Sekiro: Shadows Die Twice è il GOTY 2019… nei The Game Awards più “democristiani” di sempre? – Speciale

Un colpo al cerchio e uno alla botte, per i The Game Awards 2019

SPECIALE
A cura di Valentino Cinefra - 13 Dicembre 2019 - 13:47

Col senno di poi, e qualche ora di sonno recuperata dopo la nottata live, si poteva intuire che Sekiro: Shadows Die Twice potesse vincere effettivamente il premio Game of the Year ai The Game Awards 2019. Gli altri super favoriti (Control, Death Stranding e Super Smash Bros. Ultimate) sono stati premiati nel corso della serata con dei riconoscimenti molto giusti e indiscutibili, e lo stesso Sekiro vince anche giustamente come miglior action/adventure. Al di là di Control e Smash che si beccano un solo premio – ma Nintendo ne esce mattatrice tra annunci e premiazioni nelle altre categorie – tutti gli altri se ne portano a casa nell’ordine del paio di awards.

Certo il “secondo” premio di Sekiro pesa molto di più ma, guardando a ritroso la manifestazione organizzata da Geoff Keighley non si può non notare che, mai come quest’anno, i The Game Awards 2019 siano stati molto più politici che in passato, avvicinandosi agli Academy Awards e tutte le altre grandi manifestazioni internazionali che pontificano sui medium di intrattenimento.

Hanno vinto un po’ tutti quelli che meritavano qualcosa. Fortnite si becca il “contentino” come Best Ongoing Game, Disco Elysium osannato in finire di 2019 becca quattro premi (magari alcuni se ne potevano assegnare ad altri, ma va bene così), Death Stranding ed Hideo Kojima vengono celebrati, finalmente qualcuno parla di quanto Masahiro Sakurai sia dedicato al suo lavoro nonostante la salute cagionevole, Control vince Art Direction, Call of Duty vince su mobile e non, Destiny 2 e Devil May Cry V vengono premiati.

Riguardando le premiazioni, però, non si può non arrivare a pensare che i The Game Awards 2019 siano stati, in questa edizione come non mai, all’insegna della proverbiale botta al cerchio e alla botte.

the game awards 2019

Un evento strepitoso, che in termini di qualità degli annunci e delle presentazioni (aiutato sicuramente dall’avvicinarsi della next-gen) ha surclassato tranquillamente l’E3 2019 e molte altre edizioni della fiera losangelina. Ghost of Tsushima a parte, che dopo tutta la premessa e la creazione dell’attesa durante l’ultimo State of Play si presenta con un trailer fiacco e una data generica. Una manifestazione che promuove molte iniziative benefiche, ben fatte e lungimiranti, che consegna ad un emozionato Reggie Fils-Aime (occhi lucidi per lui a pensare ad Iwata ancora oggi) la possibilità di fare un discorso molto brillante sulla natura dei videogiochi indipendenti, e che al crescere dell’industria deve probabilmente fare attenzione a non sbilanciarsi più di tanto. A fare politica, alla fine.

E allora ci sono tantissimi intermezzi pubblicitari (forse troppi), la premiazione del Game of the Year relegata a Vin Diesel e Michelle Rodriguez annunciato come “super ospiti” solo per promuovere il discutibile Fast & Furious Crossroads, un’esibizione musicale dei Green Day un po’ fuori fuoco per promuovere quello che è “solo” una selezione di brani per Beat Saber (dove le altre due performance, Grimes e CHVRCHES, sono invece galvanizzanti). Una cerimonia che da un lato è maturata, avvicinandosi ai grandi “Oscar” degli altri medium, ma dall’altro nel farlo deve pagare inevitabilmente un prezzo.

the game awards 2019 death stranding

Perciò, il premio come gioco dell’anno a Sekiro: Shadows Die Twice non può che far discutere. Controllando il feed delle notizie e dei commenti degli utenti di tutto il mondo il trend è un po’ questo. Divisione quasi totale per l’assegnazione tra favorevoli e contrari. Ma fa discutere soprattutto perché come candidati c’erano The Outer Worlds, un ottimo titolo ma senza la stoffa del GOTY, e Resident Evil 2 che per quanto straordinario è pur sempre un remake. Due titoli rimasti completamente a bocca asciutta di premi durante la serata, tra l’altro.

A caldo, chi c’era in live sul nostro canale Twitch lo potrà confermare, è stato difficile accettare questo premio. Perché Sekiro è un lavoro straordinario, ma con questa selezione il pensiero che sia addirittura il gioco dell’anno non è quello più immediato. A fronte del lavoro incredibile di Resident Evil 2 ad esempio, e di Obsidian che sforna un Fallout in stato di grazia mentre Bethesda è allo sbando più totale. Poi c’erano Smash che rappresenta il vero e proprio capolavoro della sua storia (e non guastava premiare anche la carriera di Masahiro Sakurai, almeno), con Death Stranding e Control che sono riusciti in modi diversi a proporre delle novità estetiche, di gameplay e concettuali in senso assoluto del termine. Sekiro, e lo ribadiamo perché sia chiaro, è un titolo magnifico, ma pur sempre derivativo in parte dai precedenti soulsborne.

sekiro the game awards 2019

Non è immeritato il premio a Sekiro, ma di certo non è una scelta da fare così a cuor leggero. In un 2019 che per molti doveva essere addirittura di transizione all’inizio ed invece si è rivelato pieno di videogiochi incredibili. Tra questi anche Sekiro? Sì, ovviamente. Ma come “Gioco dell’Anno” si poteva pensare a qualcosa di diverso. Si poteva fare il lancio lungo e premiare Smash, oppure schierarsi definitivamente e scegliere Control o Death Stranding: il piano B oppure il piano A.

A polvere ormai posata i The Game Awards 2019 si sono rivelati l’edizione più politica e democristiana di sempre. Il che non è un male di per sé. Basta prenderne atto per il prossimo anno e non aspettarsi grossi sconvolgimenti nei premi.

Parleremo ancora a lungo del premio come Game of the Year a Sekiro: Shadows Die Twice, perché a fronte delle grandi uscite del 2019 è un’assegnazione che fa discutere e continuerà a farlo. Non che non lo meriti, anzi, ma rielaborando i premi dei The Game Awards 2019 è evidente come l’intenzione di Geoff Keighley ed i suoi sia quella di puntare alla celebrazione totale dell’annata videoludica, cercando di non scontentare nessuno ed uscirsene puliti, quasi super partes se vogliamo. Riuscendo nell’impresa di creare, nel frattempo, una manifestazione coi fiocchi in termini di annunci. Che la focosa diatriba del 2018 tra God of War e Red Dead Redemption 2 abbia lasciato il segno?




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