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Immagine di World War 3 | Recensione - L'erede spirituale (e gratis) di Battlefield?

Recensione

World War 3 | Recensione - L'erede spirituale (e gratis) di Battlefield?

Forse c'è ancora speranza per gli sparatutto online più tradizionali.

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Avatar di Marino Puntorieri

a cura di Marino Puntorieri

Editor @SpazioGames

Pubblicato il 31/12/2022 alle 16:35
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  • Pro
    • Divertente, immediato e frenetico fin da subito…
    • Tante bocche da fuoco e veicoli con le quali cimentarsi, tutte discretamente bilanciate
    • La maggior parte dei problemi tecnici sono stati risolti egregiamente
    • Una buona dose di contenuti pianificati per il prossimo futuro
  • Contro
    • … ma rischia di risultare fin troppo derivativo
    • Rimane qualche singhiozzo per animazioni e telecamera
    • Riuscirà davvero a mantenere questo smalto oltre i primi mesi di uscita ufficiale?

Il Verdetto di SpazioGames

7
World War 3 non inventa nulla nel panorama degli sparatutto online – anzi, a tratti rischia di sembrare fin troppo derivativo, ma a conti fatti diverte e si presenta con una struttura dal gunplay solido e immediato. La scelta di optare per la formula free-to-play riesce nell’intento di attirare i giocatori, permettendo al team di continuare a concentrarsi su piccoli e progressivi upgrade, fondamentali per continuare ad aggiustare il tiro e aumentare la qualità generale. Forse non sarà una rivelazione nel mondo degli sparatutto, ma potrebbe aver trovato la sua dimensione per elevarsi a piccola alternativa ai titoli ben più blasonati. Non ci resta che incrociare le dita per scoprire come sarà supportato nel lungo (lunghissimo?) corso.

Disponibile su: PC

Informazioni sul prodotto

Nel panorama degli sparatutto multigiocatore online è spesso difficile trovare qualche nuovo progetto interessante. Al netto del classico – e per certi versi controverso – confronto tra Call of Duty e Battlefield, si alternano negli anni numerosi titoli che provano a ripercorrerne le orme, senza però riuscire minimamente a eguagliarne i risultati.

Spesso le software house cercano di portare qualcosa più in linea alle mode del momento e, tra una deriva battle royale di troppo e la voglia di affermarsi in un mercato abbastanza saturo, sono ancora più rari i team che decidono di mantenere un’offerta online per il proprio sparatutto più tradizionale. Proprio per questo motivo World War 3 risulta un titolo così puro e semplice, tanto nelle intenzioni quanto nella struttura, da avere qualche piccola chance di conquistarsi un posto nel cuore degli sparatutto PvP più classici.

La visione del team di The Farm 51 riflette una filosofia di gioco in linea con le produzioni di DICE ed EA, nello specifico, ma in una formula free-to-play che potrebbe riuscire, nonostante alcuni limiti, ad attirare tutti quei videogiocatori non proprio soddisfatti dalla gestione (ve ne ho parlato come mio flop dell'anno qui) del recente Battlefield 2042.

Ma andiamo con ordine.

Guarda su

Guerra di massa

Una piccola premessa doverosa. World War 3 è, in realtà, un FPS online lanciato via Steam in early access nel lontano 2018, ma dopo una gestione abbastanza travagliata solo in queste settimane è stato pubblicato ufficialmente, in una versione che possiamo considerare a tutti gli effetti una 1.0.

Come è desumibile dal nome, si tratta di uno sparatutto multigiocatore che propone scontri online massivi tra squadre di massimo 40 giocatori, pronte a contendersi zone di conquiste nelle principali cornici europee. Non abbiamo alcuna storia da poter vivere e l’utente viene direttamente lanciato sul campo di battaglia digitale, in un’ipotetica e disastrosa Terza Guerra Mondiale che coinvolge le principali forze politiche in una lotta senza confini e dalla portata globale.

Fin da ciò si evince come possa rappresentare in tutto e per tutto un capitolo simile alla serie Battlefield, con molti punti in comune soprattutto con Battlefield 2042. La struttura alla base del gioco non può non incuriosire gli appassionati: merito di una formula semplice e free-to-play che rende WW3 estremamente accessibile in qualunque momento – anche se, per ovvi motivi, non risulti particolarmente originale.

World War 3 propone partite a obiettivi tanto divertenti quanto fluide e, nonostante debba tener conto della presenza di tanti giocatori su schermo, è impossibile non elogiare il level design delle varie mappe, ricche di snodi sensibili, ma mai eccessivamente dispersive. Si alternano, allora, scontri al chiuso tra corridoi e ampi saloni di imponenti edifici, guerriglia urbana tra strade dissestate e macerie di edifici o veicoli da utilizzare come ripari di fortuna.

