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SIGNALIS | Recensione – Come i vecchi survival horror

Signalis è un'autentica sorpresa e riesce a incarnare tutto il meglio dei vecchi survival horror. Ve lo raccontiamo nella nostra recensione.

Nel corso degli anni non sono mancati gli omaggi ai classici survival horror dell’epoca d’oro, ma davvero in pochissimi sono riusciti ad avvicinarsi a quelle atmosfere e a quella struttura di gioco tanto amate. Non v’inganni il taglio diverso e certamente più vicino alle opere sci-fi, perché Signalis è un concentrato di tutto il meglio che un amante del genere possa mai desiderare.

Signalis

Piattaforma:
PC, PS4, SWITCH, XONE, XSX
Genere:
survival-horror
Data di uscita:
27 Ottobre 2022
Sviluppatore:
Rose-Engine
Distributore:
Humble Games

Dopo tante promesse di ritorni in pompa magna del survival horror in stile PS1, sbuca d’improvviso un progetto che mantiene sul serio l’impegno preso, e siamo rimasti sinceramente sorpresi da come il duo tedesco a capo di Rose-Engine sia riuscito a imprimere una così forte identità al progetto.

Chi conosce bene i vecchi Resident Evil e Silent Hill, ma anche titoli come Fear Effect, sarà lieto di sapere che Signalis vuole aderire a quei precisi canoni, muovendosi lungo un solco già tracciato ma senza dimenticare di sperimentare con successo alcune piccole variazioni sul tema.

Signalis, la storia

Signalis vi mette nei panni di Elster, una Replika che si risveglia dal suo sonno criogenico dopo lo schianto della nave spaziale in cui viaggiava. Di Ariane Yeong, unico altro a pilota presente a bordo, non c’è nessuna traccia.

Spinta da una misteriosa promessa fatta alla compagna, Elster inizia dunque la sua ricerca lungo i luoghi sperduti del pianeta ghiacciato, tra strani impianti minerari e aree apparentemente abbandonate che nascondono un grande segreto che sarebbe dovuto rimanere sepolto e lontano da tutto e tutti.

Quando Elster riceve un enigmatico segnale radio, e si rende conto di non essere più da sola, inizia a dubitare del reale scopo di quella struttura. Nel frattempo, l’incontro con un’altra Replika che afferma di avere visioni e ricordi di un’altra vita che non le appartiene, apre nuovi interrogativi sullo scopo della sua missione, del suo reale ruolo e sulla sua identità. Cosa è successo davvero lì dentro? Perché le altre unità sono andate fuori controllo, ribellandosi ai doveri e alle funzioni per cui sono state create?

Il mondo di Signalis è pregno di desolazione, un luogo svuotato da vite con volontà proprie, vigilato da telecamere, invaso da messaggi di propaganda e silenziosamente dominato da quello che appare essere un regime totalitario che tutto controlla dal suo occulto e insondabile luogo d’ombra. L’atmosferica e malinconica storia da survival horror psicologico si mescola al terrore cosmico e a temi esistenzialisti legati al corpo, alla coscienza e al senso della vita, ma anche alle conseguenze incontrollabili del transumanesimo.

Gli autori si sono ispirati a mostri sacri come Kubrik, Lynch e Hideaki Anno. Sono stati influenzati dall’arte di Tsutomu Nihei (Blame!, NOiSE) e omaggiano in modo chiaro la corrente architettonica del Brutalismo e la tecnologia degli anni ’80, con strumenti analogici ovunque e macchine ascrivibili alla retro-tecnologia di stampo fantastico.

Signalis è figlio di questa commistione di elementi che ha dato vita a un’opera che racconta la storia attraverso i metodi classici dei file di testo, assieme alla narrazione ambientale e a sparuti e brevi filmati in stile anime dark di complessa lettura.

Alla fine dell’avventura che si attesta attorno alla decina di ore (ma tutto dipende da quanto tempo impiegherete a risolvere gli enigmi), potreste rimanere con diversi interrogativi irrisolti, perché Signalis comunica delle realtà attraverso gli schemi più classici, ma ne suggerisce anche altre in modo ermetico. Forse avrebbe potuto fare qualcosa in più per sciogliere dei nodi narrativi, ma ciò che vedrete vi lascerà comunque comprendere molte delle dinamiche di quel luogo.

Si tratta di un’opera sfaccettata, che lascia spazio a congetture e vuole interrogare il giocatore sul significato più profondo della personalità umana e sull’importanza della memoria. E ci rammarichiamo molto che il gioco non abbia la lingua italiana, perché siamo piuttosto certi del fatto che molti utenti non lo prenderanno nemmeno in considerazione, perdendosi un esponente del genere davvero molto valido.

Lo diciamo perché – in tutta sincerità – in diversi passaggi l’inglese non è affatto quello basilare, e certi argomenti richiedono uno sforzo di comprensione che chi non conosce per nulla la lingua difficilmente vorrà o potrà fare.

