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Scars Above | Provato – Segnali alieni dallo spazio

Abbiamo provato le prime ore di Scars Above, uno sparatutto in terza persone con elementi da souslike che non è riuscito a convincerci pienamente. Vi spieghiamo perché nella nostra anteprima.

Seguendo la scia dei recenti titoli pubblicati da Prime Matter, Scars Above lascia intendere chiaramente sin dalle prime ore di gioco quale sia la sua dimensione e la sua identità. Senza troppi giri di parole, si tratta di un progetto cosiddetto doppia A, con la giusta dose di ambizione ma senza potersi permettere di ambire all’Olimpo delle grandi produzioni.

Piattaforma:
PC, PS4, PS5, XONE, XSX
Genere:
action-adventure
Data di uscita:
27 Febbraio 2023
Sviluppatore:
Mad Head Games
Distributore:
Plaion

Non se ne vuole fare una questione di investimenti, sia chiaro, perché il mercato ha dimostrato innumerevoli volte che sono sempre le migliori idee a vincere a mani basse. Ci riferiamo piuttosto a certi limiti già emersi in modo piuttosto netto, che dubitiamo possano essere risolti in appena un paio di mesi.

Questo non significa che il destino di Scars Above sia già segnato, anche perché siamo ben lontani dall’aver visto tutto ciò che l’opera del team serbo Mad Head Games ha preparato per i giocatori. Bisogna tuttavia tracciare un perimetro entro il quale il progetto ha deciso di muoversi, senza sconfinare mai verso i territori dell’innovazione ma restando al contrario nella classica comfort zone del genere di appartenenza.

Scars Above, sotto i cieli incerti di un mondo straniero

Bisogna ammettere che l’inizio di Scars Above incuriosisce e tutto sommato illude anche, se si considera come si presentano le prime fasi di gioco. La protagonista, Kate, è una scienziata che assieme alla sua squadra viene chiamata a investigare su uno strano evento: d’improvviso, nei cieli appare una struttura aliena misteriosa, che lascia il mondo a bocca aperta.

Molti la identificano come “Il Metaedro”, e non si conoscono né le circostanze né i reali motivi per cui quella presenza si trova lì.

Qualcosa va storto nelle operazioni di ricerca e d'improvviso vi ritroverete sul suolo di un pianeta ostile.

Un team specializzato composto da scienziati e ingegneri, e dedito ad attività di contatto, analisi e ricerca, viene spedito a investigare sullo strano e inatteso evento, che somiglia a diversi incipit già visti in molte pellicole di fantascienza e nei grandi romanzi della letteratura degli anni ’70 e ’80 del secolo scorso. Scars Above vi fa cominciare proprio all’interno della vostra nave, lasciandovi spazio per esplorare i corridoi che sanno tanto di tecnologia retro-futuristica.

Il primo approccio sembra voler puntare nella direzione di un sistema di gioco dedito all’esplorazione, all’analisi dell’ambiente e anche alla risoluzione dei puzzle, ma come dicevamo in apertura si tratta solo di un illusione, perché Scars Above è fatto di ben altra pasta. Spogliato dai suoi orpelli, è uno sparatutto in terza persona che non disdegna un paio di elementi da soulslike (se amate il genere, trovate su Amazon il remake di Demon’s Souls), e ci si aspetterebbe pertanto un impianto di gameplay ben curato e con poche sbavature, visto il livello medio altissimo di quasi tutti gli altri concorrenti.

Quando la squadra si avvicina al Metaedro, accade l’imponderabile: Kate Ward e la sua squadra vengono risucchiati da quella sorta di entità fluttuante, venendo infine trasportati in un misterioso esopianeta ostile. Da quel momento in poi, il gruppo verrà separato e i giocatori si ritroveranno a impersonare la scienziata, che si doterà man mano dell’attrezzatura (un po’ i resti dei suo colleghi, un po’ delle sorprese che non vi sveliamo). Pur non essendo un soldato, Kate avrà a sua disposizione una serie di oggetti utili per tentare di avere la meglio sulle creature che vorranno farle la pelle: non solo armi, ma anche gadget studiati ad hoc.

La protagonista potrà usare armi da fuoco con munizioni intercambiabili ed elementi da combinare, oltre a dispositivi speciali e gli immancabili consumabili (ma occhio alle risorse, altrimenti non potrete compiere l’azione prevista). Potrà inoltre attaccare in mischia, gestire al meglio la propria resistenza per compiere azioni come la corsa e la schivata, e fare in modo di sfruttare i punti deboli degli avversari per non rimanere letteralmente bloccata in alcune zone più ostiche del solito.

Al contempo, sarà importante trovare le giuste soluzioni per superare ostacoli altrimenti impossibili da abbattere, o mettere a punto strategie e creare oggetti per aggiungere più frecce al proprio arco (stavolta lo diciamo in modo figurativo).

