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Quake Remastered è il souls degli FPS, oggi come ieri | Recensione

Il grande classico di id Software è tornato in una remaster per nostalgici.

All’inizio degli anni ’90, il mondo dei videogiochi fu stravolto dall’arrivo di un nuovo genere di titoli, una tipologia che all’epoca degli 8-bit era pressoché impossibile da realizzare: stiamo chiaramente parlando degli sparatutto in soggettiva.

Quake Remastered

Piattaforma:
PC, PS4, PS5, SWITCH, XONE, XSX
Sviluppatore:
id Software
Distributore:
Microsoft

Nel 1992, Wolfenstein 3D si impose infatti come il primo, vero FPS sviluppato da id Software, una piccola software house texana che di lì a poco sarebbe diventata una vera e propria istituzione nel campo degli shooter. Sì, perché con DOOM (uscito solo un anno dopo) gli sparatutto in soggettiva vennero letteralmente travolti da uno tsunami di azione e splatter, dando così ufficialmente il via a un filone di successo che a quasi trent’anni di distanza è ricordato ancora con particolare affetto da tutti i videogiocatori un po’ attempati.

Quake nacque proprio come costola del capolavoro di John Romero, interamente creato con un motore grafico tridimensionale ai tempi avveniristico (l’ormai preistorico Quake Engine).

Il gioco, uscito nel lontano 1996, fu di fatto il primo sparatutto di un certo peso a supportare gli acceleratori grafici su personal computer, senza contare che la colonna sonora fu composta nientemeno che da Trent Reznor, leader del gruppo musicale dei Nine Inch Nails. La musica rock e metal si legava armoniosamente alle macabre atmosfere di Quake, il tutto sposando un impianto di gioco che correggeva molte delle sbavature di DOOM e innestando il tutto in uno scenario dark fantasy surreale, arricchito da una quantità indefinita di elementi moderni (incluse le numerose armi a disposizione), il tutto senza contare un comparto multigiocatore ai tempi sorprendente e variegato come pochi, che permetteva fino a 16 giocatori di prendere parte a sfide senza un attimo di respiro.

Insomma, una gemma senza tempo che con gli anni ha purtroppo visto la sua luce spegnersi inesorabilmente. O forse no: dalla scorsa QuakeCon 2021 è stato confermato l’arrivo di Quake Remastered, versione riveduta e corretta del grande classico di id Software disponibile da subito anche su Xbox Game Pass.

No, non siamo nel '96.

Il ritorno di Quake

Questa edizione altri non è che la versione rimasterizzata con supporto 4K e widescreen del classico del ’96, ma con tutta una serie di migliorie grafiche non indifferenti (tra cui modelli poligonali riveduti e corretti, illuminazione dinamica, un filtro anti aliasing e molto altro ancora).

Il pacchetto include anche DLC inediti e non, come ad esempio l’espansione Dimension of The Machine. Immancabile anche la modalità multigiocatore, anche co-op, sia online che in rete locale. Ciliegina sulla torta, la possibilità di scaricare mod gratuite e missioni aggiuntive, oltre alla possibilità di usufruire del cross-play.

Insomma, un pacchetto di tutto rispetto che rende Quake Remastered degno di attenzioni. Quali sono però i motivi pratici che rendono il gioco un piccolo, grande classico riveduto e corretto in grado di meritare le vostre attenzioni come fosse la prima volta?

 

Iniziamo subito col sottolineare che Quake Remastered è il miglior modo per recuperare lo storico sparatutto di id Software. L’operazione di per sé ricorda quanto fatto con la trilogia originale di DOOM Classic uscita nel 2019, cosa questa che garantisce da una parte una fedeltà grafica unica ma che da un lato rischia di rimarcare l’anzianità di giochi sicuramente vetusti e che appartengono a una generazione del videogioco fin troppo lontana nel tempo.

La remaster di Quake, dal canto suo, non offre solo un comparto tecnico rinnovato, ma mette sul piatto anche tutta una serie di contenuti mai visti prima: la campagna originale, composta dai quattro episodi base, è stata infatti resa ancora più grande e corposa grazie all’inclusione di nuovi livelli sviluppati dal ben noto team di sviluppo MachineGames (autori di Wolfenstein The New Order, Old Blood, New Colossus e Youngblood).

Le due espansioni già note sono Scourge of Armagon e Dissolution of Eternity mentre quelle incluse per l’occasione sono Dimension of the Past e l’inedita Dimension of the Machine. Il tutto, senza contare che gli sviluppatori hanno lasciato aperta la porta per quanto riguarda la possibilità di installare mod realizzate dai fan oltre alla possibilità di mettere mano a un “piccolo” classico come Quake 64, ossia l’edizione del gioco per l’indimenticata console Nintendo a 64-bit uscita alla fine degli anni ’90.

Ciliegina sulla torta, questa versione celebrativa per i 25 anni dalla nascita del franchise vede l’inclusione straordinaria di un celebre livello realizzato da John Romero in persona ma che era stato tagliato dall’edizione finale del gioco (la leggenda narra che lo spazio all’interno del floppy disc originale non fosse abbastanza). E2M6: the Dismal Oubliette – questo il nome dello stage bonus – può quindi essere finalmente goduto nella sua veste ufficiale.