Gameplay

Il sistema di gioco di Signalis, come lasciato intendere, sposa in toto la concezione da survival horror vecchia scuola. Questo significa dover gestire con molta attenzione le risorse e l’inventario, risolvere enigmi complessi, sopravvivere contro ogni avversità e piegarsi alle logiche del continuo backtracking, qui presente in dosi davvero massicce. Non meraviglierà i giocatori trovare anche delle zone franche in cui poter salvare i propri progressi e usare un baule in cui conservare oggetti chiave e tutto ciò che è in eccedenza.

Gli spazi dell’inventario sono solo sei e non esiste modo di ampliarli, pertanto la scelta di cosa portarsi appresso diventerà ben presto cruciale già dopo le prime fasi di ambientamento. In Signalis, oltre alle armi, alle rispettive munizioni e ai kit medici, sono previsti degli oggetti equipaggiabili (uno alla volta) che fungono da salvavita o che migliorano la qualità dell’esplorazione.

Un modulo apposito vi consentirà di usare una torcia che fende il buio di alcune aree ormai irrecuperabili, mentre dei consumabili particolari e molto rari potranno rianimarvi prima della dipartita o concedervi di dare una scossa all’avversario che sta per aggredirvi.

Gli enigmi sono davvero ottimi, assai particolari e prevedono anche l’utilizzo della stessa radio che vi servirà per captare i diversi segnali. Non mancheranno ad esempio dei puzzle dove dovrete impostare delle frequenze specifiche per scorgere dei cambiamenti su una sinusoide mostrata su un vecchio schermo a tubo catodico, oppure per stimolare delle reazioni fisiologiche in figure dormienti.

Non vogliamo entrare nel dettaglio, ma ciò che propone Signalis è senza dubbio sui generis. Non mancano le classiche zone irraggiungibili, le porte sbarrate e quelle a cui servono chiavi specifiche, ma in gran parte delle occasioni sarete chiamati a trovare soluzioni per nulla scontate.

Ciò che fa divinamente Signalis è incuriosire di continuo, stimolando il giocatore a scoprire, a volerne sapere di più di quel mondo criptico, distopico, cupo, con verità sommerse che attendono solo di essere svelate passo dopo passo.

E fa davvero tanto anche per costruire un’atmosfera che non è strettamente orrorifica, perché ha in fondo bisogno di rimanere fedeli alla visione degli autori. Questo non significa che manchino situazioni ansiogene, ma solo che l’opera ha uno scopo molto più nobile del voler solo terrorizzare. D’altra parte, lo sforzo di Rose-Engine di voler rendere unica la propria creatura è tangibile sin dalle prime fasi.

Eppure ecco che degli elementi del passato ritornano con prepotenza anche nel monster design e in certe soluzioni adottate: ci riferiamo in particolar modo a dei nemici che si comportano come i Crimson Head di Resident Evil (potete comprare Village su Amazon) o alle somiglianze coi Closer che Heather incontra in Silent Hill 3. Nel primo caso dovrete bruciare i nemici prima che possano rialzarsi, e abbiamo anche apprezzato i glitch visivi che talvolta appaiono nei loro pressi, come se quelle macchine siano ancora attive, in qualche modo.

Di riferimenti ce ne sono davvero tantissimi, e lasciamo a voi il piacere di scoprirli tutti – anche quelli extra videoludici, che abbondano. Non solo a Il Re in Giallo di Chambers che troverete quasi per caso a inizio gioco, ma a tutto ciò che Signalis, grazie a uno stile grandioso e unico, riesce a inglobare al suo interno. Prendere spunto per rendere qualcosa unico è una vittoria, soprattutto all’interno di un genere certamente tornato in voga, ma anche piuttosto stantio. Giochi come Signalis devono avere il massimo del supporto da chi ama il videogioco indipendente.

Versione recensita: PC

8,0

Signalis

Piattaforme: pc, ps4, switch, xone, xsx
Signalis è un vero survival horror vecchia scuola, uno di quei titoli che se fosse uscito nella seconda metà degli anni '90 sarebbe stato venerato ancora oggi da tutti gli amanti del genere – e non solo. L'assenza della lingua italiana e la complessità di alcuni passaggi non aiuteranno la diffusione del gioco nel nostro Paese, ma se amate davvero quei videogiochi di una volta, e se intendete dare tutto il vostro supporto a un'opera indie unica e meritevole, è giusto che proviate in qualche modo a superare questa barriera. Signalis saprà regalarvi grandi soddisfazioni.

Pro

  • Un vero survival horror vecchia scuola
  • Enigmi stimolanti e inconsueti
  • Pur pescando dal passato, ha una sua evidente unicità

Contro

  • Tanto, forse fin troppo backtracking
  • Qualche singhiozzo durante le interazioni e le sparatorie
8,0