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In Saturnalia scopriamo gli orrori del folklore della Sardegna

Saturnalia è un survival horror procedurale ambientato in Sardegna, tra oscuro folklore e tradizioni inquietanti.

Innovare un genere come quello dei survival horror è un’operazione sempre più complessa e rischiosa, se consideriamo come la gran quantità di opere presenti sul mercato non riesca a distaccarsi dai classici stilemi su cui si basa. Saturnalia non solo vuole cambiare le regole della tradizione, ma ha anche tutta l’intenzione di proporre un progetto sui generis, capace di allontanarsi con decisione da ciò che ci si aspetterebbe da un horror.

Piattaforma:
PC
Genere:
survival-horror
Data di uscita:
Sviluppatore:
Santa Ragione, Horrible Guild
Distributore:
The Quantum Astrophysicists Guild

Si tratta inequivocabilmente di un titolo indipendente, che non può e non vuole proporre nuove avanguardie; tuttavia, la conduzione di gioco e le modalità attraverso cui si snoda la misteriosa storia ambientata in un villaggio fittizio dell’entroterra sardo, possiede di fatto tutti gli elementi per fare di Saturnalia un survival horror che serba un persistente alone di imprevedibilità. E ve lo diciamo da subito, è capace di tenere sempre all’erta il giocatore, spinto a scoprire di più su tutto ciò che quel luogo nasconde nel suo fosco passato.

Saturnalia e le tradizioni oscure della Sardegna

Saturnalia vi mette subito nei panni di una donna che si ritrova a recarsi a Gravoi per comunicare all’uomo con cui ha avuto una liaison che sta aspettando un bambino. Non sa come reagirà, e in fondo non sa nemmeno se è la cosa giusta da fare, né tantomeno se potrà mai essere interessato a una simile rivelazione; eppure si sente in dovere di farlo, forse speranzosa in cuor suo che qualcosa nella sua vita possa finalmente cambiare o assumere nuovi e dolci significati.

Misteri e oscuri segreti: Saturnalia ne sarà pieno.

Una volta giunta a Gravoi, il senso di smarrimento è però totale: il luogo è pressoché disabitato, i pochi rimasti sembrano saldamente rinchiusi nelle proprie abitazioni e le stradine del villaggio appaiono essere confusionarie, strane, certamente diverse da come chiunque se le aspetterebbe. Come in un dedalo in cui non è semplice trovare punti di riferimento, quel posto sembra quasi essere sotto l’influenza di un indecifrabile incantesimo. E mentre si apprendono le prime informazioni storiche su presidi, antiche costruzioni e qualche sparuto elemento sul tessuto culturale di Gravoi, il giocatore si renderà conto dell’esistenza di alcune tradizioni oscure legate al folklore.

La precisa intenzione del team di sviluppo, come ci è stato raccontato durante un’intervista, era esattamente quella di non fornire linee guida al giocatore. Lo si nota con chiarezza sia nell’avanzamento, sia nel modo in cui viene raccontata la storia, a cui bisogna dare forma dopo aver raccolto sufficienti frammenti e indizi capaci di sciogliere molti dei legittimi dubbi che fioccheranno nelle vostre teste. La progressione non è lineare ma dinamica, e alcune parti della narrazione sono adattive.

I quattro personaggi hanno storie interconnesse tra loro, fortemente legate alle radici culturali più oscure e alle tradizioni folkloristiche della Sardegna. In tal senso, Saturnalia  riesce a trovare un ottimo equilibrio tra ciò che è largamente diventato popolare e ciò che invece s’insinua ancora sottopelle, nei luoghi più remoti della splendida isola. Di riflesso, investigare a fondo sul rituale che si sta per tenere in quel preciso momento diventa una necessità stringente, utile sia per districare la matassa narrativa, sia per scoprire cosa sta davvero succedendo a Gravoi e perché il suo passato è costellato da morti apparentemente inspiegabili.

Molti interni non saranno subito esplorabili. Preparatevi a cercare gli oggetti giusti.

Sogno o son desto?

Uno degli elementi di level design di Saturnalia più di rilievo è legato all’uso degli algoritmi procedurali utilizzati per la modellazione del villaggio. Morire con tutti i personaggi significa infatti vedere Gravoi riconfigurarsi in maniera differente, con strade che cambiano posizioni e sbocchi, e con tutti i punti di riferimento che cessano di esistere. Si tratta senz’altro di una scelta coraggiosa, che potrebbe di fatto non incontrare il favore di tutti. Lo diciamo soprattutto perché nelle fasi più avanzate, quando dovrete fuggire via da una minaccia che vi bracca, dovrete tentare di non muovervi a caso, ricordandovi alcuni punti focali che potrebbero aiutarvi non poco per seminare il nemico.

