Resident Evil

A cura di SG Luca - 8 Agosto 2000 - 0:00

Resident Evil introduce uno schema di gioco destinato a settare un nuovo standard per gli altri titoli che seguiranno. Con Resident Evil infatti nasce effettivamente il survival horror, un tipo di gioco che ha lo scopo principale di suscitare la paura nel videogiocatore che è costretto a cercare di sopravvivere tra varie creature mostruose facendo sempre i conti con poche armi e munizioni. Resident Evil si ispira a Alone in the dark, un classico per pc che comunque non riusciva così bene in questi elementi che abbiamo appena citato. In Resident Evil invece l’atmosfera è perfetta, i personaggi sono ben caratterizzati e la storia è estremamente coinvolgente.
L’avventura comincia a Raccoon city una città tranquilla finchè un giorno vengono trovati i resti mutilati di un autostoppista. I segni dei denti facevano pensare ad un animale feroce tipo un grizzly. La polizia inizia le indagini e manda la squadra BRAVO dell’unità speciale S.T.A.R.S. Mentre l’elicottero della squadra BRAVO sta sorvolando la foresta di Raccoon il motore si rompe e l’elicottero precipita. La S.T.A.R.S. manda, in soccorso della squadra BRAVO, la squadra ALPHA (Chris Redfield, Jill Valentine, Barry Burton, Joseph Frost, Brad Vickers e Albert Wesker).
Quando arrivano sul posto vengono attaccati dai cerberus (cani infettati dal T-VIRUS ). Il loro pilota, Brad Vickers, in vista del pericolo scappa via con l’elicottero. I componenti rimasti vivi scappano e ad un certo punto avvistano una casa in cui si rifugiano credendo di mettersi in salvo. La casa invece, come scopriranno successivamente, è proprio l’origine di tutti i guai.
Durante l’esplorazione, i due protagonisti del gioco Jill e Chris si rendono conto che i fatti accaduti in quella casa sono dovuti a esperimenti fatti dai ricercatori della “UMBRELLA CORPORATION”, una società che sta cercando di creare un guerriero invincibile attraverso la mutazione genetica.
Tutta l’avventura può essere affrontata con Jill o Chris. Cambiano alcuni enigmi e le armi a disposizione. Sicuramente giocando con Jill le cose sono più semplici e faticherete meno per arrivare alla conclusione.
La grafica presenta fondali renderizzati ottimamente che insieme agli azzeccati effetti sonori contribuiscono a creare l’atmosfera di paura che caratterizza tutto il gioco.
Le inquadrature a volte sono un po’ scomode, tuttavia si è preferito scegliere un taglio più cinematografico a discapito della praticità. Tra i difetti segnaliamo inoltre l’inventario che è troppo piccolo e spesso dovremo ricominciare il gioco perché non abbiamo scelto correttamente gli oggetti che ci servono per una determinata sezione.
Le animazioni dei personaggi sono un po’ troppo lente e a volte si senta la necessità di una maggiore reattività. Del resto il sistema di controllo è forse il punto debole del gioco. Certamente prendendoci la mano riuscirete a controllare adeguatamente i personaggi ma vuoi per le inquadrature, vuoi per la meccanica del sistema di controllo (bisogna dare la rotazione e poi premere avanti oppure indietro) in alcune situazioni scappare dai mostri può essere un problema. Eppure queste imperfezioni del sistema di controllo alla fine contribuiscono proprio a rafforzare lo spirito del gioco (ovvero il desiderio di spaventarvi e procuravi ansia!!) .
La longevità è assicurata dalla vastità dell’avventura e da un livello di difficoltà tarato verso l’alto. Sebbene infatti i primi enigmi sono molto semplici, avanzando nel gioco incontreremo alcune situazioni abbastanza complicate. Anche i combattimenti con i nemici non sono all’acqua di rose vista la penuria di munizioni su cui potremo contare.










9.2

In definitiva un gioco da provare assolutamente. La sensazione di paura che si avverte giocando a Resident Evil infatti non sarà più riproposta da nessuno dei sui seguiti che pur migliorandone molti aspetti non riusciranno più a ricreare quell’inredibile sensazione di angoscia, preoccupazione e ansia che si avverte giocando a questo capolavoro firmato Capcom.




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