SNK Heroines: Tag Team Frenzy, la recensione del picchiaduro tutto al femminile

Recensione
A cura di Marcello Paolillo - 5 Settembre 2018 - 0:00

C’era una volta SNK, azienda giapponese produttrice di videogiochi arcade 2D e fondata nell’ormai lontanissimo 22 luglio 1978 da Eikichi Kawasaki (con il nome di Shin Nihon Kikaku). Nel ccorso degli anni, specie a cavallo tra i gloriosi anni ’80 e ’90, SNK è divenuta una delle case sviluppatrici giapponesi di punta, grazie ai videogiochi (e console) Neo Geo e alle serie storiche come The King of Fighters, Samurai Shodown, Fatal Fury e Metal Slug (la lista completa è in ogni caso molto più lunga). Nel 2000 la società dovette andare incontro al fallimento, nonostante soli tre anni dopo fu riportata in auge dallo stesso Kawasaki con il nome di SNK Playmore. Il resto è storia: da un paio di anni, dopo aver nuovamente abbracciato il marchio classico, SNK ha deciso di guardare alle nuove generazioni al grido di “The Future Is Now”, una frase che vale più di mille parole. Uno sguardo al futuro senza dimenticare il proprio glorioso passato? In un certo senso è proprio così. Tanto che l’annuncio di un gioco come SNK Heroines: Tag Team Frenzy è apparso agli occhi degli addetti ai lavori come un omaggio spassionato alle serie di picchiaduro del passato a 16-bit, tentando però di ammodernare il tutto con una grafica 3D sfarzosa e colorata, ma impostando l’intero impianto di gioco in chiave 2D, come da tradizione SNK. Il risultato è qualcosa di piuttosto atipico, specie su Switch.
Donne che si menano
Come ormai saprete bene se avete anche solo visto i trailer del gioco rilasciati in questi mesi, SNK Heroines: Tag Team Frenzy non è il solito picchiaduro in cui nerboruti lottatori di strada decidono di darsele di santa ragione, bensì un beat ’em totalmente incentrato sulle figure femminili (e intendiamo proprio nel senso massimo del termine). Vale a dire che il roster di lottatrici sarà solo ed esclusivamente costellato da vecchie conoscenze prese di peso da alcuni vecchi e indimenticabili picchiaduro 2D targati SNK, da The King of Fighters a Samurai Showdown. Quattordici vecchie conoscenze, rimesse a lucido per l’occasione: si va infatti da Athena Asamiya (da The King of Fighters, ma apparsa originariamente nel videogioco arcade Psycho Soldier, del 1986), Kula Diamond (nota per essere un sub-boss in The King of Fighters 2000), Mai Shiranui (apparsa per la prima volta in Fatal Fury 2 pubblicato da SNK nel 1992), Leona Heidern (vista in The King of Fighters ’96 come membro dell’Ikari Team), Yuri Sakazaki (direttamente da Art of Fighting), Nakoruru (presa di peso dalla saga di picchiaduro all’arma bianca di Samurai Showdown), Shermie (apparsa inizialmente in The King of Fighters ’97 come membro del New Face Team) Sylvie Paula Paula e Zarina (entrambe nate più di recente con The King of Fighters XIV), Love Heart (apparsa nel pachinko Sky Love e successivamente innestata in The King of Fighters XIV), Mian Luong (sempre da The King of Fighters XIV), Mui Mui (dalla serie Dragon Dal), Thief Arthur. (da Million Arthur: Arcana Blood, inedito nel nostro paese) e Terry Bogard.
Più in particolare, quest’ultimo è un personaggio realmente particolare, visto che il “Terry” di SNK Heroines è a conti fatti una versione femminile dell’iconico lottatore col berretto (con tanto di seni dalle dimensioni davvero generose). Insomma, la carne al fuoco – e che carne, ad essere sinceri – non manca di certo. Per quanto riguarda l’impianto di gioco, Joy-Con alla mano, va detto innanzitutto che SNK ha preferito venire incontro all’utenza casual piuttosto che ai veterani dei picchiaduro storici in 2D della casa giapponese. Badate bene, il fan service è presente e anche in quantità industriali (come potrebbe essere altrimenti, in un crossover di queste dimensioni), ma l’impianto di gioco fa di tutto per non essere mai troppo punitivo, né particolarmente complesso a livello di esecuzione delle varie mosse (in parole povere, giocarci è davvero una passeggiata di salute).
Chi ha detto sesso debole?
Tutto in SNK Heroines: Tag Team Frenzy è in realtà molto semplice e ogni lottatrice estremamente facile da controllare. Come del resto il titolo del gioco suggerisce ampiamente, il sistema di combattimento si fonda sull’utilizzo di due personaggi per match. Il giocatore sarà chiamato a scegliere un’attaccante giocabile in prima battuta e un supporter pronto a correre in suo aiuto nel caso se la passasse particolarmente male nel corso di un determinato round. Ma non solo: la cosa che salta subito all’occhio sin dal primo scontro è che non serve chissà quale particolare combinazione di tasti per effettuare le mosse più letali, visto e considerato che le abilità speciali in dotazione alle nostre lottatrici saranno spesso e volentieri eseguibili con l’ausilio di un singolo tasto. Avete capito bene: niente mezze lune, button smashing violento o altre tattiche da sala giochi anni ’90. In SNK Heroines basta premere il tasto giusto al momento giusto per portare a casa la vittoria, senza troppa fatica. Una barra chiamata Spirit Gauge ci permetterà, una volta riempita, di effettuare i consueti super attacchi speciali, sebbene sarà meglio non farla scendere mai sotto i livelli di guardia, visto e considerato che così facendo i nostri colpi subiranno un netto de-potenziamento (in quel caso, sarà meglio chiamare in campo il proprio partner).

