Ray Tracing, dalla promessa alla realtà

Con Nvidia RTX accendiamo le luci dei videogiochi

Speciale
A cura di Matteo Bussani - 20 Agosto 2019 - 9:00

Da quando a Gamescom 2018 abbiamo scoperto la nuova generazione di schede Nvidia il mondo della grafica ha vissuto una chiara evoluzione. Il passaggio da GTX a RTX ha significato molto nel processo di concepimento dell’illuminazione di una scena di un videogioco. Il Ray Tracing, che è una tecnologia fortemente realistica nella riproduzione di un fascio luminoso, grazie al chip Turing è stato inserito nella pipeline grafica in modo da consentirne l’applicazione in tempo reale. Da quel momento è stato inserito in sempre più giochi e nei relativi motori grafici, dando così la possibilità ai fortunati giocatori in possesso di una scheda Nvidia RTX di sfruttarne i benefici. Benefici che si trasformano in una migliore illuminazione globale derivante da oggetti in scena, totale riflessione e rifrazione data dalle superfici riflettenti, per un risultato che applicazione dopo applicazione mira all’ambito fotorealismo.

Nell’ambito di Gamescom, storicamente vicino a Nvidia, abbiamo avuto modo di vedere all’opera ben quattro titoli spinti dalla tecnologia RTX, tra vecchie glorie, imminenti arrivi e qualche insondabile sorpresa.

Minecraft, Call of Duty: Modern Warfare, Synced: Off-Planet e Watch Dogs Legion sono i quattro rappresentanti più illustri, tra le diverse novità. Assieme a Control che però abbiamo già visto e che scopriremo a breve con la recensione dedicata.

Minecraft

Minecraft con il Ray Tracing sembra una tech-demo disegnata apposta per dimostrare le potenzialità di questa tecnologia. Prendete il primordiale sistema di illuminazione del gioco, poi passate alla versione con Ray Tracing. Vi sembrerà di accendere le luci. Le ombre prendono vita, gli oggetti in scena diventano fonti luminose e l’acqua con la sua completa riflessione e rifrazione è talmente realistica da lasciare a bocca aperta. I dettagli potete trovarli in questa news dedicata. L’impatto è notevole perché il passaggio da una tecnologia all’altra è troppo evidente, e tutto ciò mantenendo completamente inalterata la natura di Minecraft, fatta di texture in bassa definizione, di cubi e poligoni elementari.
Ancora di più si sente il peso della nuova tecnologia in una versione modificata con texture in alta definizione. Il confronto tra le fronde low poly e l’illuminazione tecnicolor di cubi che potrebbero essere stati presi tranquillamente da una discoteca, aumenta l’effetto contrasto, trasformando in pochi tasti Minecraft in un potenziale software di rendering di architettura, in cubi e led. Vi consiglio di dare uno sguardo al trailer sotto per capire meglio quanto detto. Tra l’altro il passaggio netto da una illuminazione flat al Ray Tracing porta a capire realmente i benefici e gli elementi su cui lavora questa tecnologia, senza che sia filtrata da anni e anni di artifici che miravano a simularne gli effetti.

Synced: Off-Planet

Non lo aspettavamo, ma alla fine ci siamo trovati a provare anche una demo di un inaspettato titolo Tencent. L’onnipresente compagnia cinese, dopo anni di produzioni mobile e le zampate in aziende videoludiche sparse per il globo, ha deciso che fosse il momento di mettere in moto le potenzialità tecniche della sua compagnia con un titolo PC. Uno degli obiettivi di Synced è senza dubbio quello di cogliere l’ondata della tecnologia Ray Tracing e cavalcarne la diffusione, e la pubblicizzazione. Il gioco è un mix tra survival e shooter PvP, con una fase finale delle partite tipica delle modalità estrazione.

