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Sherlock Holmes: Chapter One è un nuovo inizio: lo abbiamo provato (di nuovo!)

Sherlock Holmes: Chapter One è un nuovo inizio, ma gli amanti del genere e della saga possono stare sereni: gli sviluppatori non hanno dimenticato affatto il passato.

Nota: l’articolo, pubblicato originariamente il 2 giugno 2021, è stato aggiornato il 16 settembre con un paragrafo aggiuntivo che ha fatto seguito a una ulteriore prova di gameplay concessa dal publisher. Trovate il nuovo paragrafo in coda all’articolo.

Piattaforma:
PC, PS4, PS5, XONE, XSX
Genere:
avventura, avventura-grafica
Data di uscita:
16 Novembre 2021
Sviluppatore:
Frogwares
Distributore:

Dopo essersi trovata suo malgrado al centro di una brutta disputa col proprio publisher per la gestione di The Sinking City, Frogwares si prepara a lanciare Sherlock Holmes: Chapter One come vero e proprio titolo della rinascita.

Col loro franchise di maggior successo nato nel 2002 che finalmente torna alla ribalta, lo studio di sviluppo promette che donerà alla serie una nuova giovinezza, con ammodernamenti per la nuova generazione di console e una inedita visione del personaggio creato da Sir Arthur Conan Doyle, che vede un giovane detective in erba appena ventunenne.

Nonostante il cambio piuttosto netto d’immagine, possiamo dirvi già da ora che non dovete temere affatto per le sorti del gioco, che appare già in grado di poter superare in toto quanto fatto vedere con gli altri progetti usciti in passato.

Sherlock Holmes: Chapter One, i dolori del giovane detective

Le due ore di gioco appartenevano a un codice attualmente in fase di early beta, motivo per cui sono ancora diverse le sessioni di pulitura a cui il gioco deve sottoporsi, che come dichiarato dagli sviluppatori avverranno solo nell’ultima fase di revisione. Il loro scopo, al momento, è stato quello di mostrarci gli elementi chiave che caratterizzeranno l’avventura, mentre il sistema di combattimento e la gestione delle missioni secondarie verranno svelati solo in un secondo momento. Sherlock Holmes: Chapter One ci ha però già dato un’idea molto chiara di ciò che sarà in grado di offrire, e non è di certo un mistero che la buona base su cui si poggia sia la medesima di The Sinking City, considerato un valido punto di partenza attraverso cui raggiungere ambizioni più alte.

Ecco il giovane Sherlock nel fiore dei suoi anni.

Sherlock Holmes: Chapter One è ambientato nel 1880 e vede il giovane detective di ritorno a Cordona, un’isola fittizia del Mediterraneo. Lì, assieme al suo miglior amico Jon, ha trascorso gran parte della propria infanzia, fino alla dipartita della madre di Sherlock. A dieci anni di distanza dall’infausto evento i due ritornano sul posto, venendo loro malgrado invischiati in una serie di eventi rocamboleschi.

La prima, lunga missione di Sherlock Holmes: Chapter One si svolge all’interno dell’albergo di lusso, che ospiterà i due per la notte. In una delle stanze dove viene messa in scena una finta seduta spiritica, si consumano dapprima un furto e una brutta lite; in seguito a ulteriori indagini all’interno dello stabile, Sherlock scopre che la storia è molto più articolata e complessa, con vecchie acredini che si ripresentano tra alcuni personaggi chiave della missione e persino un terribile omicidio su cui fare luce.

Frogwares continua a percorrere una strada ben precisa: il gioco, anche stavolta, non vi dice mai come agire o in che modo portare avanti le indagini. Semplicemente, dovrete parlare e fare deduzioni, cercare indizi chiave e unire i puntini per arrivare alla conclusione più logica, che spesso non è affatto così scontata. Ecco dunque che, esattamente come in The Sinking City, tornano elementi chiave come il cosiddetto Palazzo Mentale, l’archivio e la possibilità di osservare personaggi e punti d’interesse da molto vicino. A ciò va aggiunta la capacità di Sherlock di potersi concentrare e scoprire alcune delle caratteristiche di base dei personaggi che si trovano negli ambienti di gioco.

Se per esempio l’obiettivo sarà quello di scovare un militare in pensione, tramite la concentrazione sarà possibile vedere gravitare attorno ai personaggi delle parole che li definiscono, come la nazionalità, la professione, lo stato di salute, le inclinazioni caratteriali o dei segni particolari che vi aiuteranno a capire se avete davanti la persona che fa al caso vostro per far progredire la storia. Va specificato tuttavia che non si tratta della solita “visione da detective” che mette automaticamente in risalto oggetti o interazioni possibili, ma di un modo per indirizzare meglio il giocatore, che altrimenti si ritroverebbe perso a vagare senza una chiara idea su come agire.

