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Il Rinascimento videoludico in Italia: la visione di Lega Esport

Abbiamo chiacchierato con Maurizio Ragno, CEO di Lega Esport, del panorama esportivo italiano e delle prospettive future per un settore in florida espansione dopo il boom digitale di questo periodo storico

Quello del gaming è un macro-mondo che racchiude tantissime sfaccettature: tra queste, c’è anche quella degli eSport. Se il fenomeno del gioco competitivo, pensato per il fascino delle competizioni, del tifo, del confronto dei talenti, per i meno attenti potrebbe suonare quasi come una nicchia, ci sono i numeri che incontrovertibilmente ci dicono il contrario: quello degli eSport è un panorama in espansione continua, anche e soprattutto in Italia.

Secondo l’ultimo rapporto di IIDEA, i dati più aggiornati ci rivelano che ogni giorno 475.000 persone dichiarano di seguire un evento di eSport. Sono invece addirittura 1.620.000 le persone che non seguono gli eventi su base quotidiana nel nostro Paese, ma che hanno una costanza settimanale: numeri che registrano un +15% rispetto alla precedente rilevazione di luglio 2020 – un anno dove, come sappiamo, anche gli eventi di eSport hanno dovuto reinventarsi, ma in cui il pubblico si è avvicinato ancora di più al mondo videoludico e all’universo dello streaming.

I motivi per cui i giocatori affermano di avvicinarsi al mondo degli eSport sono l’intrattenimento che offrono e la possibilità di fare community, ossia di confrontarsi con altri appassionati e vivere con loro le competizioni. In breve, insomma, il mondo degli eSport rappresenta mai come ora un’occasione – sia di intrattenimento per il pubblico, sia di carriera e trionfo per i talenti delle discipline videoludiche.

Il mondo degli eSport ha avuto una crescita del 15% nell'ultimo anno in Italia

È in questo contesto che ci siamo imbattuti in Lega Esport, che si definisce come «una SSD che fornisce servizi di consulenza in ambito eSport». Si tratta, praticamente, di una vera e propria società sportiva dilettantistica dedicata ai giocatori degli eSport, che ha lo scopo di promuovere queste discipline, di dare supporto agli e-atleti, di aiutare nella gestione della parte burocratica e legale dell’attività e di organizzare competizioni, tra le altre cose.

Incuriositi dal fatto che anche in Italia si stiano quindi aprendo i cancelli per attività di questo tipo, che guardano in modo organizzato e professionale al panorama degli eSport, ci siamo messi in contatto con Maurizio Ragno, CEO e fondatore di Lega Esport, con il quale abbiamo chiacchierato dell’idea di una società sportiva dedicata agli atleti e, soprattutto, degli eSport di ieri, di oggi e di domani.

Dal rapporto sugli eSport di IIDEA, pubblicato a luglio 2021

La scossa del periodo storico

Il periodo storico che stiamo vivendo ha costretto l’Italia (finalmente?) ad affrontare una rivoluzione digitale. Ci siamo abituati a sentir parlare del concetto di smart working – e, come sanno coloro che seguono l’industria dei videogiochi, molti autori dell’industria sono intenzionati a tenere questo modello, anziché tornare all’abitudine dell’ufficio, e stanno cercando di spostarsi in software house favorevoli a questo stile di vita.

Si tratta di un cambiamento che ha interessato anche il mondo degli eSport, che ha avuto una sua scossa dopo i cambiamenti verso il digitale affrontati anche dall’Italia: «siamo in un momento storico molto particolare: in concomitanza ad una maggiore autodeterminazione del settore, abbiamo trascorso delle tristi vicende di carattere sociale, in quest’ultimo anno e mezzo, che però stanno contribuendo ad una rivoluzione digitale che in Italia era attesa da anni» ci ha raccontato Ragno, nell’esordio della nostra chiacchierata.