Ammettiamo che al momento il gioco applichi molto bene la tecnologia Ray Tracing per quanto riguarda le riflessioni delle superfici luminose e le pozze d’acqua, ma a livello di gameplay deve sicuramente trovare una sua strada più concreta. 
L’insieme di idee recuperate da generi e sottogeneri diversi non convince, ha un andamento del match confusionario. Il ritmo, i tempi, le dinamiche di gioco per il momento non sembrano sufficiente a giustificare lo sforzo tecnico e grafico attorno al gioco. Sicuramente c’è da raddrizzare un attimo il tiro per competere di questi tempi nella scena multiplayer.

Call of Duty: Modern Warfare

La rinascita di uno dei titoli più apprezzati di Activision e della serie Call of Duty passa anche tramite il multiplayer. Finalmente l’abbiamo provato nella modalità Gunfight: 2vs2 in mappe simmetriche ridotte ai minimi termini. Senza addentrarci nei meandri di una modalità molto frenetica, che si svolgerà su 5 mappe vi anticipiamo che funziona. Brilla sia per dinamismo sia come esercizio tecnico prima di un qualsiasi match.

Ciò che brilla di meno è l’applicazione del Ray Tracing. Ridotta a una questione di ombre, contribuisce al fattore drammatico del titolo, ma non più di tanto se volessimo darne un valore assoluto. Nella frenesia di Gunfight, poi, non si apprezza a dovere, anche passando un intero round alla ricerca dei punti critici del cambiamento. Il dubbio di un’applicazione nel Multiplayer poi si trasmette alla diversa applicazione tra mappa a mappa e tra giocatore e giocatore (a seconda della disponibilità di un PC con RTX) e potrebbe andare a definire una visibilità più o meno agevole a seconda della mappa e della partita. L’impatto sul framerate purtroppo, pur sottolineando lo stato di demo, è percepibile, e speriamo venga limato, perché il gioco fa della fluidità e della reattività i principali elementi del proprio gameplay. Sicuramente avrà un impatto maggiore nella modalità single-player a cavallo delle diverse ambientazioni di gioco, dove l’impatto drammatico di un’illuminazione realistica dovrebbe essere percepibile.

Watch Dogs Legion

Abbiamo chiuso la nostra avventura all’evento Nvidia con una breve visita alla zona dedicata a Watch Dogs: Legion. Il nuovo titolo di Ubisoft ha il compito di spingere un po’ più in là i confini raggiunti dalla serie. Al posto di un personaggio controlleremo un’intera legione ribelle, e giocheremo attraverso i suoi membri. Questa grossa novità in termini di gameplay si sviluppa parallelamente alle novità di carattere tecnico. Su tutte, per l’occasione ci è stata mostrata una demo ambientata a Camden, che sottolineava i miglioramenti dell’illuminazione, riscontrabili principalmente nelle riflessioni sulle superfici traslucide come i vetri delle auto e gli specchi d’acqua. L’ambientazione ricca di led e l’illuminazione notturna assumono tutto un altro aspetto dalla tecnica del Ray-Tracing che ha un impatto di una certa rilevanza, soprattutto in certi scorci.

Se il Ray-Tracing nel 2018 era una futura promessa per i videogiocatori, ora, uscita dopo uscita, sta diventando lo standard. La tecnologia rivoluziona riflessioni, rifrazioni e ombre, e su Minecraft dimostra in quanti campi possa fare la differenza, nonostante nei comuni motori di gioco con tutti gli artifici sviluppati negli anni per ambire al fotorealismo, sia efficace utilizzarla solo in alcune sue particolari forme e talvolta non rivoluzioni un’immagine già sofisticata. Per ambire a qualcosa di ancora più evoluto dovremo aspettare ancora un po’, visto che alcuni sviluppatori sentono i limiti della potenza offerta dalle attuali schede e aspettano le nuove generazioni per spingersi ancora più in là, lasciandoci in balia della curiosità.
Nvidia ci accoglie e ci saluta così in questa giornata di pre-apertura di Gamescom 2019, che si avvia a essere una fiera ben più accattivante di quanto gli ultimi anni ci avevano portato a sperare, tra conferenze di apertura, appuntamenti e tanti annunci.




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