, la modalità si aprirà e vi consentirà la libera esplorazione, ma per spostarvi nelle zone vicine dovrete spendere le vostre risorse e badare a mantenere e reperire cibi speciali e tutto ciò che vi serve per le battaglie più dure, così da avere dei bonus quando vi imbatterete in avversari di livello più alto.

Bilancia dell’anima è purtroppo piena di fetch quest e di intermezzi di infimo livello che servono solo per allungare il brodo, ma capiamo che mettere a frutto un’idea di sviluppo del personaggio, all’interno di un picchiaduro a incontri, non è per nulla semplice. La modalità tuttavia funziona piuttosto bene, è divertente e vi terrà impegnati più della classica storia, ed è in fin dei conti un’alternativa sempre valida all’interno di un genere che spesso si accontenta di rimanere stantio.

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Ring Out!

In Soul Calibur VI è stata data ulteriore importanza agli stili di combattimenti e alle caratteristiche delle armi, al loro allungo effettivo e alle inclinazioni offensive o difensive, basando le battaglie molto sullo “spacing” e il “timing”, sulle contromosse e non di certo sulla controversa pratica del juggling. Usare una katana significa ad esempio avere un rapporto piuttosto bilanciato, con effetti più efficaci a corto raggio, mentre lo zanbatou o il bastone sono armi a lungo raggio. Tenetelo sempre a mente sia quando creerete il vostro personaggio nella modalità Bilancia dell’Anima, sia quando selezionerete i combattenti classici, perché Soul Calibur VI è un picchiaduro molto tecnico e, contro giocatori di alto livello, può completamente tagliarvi fuori.

Soul Calibur RecensioneOltre ai colpi verticali, a quelli orizzontali, ai calci e alle due modalità di parata, premendo il dorsale destro è possibile eseguire il Taglio Invertito, che consente di difendervi dagli attacchi tramite una risposta immediata. In questo caso i due opponenti si metteranno in posa e partirà una sorta di mini duello in cui dovrete contrastarvi premendo uno dei tre tasti d’attacco, legati tra loro da un rapporto simile a quello della morra cinese.

Premendo il grilletto destro quando la barra gialla ve lo consente, potrete eseguire la cosiddetta Lama Critica, che è in sostanza la Super personalizzata di cui ogni personaggio dispone; con l’indicatore pieno almeno fino a un’unità ed eseguendo un passo indietro abbinato al grilletto destro è invece possibile eseguire la Carica dell’Anima, che vi consente di sbalzare via l’avversario (con possibilità di Ring Out) o aumentare il quantitativo di danni inflitti fin quando il timer ve lo consente. In questo lasso di tempo potrete esibirvi in potenti tecniche chiamate attacchi violenti.
Naturalmente bisogna sempre considerare quali sono gli equilibri reali degli scontri, che tra contrattacchi, sfondamenti, attacchi da stordimento, spezzaguardia, colpi mortali e tutta una serie di attitudini di armi e stance, stabiliscono sempre una certa distanza tra neofiti e utenti esperti.

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Stupisce in negativo la presenza della difficoltà unica all’interno del gioco, che è tarata verso il basso e non impensierirà minimamente chi è già avvezzo ai picchiaduro. Constatato ciò, va detto che le novità aggiunte ampliano di molto la gamma e le potenzialità del già ottimo e brillante sistema di combattimento.
Graficamente Soul Calibur VI risulta essere lievemente inferiore alle aspettative. Se i modelli dei personaggi sono ottimi e si avvicinano a quelli visti in Tekken 7, lo stesso non si può dire per le arene e gli scenari, i quali hanno uno stacco qualitativo piuttosto evidente, con texture talvolta in bassa risoluzione, sfocature e un aspetto generale altalenante.

+ Diverse aggiunte e migliorie al combat system
+ Picchiaduro complesso e tecnico, soprattutto ad alti livelli
+ Tanti contenuti...
- ... Ma anche qualche lungaggine di troppo
- In Bilancia dell'Anima le fetch questi sono dei banali riempitivi
- Grafica di arene e scenari non in linea con quella dei modelli dei personaggi

8.2

Soul Calibur VI rafforza e migliora il combat system della serie e lo arricchisce di alcune buone trovate capaci di rendere più imprevedibili le battaglie. Grande cura è stata risposta anche nelle due modalità principali, al netto di qualche riempitivo e di diverse banalità nei dialoghi. Pur non rappresentando una netta evoluzione, Soul Calibur VI mantiene solida l’amata serie di combattimenti cappa e spada.