Altra caratteristica chiave del titolo SNK sono gli oggetti da usare in combattimento. Di tanto in tanto sarà infatti possibile raccogliere e successivamente utilizzare alcuni particolari item, utili a ribaltare la situazione. O perlomeno, così sarebbe dovuto essere, visto che a conti fatti il loro utilizzo nelle varie sfide ci è parso piuttosto ininfluente. Cosa del tutto diversa nel momento in cui la barra di energia del nostro avversario arriverà agli sgoccioli, diventando di colore rosso. In quel preciso istante potremo infatti tentare di porre fine alle sue sofferenze grazie alla cosiddetta Dream Finish, ossia un colpo di inaudita potenza atto a chiudere una volta per tutte un match. Va detto che SNK Heroines ci permetterà di ingannare il tempo anche fuori dal ring, specie per quanto riguarda la customizzazione delle varie lottatrici. Una mole impressionante di costumi, abiti e bikini (molti dei quali decisamente succinti e in grado di mettere in risalto le generose forme delle protagoniste), daranno modo di sbloccare/acquistare con la valuta in-game ben tre differenti outfit per ciascuna lottatrice, senza contare anche il centinaio di orpelli e accessori con cui personalizzare anche di più lo stile della nostra eroina preferita. Se state pensando a una sorta di Dead or Alive in chiave 2D e non siete troppo lontani dal feedback restituitoci dal gioco. Per quanto concerne le varie modalità, oltre alle classiche Story, Versus e una (decisamente poco utile) opzione Tutorial, spiccano le modalità online e una galleria fotografica (anche questa altamente personalizzabile con sfondi e altro). Per quanto riguarda le sfide multigiocatore, SNK ha optato per match in locale per un massimo di 4 giocatori e online per 8 utenti nella stessa stanza (spettatori inclusi). Non male, nonostante ci sarà da considerare la stabilità dei server una volta che il gioco uscirà sugli scaffali.

Infine, avendo avuto modo di testare la versione Nintendo Switch (il gioco sarà in ogni caso disponibile anche su PS4), dal punto di vista grafico ci troviamo di fronte a un bivio: se in modalità portatile il gioco ci è parso decisamente più fluido e privo di particolari rallentamenti, purtroppo in modalità docked la sensazione è che ci sia ancora un bel po’ di lavoro da fare, con alcuni cali di frame rate del tutto ingiustificati che ci auguriamo vengano corretti con le consuete patch di rito. Per il resto, lo stile grafico coloratissimo e frizzante risulta piuttosto gradevole (musiche incluse, perfettamente in linea con lo stile), nonostante resti un certo amaro in bocca per il fatto che SNK non abbia deciso di optare per una più fluida – e maggiormente gradita – veste interamente bidimensionale, con personaggi e sfondi disegnati a mano. Per quello, magari, ci penserà il prossimo capitolo della serie regolare di The King of Fighters.


Carina l’idea di fondo
Un gran numero di lottatrici dall’universo SNK


Sistema di gioco davvero troppo semplicistico
Qualche problema di frame rate per la versione Switch
Avremmo preferito un comparto grafico in vero 2D


7.0

SNK Playmore ha deciso di dare alla luce un picchiaduro piuttosto atipico, caratterizzato dalla presenza di alcune tra le più celebri lottatrici mai apparse nel mondo dei videogiochi NEO GEO (e non solo). Un titolo senza alcuna ambizione particolare, profondamente fan service e che punta gran parte del suo fascino proprio sulla possibilità di impersonare una valanga di personaggi (di sesso femminile) tratti dalle serie SNK del secolo scorso. Peccato che dal punto di vista del gameplay, SNK Heroines: Tag Team Frenzy sembra essere stato impostato per venire incontro a chi non ha mai provato con mano un titolo della celebre software house nipponica, risultando estremamente semplificato nei comandi e nell’esecuzione delle varie mosse (niente pollici sbucciati per via delle mezze lune, visto che basta un tasto per eseguire le combinazioni più efficaci). Senza contare che Terry Bogard con una quinta di seno farà strabuzzare gli occhi fuori dalle orbite a chiunque. Potete scommetterci.




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