Maurizio Ragno
maurizio ragno

«Stanno emergendo inoltre, nuovi protagonisti dell’eSport nostrano, che si stanno imponendo in ambito internazionale, muovendo quindi l’interesse anche di chi fino a poco tempo fa non conosceva il mondo degli eSport. L’insieme di tutte queste vicende, unita alla buona volontà degli addetti di settore che da diversi anni portano avanti questo processo di riconoscimento, fa si che ci troviamo in una sorta di Rinascimento videoludico sportivo».

La scelta delle parole “Rinascimento videoludico” non è per niente casuale: secondo Ragno il panorama eSport ha finalmente intrapreso la strada giusta per poter guardare al futuro con ottimismo, sia per quanto concerne la visibilità mediatica, sia per quanto riguarda il lato economico.

È in questo contesto che si innesta anche la nascita della Federazione Italiana Sport Virtuali, recentemente annunciata, e che Ragno ci spiega da vicino: «la nascente Federazione Italiana Sport Virtuali si concentrerà soprattutto sui titoli sportivi, quelli che replicano virtualmente gli sport fisici, escludendo per ovvi motivi quei titoli più classicamente definiti eSport e che sono stati portati avanti negli anni da generazioni di videogiocatori: (Moba, Fps, Rts, Battleroyale, etc… )».

Come nasce l’idea di un organismo per gli eSport in Italia?

Mentre l’Italia cammina verso una maggior digitalizzazione e il mondo degli eSport guarda alla nascita della Federazione Italiana Sport Virtuali, ecco che si palesa l’idea di un organismo come Lega Esport. Ma come nasce e con quali prospettive?

«Questo progetto nasce da lontano e parte dalle nostre esperienze personali accumulate nel corso degli anni. Abbiamo sempre avuto il bisogno di avere un organismo che ci potesse rappresentare in maniera trasparente, al cui interno ci fossero figure competenti e che parlassero la nostra lingua. Sfortunatamente ci siamo sempre visti rappresentare da realtà, che seppur avendo dei buoni propositi, non capivano davvero le associazioni ed i giocatori. Alcune di queste hanno anticipato troppo i tempi e non sono state capite, altre mancavano di esperienza sul campo ed altre ancora erano mosse da interessi personali» ci ha spiegato Ragno, quando gli abbiamo domandato come, in questo contesto – e in un Paese dove il rapporto con i videogiochi, in barba a qualsiasi numero, è spesso complicato e si fa fatica a cogliere le grandi occasioni di lavoro e mercato che invece propone.

Gli appassionati di eSport affermano di essersi interessati a questo mondo anche per via della community

«Questo vuoto che è andato a crearsi tra le necessità reali di chi vive in prima persona il gaming e di chi lo vuole sviluppare, ci ha spinti nel creare una realtà che metta al centro chi in prima persona pratica ed organizza l’eSport. Il claim che ci rappresenta ‘Voi siete Legaesport’ riassume il nostro modo di vedere le cose, la forza di una realtà deriva dai suoi partecipanti e sono loro ad essere i veri protagonisti» ha aggiunto il CEO, sottolineando come sia fondamentale fare squadra, in un panorama come quello delle discipline e-sportive. 

«Noi vogliamo portare avanti un processo inclusivo, che permetta a tutti di poter sviluppare le proprie attività, senza distinzioni, supportando anche chi non ha le medesime possibilità degli altri, perché l’eSport è di tutti».

Qual è, allora, materialmente, l’attività che Lega Esport ha intenzione di svolgere per aiutare l’universo degli eSport a fare un passo in avanti anche in Italia? «Noi andremo a seguire una fetta di pubblico molto vasta, con svariate necessità diverse e che richiede un’ampia conoscenza del settore. Vogliamo quindi essere promotori di queste discipline, sviluppandole ed ampliandone la diffusione, grazie alle sinergie che verranno a crearsi con tutte le società, associazioni ed appassionati di settore», ci ha risposto Ragno.

Gli eSport e i talenti da coltivare

Curiosando tra i concetti chiave che Lega Esport sottolinea sul suo sito ufficiale, viene evidenziata anche l’importanza della formazione. Abbiamo trovato particolarmente interessante il parlare (finalmente) di formazione in Italia in merito al coltivare i talenti degli eSport di domani, motivo per cui abbiamo chiesto a Ragno di spiegarci la sua visione sull’importanza di “educare” agli eSport e alla sportività, anche quando lo sport è virtuale.

