Rock of Ages 3: Make & Break, una storia di massi – Provato

Il masso che rotola tra le pieghe della storia sta tornando: scopriamo quali novità ci riserva.

PROVATO
A cura di Francesco Ursino - 6 Aprile 2020 - 18:00

Rock of Ages 3: Make & Break riporta in auge le premesse completamente senza senso della serie ACE Team, già arrivata alla sua terza iterazione. Nel titolo, allora, si avrà a che fare con massi di vario tipo che attraversano le epoche storiche in maniera stravagante, in un’esperienza che mescola elementi tower defense, platform, racing e strategici.

In vista dell’uscita della versione finale del gioco, prevista per il prossimo 2 giugno su PC e console (anche Stadia), abbiamo avuto modo di provare una prima build del titolo, già piuttosto varia in termini di contenuti. Ecco le nostre impressioni.

Rock of Ages 3: Make & Break, una storia di massi – Provato

Elpenore è il nome mio, compagno di Ulisse sono io

Già dal menu principale di Rock of Ages 3: Make & Break, si capisce bene quali siano le due attività principali che il prossimo titolo ACE Team proporrà ai giocatori. Si tratta di “Crea” e “Distruggi”.

Cominciamo parlando della seconda opzione, che ha consentito di lanciarci nei primi livelli della modalità Storia. Questa volta, i giocatori seguiranno le avventure tragicomiche di Elpenore, uno dei compagni della spedizione di Ulisse. Al momento, siamo stati in grado di giocare i due livelli tutorial, completi anche di cutscene. Dobbiamo dire che lo stile della serie è rimasto intatto, anzi sembra essere più in forma che mai.

Intrappolati nella grotta di Polifemo, il primo compito che ci è stato assegnato è stato quello di far schizzare via il masso che ci teneva rinchiusi con… mhh, una palla fatta di pecore. Questo primo spezzone di gioco è stato seguito poi da un secondo stage, dove invece siamo stati chiamati a far fronte all’orda di massi che minacciava la nostra nave, già pronta a salpare verso nuove avventure.

Questi primi momenti di gioco, quindi, hanno già fatto intendere la varietà della sfida, visto che in un primo momento eravamo noi a pilotare la “palla” che doveva rompere i suoi argini, mentre in un secondo tempo organizzavamo le difese per tentare di fermare l’avanzata dei massi. Dopo questi primi due livelli, siamo stati in grado di provare altre tipologie di stage, prive però di elementi scenici o cutscene.

Non sappiamo dove andrà a parare la storia, ma spulciando il materiale stampa messoci a disposizione abbiamo avuto modo di leggere che saranno della partita Cesare, Montezuma, il demonico Krampus e, ovviamente, il mostro degli spaghetti volanti.

Stramberie a parte, quello che abbiamo visto ci dà modo di fare già qualche considerazione sia sul gameplay che sulla parte tecnica.

Rock of Ages 3: Make & Break, una storia di massi – Provato

I tanti (adorabili) nonsense di Rock of Ages 3: Make & Break

Parliamo proprio del gameplay. Rock of Ages 3: Make & Break proporrà sei modalità di gioco, che abbiamo già potuto provare in questa prima build. La prima, chiamata Guerra, è la tipica esperienza già proposta dai capitoli precedenti. In un primo tempo si è chiamati a disporre difese di vario tipo per evitare che un masso gigantesco colpisca il nostro cancello; in un secondo momento, a comandare il masso siamo proprio noi, con l’obiettivo di frantumare le difese nemiche.

L’opzione Valanga rappresenta una variazione sul tema della modalità Guerra. In questo caso, ci si deve difendere dall’arrivo di un gran numero di massi, di dimensioni più o meno differenti. Tra un round e l’altro si è chiamati a organizzare le proprie difese, spendendo i fondi a propria disposizione. Le due modalità citate sono sicuramente le più mature del gioco, quelle che offrono le sfumature tattiche più evidenti, con dinamiche da tower defense anche piuttosto complesse.

Con la modalità Ostacolo, invece, si è chiamati a controllare nuovamente un masso attraverso un percorso pieno zeppo di trappole. Più o meno la stessa cosa di Skeeball, dove però sono presenti meno ostacoli e l’obiettivo finale è centrare gli anelli posti a fine percorso, ognuno dei quali dà un punteggio diverso.

Rock of Ages 3: Make & Break, una storia di massi – Provato

Per ultimo, le due opzioni più fuori di testa, Tombolo Dondolo e Gara a tempo. Nella prima bisogna (ovviamente) guidare un uovo in una corsa a ostacoli. Va da sé che dopo urti troppo gravi il nostro si frantumerà, diventando un bell’uovo al tegamino. In gara a tempo, invece, si controllerà sostanzialmente una bomba con miccia accesa. Se non si riesce ad arrivare alla fine del livello in tempo, si capisce in maniera abbastanza intuitiva quale sia l’epilogo.