Talvolta succede ugualmente, e si tratta senza dubbio di un retaggio appartenente alle avventure grafiche che le produzioni Frogwares si portano dietro. Per contravvenire a qualche perdita di tempo di troppo, ecco dunque che bisognerà essere precisi nel trovare i giusti incastri, che ad onor del vero dimostrano già di non sfuggire mai dall’ambito della logica più stringente.

Sherlock sarà accompagnato da Jon, che è sempre stato con lui fin dall'infanzia.

Gameplay

In Sherlock Holmes: Chapter One gli sviluppatori hanno aggiunto la possibilità di poter selezionare dal menù alcuni oggetti e prove, dando modo di poterli usare come argomento di conversazione. Nelle due ore trascorse in compagnia del gioco, quando la selezione si rivelava sbagliata è capitato di ricevere sempre la stessa risposta da parte di tutti, e in tal senso il gioco fa in modo che non andiate mai troppo fuori strada con tentativi di soluzioni creative che si rivelano solo dei buchi nell’acqua. Si tratta di un elemento interessante e assai utile per le modalità attraverso cui si vuole spingere il giocatore a indagare a fondo, ma va senza dubbio migliorato e rifinito con maggiore attenzione.

Un altro elemento che abbiamo notato all’interno del menù di Sherlock Holmes: Chapter One, che tuttavia non abbiamo ancora visto in azione, è la possibilità di poter usare oggetti e accessori come travestimento. Entrare in possesso di nuovi abiti, maschere, o persino di trucchi che fanno apparire sul volto di Sherlock rughe e lividi, dona una nuova dimensione ruolistica al sistema di gioco, che si servirà di una discreta gamma di cambiamenti estetici per aumentare le variabili durante le investigazioni avanzate. Si consideri infatti che alcuni personaggi saranno più propensi ad accettare uno scambio di parole se avrete il giusto vestito, mentre si riveleranno più restii se ispirerete loro poca fiducia.

In alcune circostanze, durante la libera esplorazione e in prossimità di zone di interesse, potrete notare alcune persone che stanno confabulando. In quei casi potrete tendere l’orecchio e origliare le loro conversazioni, così da sbloccare delle missioni secondarie o carpire ulteriori informazioni su personaggi e mondo di gioco. Ci è capitato durante la missione principale, dove dovevamo fare delle rapide e logiche associazioni legate a un personaggio specifico per avere un quadro generale ancora più chiaro, ma tutto sommato si tratta di una meccanica accessoria che non sarà il vero cuore delle dinamiche esplorative a cui si dovrà prestare Sherlock.

In attesa di provare e avere più dettagli sul sistema di combattimento, che si concentrerà sullo sfruttamento dei punti deboli degli avversari, sugli stordimenti rapidi e sullo sfruttamento degli ambienti a proprio favore, Sherlock Holmes: Chapter One ci ha dato buone sensazioni sulla riuscita del progetto. La durata dell’avventura viene stimata dagli sviluppatori sulla quarantina di ore, se si vuole davvero vedere tutto, e considerando che si tratta di un mondo espanso in modo ragguardevole rispetto al precedente progetto, non abbiamo grossi motivi per dubitare della dichiarazione di Frogwares.

Combattimenti e open world

Aggiornamento del 16 settembre 2021

Grazie a una seconda build messa a disposizione dagli sviluppatori, della durata grossomodo equivalente alla prima, abbiamo finalmente potuto vedere in maniera particolareggiata la gestione dell’open world e del sistema di combattimento.

Per quanto riguarda il primo, si tratta tutto sommato di un’espansione concettuale di quanto visto in The Sinking City, con molte più attività di contorno a un ambiente di gioco più vivo e credibile. Talvolta un po’ dispersivo a causa di una chiarezza non sempre cristallina su cosa fare o come risolvere alcuni casi, la navigazione all’interno degli scenari risulta comunque immediata grazie al viaggio rapido e alla possibilità di poter dialogare con gli NPC.

Molti di essi sono lì solo per fare scena, ed è dunque un po’ frustrante, in alcuni frangenti, andare a tentativi fin quando non si incappa nel personaggio che fa effettivamente avanzare la storia. Indicazioni non proprio lusinghiere arrivano invece dal comparto tecnico proprio quando il gioco si apre di più: la fluidità non è mai costante e l’immagine tende a essere abbastanza instabile, con scatti piuttosto evidenti. Naturalmente stiamo parlando di una build non ancora definitiva, ma l’impressione è che Frogwares dovrà lavorare alacremente durante le fasi di pulitura finale del codice.