Come accompagnare la crescita degli eSport e dei suoi talenti anche in Italia?

«Nel momento in cui si punta a riconoscere la parità tra uno sport tradizionale ed uno virtuale, c’è la necessità di avere la medesima organizzazione a livello societario ed i similari organismi di sviluppo del settore. Fermo restando che sta sempre alla volontà del giocatore compiere determinati percorsi che lo portino ad emergere, è giusto che in questa crescita sia affiancato da figure competenti che gli possano essere vicino e poterlo consigliare al meglio. Il talento, molto spesso, oltre ad essere trovato va anche fatto sbocciare e guidato in maniera lucida e responsabile» ha ragionato il CEO, ricordando che – proprio come negli sport tradizionali – non c’è talento che tenga senza disciplina e abnegazione, ma una buona guida può sempre aiutare a coltivarlo nel modo migliore.

«Credo quindi, che per l’eSport, come per tutte le altre attività sportive, ci debba essere un management all’altezza delle aspettative dei player e delle loro ambizioni, che sappia creare una realtà sostenibile, con una metodologia e professionalità all’avanguardia. Per questo puntiamo molto sulle nostre attività formative, vogliamo poter fornire linee guida e condividere esperienze, capaci di migliorare lo sviluppo della realtà eSportiva italiana, in tutti i frangenti che la compongono».

Gli eSport di domani

Ieri il mondo degli eSport stava muovendo i suoi primi passi, oggi – come abbiamo visto in apertura all’articolo – attira un ampio numero di persone ogni settimana e ogni giorno, al punto da ispirare la nascita di organizzazioni specifiche. Domani, invece, dove sarà?

«Parlavo prima di ‘Rinascimento’, quindi la mia visione da qui a dieci anni è molto ottimistica, questo periodo di fermento unito al forte sviluppo digitale porterà sicuramente dei benefici al mondo degli eSport. Teniamo presente una cosa: il pubblico che rappresentiamo è giovane ed è mosso da inesauribili energie ed entusiasmo. Questo non significa che siano degli sprovveduti anzi, hanno ben chiaro il loro percorso e sta a noi calarsi anche nei loro panni e capirne le necessità» ci ha risposto Ragno, quando gli abbiamo chiesto di immaginare il panorama degli eSport in Italia da qui a dieci anni.

Dove saranno gli eSport tra dieci anni?

«Ho sempre pensato che questo sia il modo migliore per affrontare questo genere di responsabilità, immedesimarsi, capire le motivazioni delle loro scelte e pur avendo magari differenti età, adattare l’esperienza acquisita negli anni con le nuove idee emergenti. Non trovo corretto il pensiero del tipo: ‘Io alla loro età mi sarei comportato diversamente’ o ‘è troppo giovane per capire le cose importanti’. Ogni generazione ha differenti priorità, differenti modi di vedere la medesima cosa e sta a noi capirlo e adattarci a nostra volta. Deve essere per tutti un mutuo scambio di idee ed esperienze. Vedo quindi Lega Esport al centro di questo rinnovamento, ogni persona che la forma ha le competenze e le motivazioni giuste per poter migliorare la visibilità degli eSport, aumentare la qualità e tutti gli strumenti per diffonderne i principi cardine».

All’alba di questa nuova era, vale la pena ricordare che c’è una cosa alla base dell’esperienza di eSport, che viene prima di qualsiasi trofeo da portarsi a casa e che Ragno sottolinea in chiusura alla nostra chiacchierata: «divertitevi, questo è alla base di tutto, fatelo in maniera consapevole e rispettosa degli altri, non scoraggiatevi dagli insuccessi ma traetene insegnamento, allenatevi con dedizione ed entusiasmo, vivete l’eSport non praticatelo e basta: vi saprà dare grandi soddisfazioni e noi saremo al vostro fianco».

Se volete dedicarvi agli eSport, potete dare un’occhiata alle tastiere ideali per le esperienze competitive.