Per considerazioni sul gameplay più approfondite rimandiamo già da ora alla recensione finale. Nonostante ciò, sottolineiamo che la profondità strategica delle opzioni maggiormente tower defense è rimasta intatta rispetto ai precedenti capitoli. Anzi, ora è ancora più evidente. Oltre a poter scegliere tra 24 massi diversi, sbloccabili nel corso della campagna e tutti propri di caratteristiche speciali, ci si può sbizzarrire con 23 unità di difesa e attacco diverse, anche queste sbloccabili. Insomma, c’è parecchia carne al fuoco, e anche se non abbiamo individuato novità rivoluzionarie, la sensazione è che la modalità di base di Rock of Ages 3: Make & Break sia ancora piuttosto in forma.

Rock of Ages 3: Make & Break, una storia di massi – Provato

Voglio creare qualcosa che spacca. In senso letterale

La seconda opzione del menu principale è, come anticipato, “Crea”. Questa ci porta all’editor dei livelli, probabilmente l’aggiunta più evidente di questo terzo capitolo. Lo strumento ci è già sembrato a un ottimo punto di sviluppo. Dopo aver scelto la modalità preferita, si potrà iniziare a sbizzarrirsi con la fantasia, modellando a proprio piacimento tutti i parametri del proprio stage.

Oltre a perdere qualche piacevole minuto con questa modalità, ben gestibile sia via pad che con mouse e tastiera, abbiamo poi apprezzato i livelli già pronti all’uso, che ci hanno fatto intravvedere quali siano le potenzialità dell’editor di contenuti. Le nostre creazioni, infatti, possono essere condivise e modificate, per una longevità che pertanto dovrebbe aumentare in maniera importante.

Si perché, oltre alla modalità single player, Rock of Ages 3: Make & Break includerà anche un comparto multigiocatore ben fornito. È possibile competere in locale, in split-screen, oppure lanciarci in una mega partita 4 vs 4 nella modalità tower defense, per sfide piene di tattica, strategia e bizzarrie varie.

Al momento, come prevedibile, non abbiamo avuto modo di imbastire sfide online particolarmente degne di questo nome. Sarà anche su questo terreno, però, che sarà possibile misurare il successo finale del titolo ACE Team.

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Apelle, figlio di Apollo, fece una palla di pelle di pollo

Dal punto di vista tecnico dobbiamo dire che la build da noi provata, su PC, era un po’ instabile. Più di una volta siamo stati fermati da “Fatal Error” assortiti, mentre per qualche motivo il gioco sembrava digerire male il cambio di volume operato con gli appositi pulsanti della nostra tastiera. Si tratta di problemi dalla gravità pressoché nulla, almeno in questa fase dello sviluppo.

Quello che ci piace sottolineare, invece, è che lo stile del titolo è rimasto pressoché intatto. Le cutscene sono ancora una volta create prendendo fortemente spunto dalle illustrazioni classiche dei personaggi coinvolti. L’effetto è come al solito esilarante, e reso ancora più simpatico dal doppiaggio in stile The Sims, cioè a base di suoni incomprensibili. Gli elementi secondari dei livelli riprendono la stessa estetica, anche per quanto riguarda le tante versioni dei massi. Menu e interfaccia, infine, sembrano praticamente uguali a quelli del secondo capitolo.

Una volta scesi in campo, poi, non abbiamo scorto particolari differenze grafiche con l’edizione passata. Il titolo è ancora piacevole da guardare, e anche piuttosto gestibile dal punto di vista hardware.

Vogliamo spendere poi qualche parola sulla colonna sonora, che come da tradizione è molto curata. Anche qui, le differenze col secondo capitolo non sembrano molte, almeno in termini stilistici. Vengono riproposti brani della tradizione classica riarrangiati, però, in “stile Rock of Ages”. Il risultato è delizioso, come al solito. Abbiamo già potuto ascoltare composizioni ispirate alla sinfonia n. 40 di Mozart e alla Marcia Turca, oltre che altri sfiziosi accompagnamenti.

Rock of Ages 3: Make & Break sembra essere già da ora una versione più grande, ricca e fuori di testa del capitolo precedente. E se le meccaniche da tower defense, almeno di base, ci sono parse simili a quanto già visto in passato, le possibilità di gioco introdotte spalancano le porte a nuove dimensioni. L’editor è abbastanza intuitivo, le sei modalità di gioco sembrano sufficientemente varie e lo stile complessivo, come da tradizione, è veramente ben curato. Insomma, le premesse per un buon titolo sembrano esserci: se volete saperne di più, continuate a seguire tutti gli sviluppi su queste pagine.




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