Gameplay e criticità emerse

Gli sviluppatori hanno voluto mettere le mani avanti spiegando che si tratta di una build a cui manca il bilanciamento, che è ancora priva di una profonda fase di pulizia e tutta una serie di accorgimenti che dovrebbero eliminare in tempo per l’uscita i numerosi bug e glitch a cui abbiamo testimoniato. Per onor di cronaca vi confermiamo che Scars Above ha una qualità altalenante da parecchi punti di vista, e non ci riferiamo di certo al solo comparto tecnico.

Certo, qualche mostro che rimane bloccato anziché attaccarvi o che s’incaglia in zone dello scenario non è di certo un bel vedere,  ma a nostro avviso i problemi che al momento pesano maggiormente sono proprio avvinghiati allo scheletro del gameplay. I nemici appaiono ancora troppo rigidi e poco naturali nei movimenti, che di base sono tutti assai prevedibili già dopo uno scontro. Immaginate dunque di affrontare una nuova specie, capire come si muove, quali sono i suoi punti deboli, ed ecco che la gestione degli scontri con poca frenesia vi porterà quasi sempre alla vittoria.

Diciamo “quasi sempre” perché Scars Above ricorre molte volte a delle discutibili fasi di sbarramento, le quali prevedono mini zone circoscritte in cui fioccano dal terreno o dagli acquitrini più nemici alla volta, creandovi il solo problema della gestione contemporanea che non sempre può essere bypassato allontanandosi in tempo. Kate non può parare ma può rotolare via agevolmente, e tanto basta per evitare gran parte degli attacchi, che prevedono anche alcuni stati alterati come il veleno. Avanzando, oltre agli alieni di base incontrerete dei mob e dei boss che crolleranno solo se colpiti nel punto debole.

Quei monoliti funzionano sostanzialmente come i falò in Dark Souls.

Ecco dunque che, almeno nelle prime fasi, diventa necessario alternare i proiettili di fuoco, quelli di ghiaccio o gli elettrici, meglio ancora se in punti specifici in cui è anche l’ambiente a creare maggiorazioni al danno. Tuttavia abbiamo notato come sia molto semplice e tutto sommato meccanico agire sfruttando i tempi morti delle animazioni degli avversari, e quando non riuscite a scansarvi in tempo, la corsa forsennata può salvarvi in molte occasioni senza che subiate grandi danni.

Questo non significa che Scars Above sia un gioco semplice semplice, attenzione, ma che alla lunga potrebbe cadere vittima della grande esperienza che il giocatore nel frattempo avrà accumulato. E con questo ci riferiamo anche al fatto che diverrà una consuetudine sfruttare proprio le debolezze del gioco, che speriamo possano essere mitigate entro febbraio. Se doveste invece soccombere (e qui entra in gioco uno degli elementi cardine dei soulslike), ripartirete direttamente dall’ultimo totem attivato, con tutte le conseguenze che i conoscitori del genere comprendono ormai benissimo.

In definitiva non siamo rimasti particolarmente colpiti dopo la nostra prima prova con Scars Above, e crediamo sinceramente che diverse problematiche rimarranno così come sono, senza grandi possibilità di essere ribaltate del tutto. Lo diciamo con certezza perché – vogliamo ripeterlo – non si tratta di problemi risolvibili con una o più patch, ma di alcuni limiti strutturali che frenano parecchio le ambizioni di gioco, soprattutto alla luce di certe schematicità ormai appartenenti al passato e ad alcune ingenuità che ci hanno fatto storcere il naso. La ricerca della difficoltà creata in maniera artificiosa non aiuta, ma c’è ancora tempo per ribilanciare il tutto prima di un lancio che – ci auguriamo – possa farci ricredere in positivo.

Versione testata: PC

Piattaforme: pc, ps4, ps5, xone, xsx
Scars Above ha solo un paio di mesi per risollevare la situazione in cui versa. Si tratta di un progetto doppia A con molti limiti e qualche ingenuità di troppo, distante dagli standard qualitativi a cui ci ha abituato il genere. Gli sviluppatori assicurano una fase accurata di polishing, bilanciamento e risoluzione di bug e glitch, ma diversi elementi controversi sono da ricercare proprio nella struttura di gioco. A febbraio potremo finalmente dire se Scars Above avrà la forza per emergere o se passerà inosservato nel periodo clou delle grandi uscite di inizio anno.

Pro

  • Alcuni elementi di gioco fanno ben sperare e puntano nella direzione di una discreta varietà di soluzioni...
  • La storia parte con una buona premessa...

Contro

  • ... Mentre altri non ci convincono affatto e temiamo che non possano essere risolti in tempo
  • ... Ma potrebbe appiattirsi e arretrare in favore di un gameplay non così convincente