 

Il sistema di combattimento è invece meno ingessato rispetto al gioco precedente della software house; più convincete, elaborato, e con una migliore mobilità del personaggio. Impugnando una pistola e mirando, il gioco andrà a rallentatore e verranno evidenziati gli oggetti a cui è possibile sparare.

Pur non essendoci una sorta di agganciamento del corpo ad alcuni elementi dello scenario (utile per occultare la propria presenza al nemico), il giovane Sherlock può accovacciarsi in qualunque momento. Inoltre, è possibile eseguire una schivata rapida rotolando via. Il rischio è che se ne possa abusare senza troppi problemi, visto che che nella gran parte dei casi non si viene colpiti dai proiettili. Vedremo se ci saranno degli accorgimenti (necessari) nella versione definitiva di gioco.

In presenza degli avversari, attivando la mira verranno evidenziati i loro punti deboli, che una volta colpiti vi aiuteranno ad arrestare la sua avanzata. Si possono anche colpire alcuni oggetti ambientali per disturbare i nemici, mandarli in confusione per qualche secondo e renderli sostanzialmente inoffensivi. Lo stesso avviene se userete ad esempio la vostra tabacchiera, che ha appunto lo scopo di disorientare chi vuole farvi fuori. L’abilità in questione, com’è facile immaginare, ha un breve periodo di cooldown, ma effettuando degli arresti se ne velocizzerà la ricarica.

I nemici più forti indossano parti di armature per proteggersi, come bardature a braccia e gambe. Gli elmi vanno colpiti invece per per ultimi e saranno esposti al fuoco solo quando il criminale verrà spogliato delle altre protezioni. In Sherlock Holmes: Chapter One l’omicidio viene considerato crudele ed eccessivo, e d’altra parte col ruolo che si ritrova ad avere Sherlock non potrebbe essere altrimenti. Ecco dunque che le fasi di arresto, possibili solo quando il nemico è in confusione, possono essere finalizzate tramite delle azioni che ricalcano in parte la logica dei QTE.

Vi verrà chiesto in sostanza di muovere la levetta nella direzione richiesta e di premere subito dopo un tasto specifico il più velocemente possibile. Dopo aver appreso le basi del combattimento, il gioco sbloccava la possibilità di poter portare a termine delle missioni secondarie che prevedevano di ripulire dei covi di banditi. Qui, il numero di nemici aumentava in modo importante rispetto al solito e le combinazioni da affrontare si facevano più elaborate, a differenza dei combattimenti della storia principale. Sopravvivere allo scontro faceva però guadagnare a Sherlock una ricompensa in denaro basata sulle prestazioni, pertanto il consiglio è quello di non prendere mai sottogamba queste (e altre) attività extra.

Le impressioni finali prima della recensione sono buone, ma resta forte la consapevolezza che si tratterà probabilmente di un titolo un po’ in bilico tra il buono e il discreto. Sperando di essere smentiti in sede di recensione, la sensazione è che si tratti comunque di un passo in avanti piuttosto evidente rispetto ai precedenti lavori di Frogwares, che forse necessiterebbe di maggiore organico per rendere meno ingolfate e difficoltose le fasi di sviluppo che appaiono più complesse e difficili da gestire.

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Piattaforme: pc, ps4, ps5, xone, xsx
Sherlock Holmes: Chapter One rappresenta per Frogwares il capitolo della rinascita dopo il fattaccio legato a The Sinking City. La scelta di presentare uno Sherlock così giovane è una volontà che prelude a un nuovo inizio, a nuove avventure che vogliono finalmente avere l'apertura delle produzioni più grandi e complesse, senza tuttavia tradire la formula di successo già vista nei precedenti progetti del team di sviluppo. Pur non essendo un gioco di mira alle più alte vette di eccellenza, si notano già diverse migliorie che potrebbero fare di Sherlock Holmes: Chapter One il miglior capitolo di una saga che il prossimo anno spegnerà venti candeline.

Pro

  • Esplorazione e attente indagini sono ancora il fulcro della serie
  • Diverse migliorie di gestione del sistema di gioco e aggiunte che ne approfondiscono la complessità

Contro

  • Il sistema di combattimento sarà davvero all'altezza?
  • Alcune meccaniche sono ancora un po' acerbe