Lo stile di Quake è inconfondibile.

A livello di gioco giocato, il titolo id Software è uno sparatutto in soggettiva d’altri tempi, lontano (per non dire lontanissimo) dalla concezione moderna del genere inaugurata dal primo Half-Life e proseguita poi con l’originale Halo, ossia shooter “sporcati” pesantemente dall’elemento esplorativo e narrativo.

Quake Remastered appartiene invece alla cosiddetta “vecchia scuola” degli FPS, giochi in cui i riflessi e la capacità di prendere la mira (riuscendo contempo ad evitare i colpi degli avversari tramite lo spostamento laterale noto come strafe).

Proprio tenendo in considerazione le rigide meccaniche di gioco tipicamente anni ’90, questa nuova edizione del classico shooter di Romero è rapportabile – con le dovute differenze, sia chiaro – a un soulslike in soggettiva, in cui l’apprendimento del level design (spesso davvero contorto e labirintico) va di pari passo a dei nemici realmente aggressivi e in grado di mandarci all’altromondo in men che non si dica.

Senza contare una quantità di armi davvero notevole ed entrata nell’immaginario comune, tra cui l’ascia, il fucile a singola canna, la tradizionale doppietta, due sparachiodi, il lanciarazzi, il lanciagranate e il Thunderbolt in grado di scagliare raggi di energia in grado di trapassare i muri.  Insomma, uno sparatutto puro – anzi, purissimo – in grado di far vibrare le giuste corde emozionali per tutta la durata dell’esperienza.

Grafica, sonoro e comparto multigiocatore

Su console PlayStation 5, tecnicamente questa nuova edizione di Quake si presenta come una versione “ripulita” del gioco uscito 25 anni fa. Il supporto per la risoluzione nativa 4K e la frequenza di aggiornamento a 120Hz arriverà a breve, sebbene il supporto del controller wireless DualSense – grazie al feedback aptico, ai grilletti adattivi e alla mira con il movimento tramite giroscopio – renda il gioco più interessante rispetto all’edizione base giocata con mouse e tastiera.

Ovviamente, è importante ricordare che si tratta di un gioco tecnicamente obsoleto (com’è giusto che sia), ragion per cui non aspettatevi uno sfarzo next-gen che per forza di cose non troverete in questa riedizione del vecchio classico.  Della soundtrack è quasi del tutto inutile parlare, visto che le tracce composte da Reznor rappresentano non solo la colonna sonora perfetta per un gioco del genere, oltre ad essere anche e soprattutto un incentivo non indifferente per spolpare ogni anfratto e angolo del gioco, anche il più nascosto, al fine di continuare a godere di un comparto musicale dannatamente immersivo.

Cari, vecchi FPS del secolo scorso.

Impossibile dimenticare il comparto multigiocatore, che in questa rimasterizzazione ritorna con le modalità online e in locale, e con il cross-play abilitato su tutte le piattaforme su cui il gioco è disponibile. I classici Deathmatch Arena per un massimo di otto giocatori si trasformano dal primo istante in sanguinose battaglie in cui saremo letteralmente travolti da proiettili, razzi ed esplosioni, facendoci tornare in un lampo nei gloriosi anni novanta.

La possibilità di recuperare medikit, armature ed altri power-up in grado di dotarci di abilità temporanee come l’immortalità o l’immunità dall’acido, chiudono il quadro di un videogioco tanto tradizionale quanto heavy metal.

Com’è la versione Switch di Quake Remastered?

La nuova versione di Quake è disponibile anche su console Nintendo Switch, una versione in grado di tenere testa alle concorrenti specie per via di una grafica migliorata con risoluzione massima possibile di 1080p in modalità docked e 720p in portabilità, il tutto in grado di reggere senza troppi problemi i 60 fotogrammi al secondo costanti (ad eccezioni di qualche piccolo calo nelle situazioni più concitate) e con la possibilità di mirare con il giroscopio della console.

Considerando anche la presenza di motion blur, anti-aliasing e illuminazione dinamica, oltre a modelli poligonali dei nemici totalmente ripuliti come per le edizioni disponibili sulle altre piattaforme, anche la versione Switch di Quake Remastered guadagna il plauso incondizionato.

Versione testata: PS4/PS5 – Nintendo Switch

Se volete gettarvi nella mischia con uno sparatutto in soggettiva altrettanto valido e adrenalinico come pochi, recuperate DOOM Eternal a prezzo davvero speciale.

8,4

Quake Remastered

Piattaforme: pc, ps4, ps5, switch, xone, xsx
Quake è tornato in una versione tirata a lucido, in grado di conservare tutto il fascino del titolo uscito nei lontani anni '90, ma con tutta una serie di piccoli accorgimenti (anche e soprattutto grafici) in grado di fare la differenza. Certo, si tratta in ogni caso di un gioco "vecchio", ma è pur sempre encomiabile il tentativo di Bethesda di riportare in auge una serie ingiustamente dimenticata dai più. Sperando quindi che questa Remastered sia solo il primo accenno del grande ritorno sulle scene del franchise di Quake.

Pro

  • Azione d'altri tempi
  • Level design perfetto
  • Colonna sonora strepitosa

Contro

  • Resta sempre e comunque un gioco del '96
8,4