In tutto e per tutto, insomma, si creano situazioni su schermo che non possono non ricordare una versione più concentrata delle mappe della serie creata da DICE e, considerando la necessità di spostarsi costantemente tra le varie aree da annettere per fare punti, si minimizza il rischio di percorrere lunghe tratte a piedi senza incontrare alcun nemico.

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Oltre alla modalità Conquista e suoi 40 giocatori su schermo – con tanto di veicoli – i giocatori possono optare per una modalità più rapida, che offre il classico deathmatch tra due squadre da dieci giocatori ciascuna. Anche in questo caso World War 3 mette in luce un divertimento sorprendentemente immediato, dove si apprezza la planimetria più piccola delle varie aree di gioco per favorire la prontezza dei riflessi dei giocatori.

Tattica e frenesia

Indipendentemente della scelta tra le due modalità di gioco, World War 3 offre un gunplay abbastanza soddisfacente e valorizzato da un time to kill estremamente basso, più in linea con quanto vissuto negli ultimi capitolo della serie di Call of Duty.

Una scelta che aggiunge una discreta dose tattica durante le partite visto che, indipendentemente dalla bocca di fuoco selezionata, bastano pochi colpi ben assestati per andare al tappeto. Il tutto, quindi, obbliga il giocatore a spostarsi con una certa cautela durante i round.

Il progetto però, lo segnaliamo, non è compatibile con i controller al momento e obbliga i giocatori a sfruttare tastiera e mouse come uniche periferiche di riferimento (a questo link trovate una soluzione ideale tramite Amazon).

Ovviamente World War 3 offre un ventaglio discretamente corposo di bocche da fuoco, tra fucili d’assalto, mitragliette, pistole e fucili da cecchino, e sarà necessario progredire con i classici livelli – macinando punti esperienza – per sbloccare armi e accessori tra i più variegati. Le stesse armi presentano feedback differenti e sorprendentemente fedeli a seconda di statistiche quali cadenza di fuoco, precisione o velocità di ricarica, e solo con i fucili da cecchino segnaliamo la necessità di ulteriori bilanciamenti, volti a contenerne l’eccessiva efficacia sul campo di battaglia.

Utilizzare il cecchino in World War 3, infatti, significa riuscire a eliminare l’avversario con un solo colpo nella stragrande maggioranza dei casi, indipendentemente dalla parte del corpo colpita. Siamo sicuri il team sia molto attento e scrupoloso nell’ascoltare i feedback della community di riferimento e, come successo in passato con i vari aggiornamenti, con alte probabilità saprà contenere ogni problema capace di creare situazioni frustranti in game.

Come ogni sparatutto degno di questo nome, The Farm 51 ha introdotto un Battle Pass in concomitanza con l’uscita dall’early access e siamo sicuri possa essere la giusta strada da seguire, di stagione in stagione, per continuare a proporre contenuti gratuiti. Il tutto, ovviamente, in parallelo ai tipici elementi a pagamento prettamente estetici, come successo in svariati titoli analoghi per operatori, skin delle armi o badge di riconoscimento.

Anche l'occhio vuole la sua parte

Ultimo, ma non per importanza, il comparto tecnico riesce a difendersi più che dignitosamente.

Siamo a conoscenza dei numerosi problemi ai server che hanno colpito il titolo durante questi anni, ma proprio per questo sorprende il lavoro di rifinitura effettuato per limitare al minimo i problemi in concomitanza all'uscita della Stagione 1 di World War 3. Abbiamo effettuato numerose partite, alternando le due modalità, senza registrare alcun blocco o bug problematico, se non qualche calo di frame durante le esplosioni più ravvicinate.

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Esteticamente il titolo riesce a catturare l’attenzione sia durante le sparatorie sia durante la perlustrazione, tanto delle aree al chiuso quanto di quelle all’aperto, e rimane il rammarico solo per l’assenza di una qualsivoglia distruttibilità dei vari elementi dello scenario. Mancanza sottolineata dall’impossibilità di interagire con gli elementi della mappa, persino con porte o finestre che rimangono aperte o sbarrate di default.

Da migliorare, invece, le animazioni dei vari commilitoni, così come la telecamera durante i game over e i respawn, a tratti troppo ballerina. Rimane, inoltre, da apprezzare la dose di elementi estetici introdotti per la personalizzazione del proprio operatore, ma a livello di texture dedicate il risultato rischia di risultare abbastanza anonimo; toccherà aspettare i prossimi aggiornamenti per avere qualcosa di più soddisfacente.

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