A ciò si collega inevitabilmente l’uso attento delle risorse dell’inventario, e sebbene l’intera mappa sia disseminata di oggetti utili alla causa, può succedere di trovarsi sguarniti nel momento del bisogno. Ciò che Saturnalia vi chiede di fare, in questi casi specifici, è fuggire abbastanza distanti da far perdere le vostre tracce al nemico. In alternativa, potrete usare anche dei petardi da lanciare su dei falò per produrre delle fonti sonore che attirano l’avversario lontano da voi, ma si tratta di diversivi a cui raramente vi affiderete.

Uno dei personaggi di Saturnalia.

Considerando la natura enigmatica di Saturnalia e quel suo modo non sempre leggibile di proporsi al giocatore, gli sviluppatori hanno deciso di creare un menù con diagrammi utili a capire quale possa essere la prossima mossa da adottare e cosa invece è rimasto ancora irrisolto. Non si tratta di un modo asciutto di rappresentare gli obiettivi, e di primo acchito la confusione potrebbe creare diversi grattacapi. Una volta compresa la formula, però, si tenderà inevitabilmente ad andare meno a tentoni, comprendendo bene che solo determinati oggetti potranno fungere da chiave di volta per far progredire il gioco.

Ecco dunque che Saturnalia assorbe gli insegnamenti dei vecchi survival horror, con l’inevitabile backtracking e la ricerca di attrezzi e accessori che possono di fatto aprire nuove vie, scorciatoie e più in generale facilitare le operazioni di movimento all’interno di Gravoi. Si tratta inoltre di una parte non trascurabile dell’esplorazione, a cui sono legati puzzle e stralci di storia appartenenti ai diversi personaggi.

Quando moriranno tutti i personaggi, il villaggio si riconfigurerà in modo casuale.

Un mondo diverso

A colpire dell’estetica di Saturnalia è il suo modo di presentare una grafica fortemente stilizzata, con animazioni che si ispirano a tecniche come il rotoscoping e lo stop-motion. Grazie a una preziosa intervista ci è stato spiegato che parte di quelle idee, soprattutto quando cala la notte a Gravoi e il mondo assume tonalità violacee e arancioni, derivano dall’impressionismo tedesco e da un modo specifico d’intendere il cinema.

Le particolarità di Saturnalia si estendono anche alla colonna sonora, che comprendono sia reinvenzioni di musiche antiche con un pizzico di elettronica, sia alcuni passaggi tanto cari ai gialli italiani degli anni ’70. Considerando la fenomenale colonna sonora prog-rock di Wheels of Aurelia, non ci saremmo di certo aspettati nulla di banale.

Folklore e tradizioni sarde sono il cuore di Saturnalia.

I dubbi reali che aleggiano attorno al progetto sono di natura prettamente ludica, poiché gran parte del gioco vi vede vagare in solitudine tra le strade del villaggio, mentre un nemico poco convincente tenta di farvi fuori. Sebbene l’atmosfera sia particolare, il senso di ansia, di terrore e d’angoscia è pressoché nullo, mentre elevato è quello di smarrimento, per i motivi testé spiegati.

Se volete godervi gli ultimi titoli su PC al massimo delle possibilità offerte dal vostro hardware, vi consigliamo di acquistare uno tra questi monitor proposti, davvero per tutte le tasche.

Piattaforme: pc
Saturnalia è un horror sviluppato dagli italiani Santa Ragione, che vuole omaggiare la Sardegna raccontandone folklore, tradizioni e antichi rituali, dando una chiave di lettura che potrebbe riservare alcune sorprese. Si tratta di un titolo indipendente con elementi procedurali legati alla generazione casuale del villaggio tutte le volte che si muore, con un nemico che non riesce ancora a convincere del tutto. In attesa dell'uscita fissata per quest'estate, e delle opportune rifiniture, il progetto sembra avere non pochi elementi in grado di catturare l'attenzione degli appassionati, oltre a uno stile davvero unico e particolare.

Pro

  • Stile unico, con un comparto artistico davvero particolare
  • Il folklore della Sardegna e le sue antiche tradizioni in un horror diverso dal solito
  • Narrazione e progressioni non lineari...

Contro

  • ... Che potrebbero non incontrare il favore di tutti, soprattutto per via della proceduralità
  • Alcuni elementi non convincono, tra cui il nemico e la troppa desolazione