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Prinny Presents NIS Classics Volume 3 | Recensione

Due titoli poco conosciuti di cui in pochi sentivano la mancanza

Esattamente come Square Enix, NIS America si è proposta di pescare a piene mani dal suo sterminato catalogo di vecchi successi per riproporli alle nuove generazioni di videogiocatori, ed in particolare a quelli appassionati di giochi di ruolo e strategici.

Prinny Presents Nis Classics Volume 3

Piattaforma:
PC, SWITCH
Genere:
gioco-di-ruolo
Data di uscita:
2 Settembre 2022
Sviluppatore:
NIS America
Distributore:
NIS America

Dopo il discreto successo dei primi due volumi, ecco giungere allora Prinny presents Nis Classics Volume 3, raccolta pubblicata per adesso solo su PC e Switch (versione da noi testata) che comprende due titoli assai poco conosciuti dell’epoca PS2 e PS1, ovvero La Pucelle Ragnarok e Rhapsody: A Musical Adventure.

Varrà la pena fare un ennesimo tuffo nel passato della software house nipponica? Non vi resta che continuare a leggere per scoprirlo.

Rhapsody: A Musical Adventure

Inizialmente pubblicato sulla prima PlayStation, quando la NIS che conosciamo era agli albori, Rhapsody narra la storia di una piccola orfana (come leggerete in seguito, la software house nipponica deve avere qualcosa contro i genitori, che muoiono immancabilmente in tutti i suoi titoli) che finisce a vivere in un piccolo villaggio con il nonno e che trova il suo principe azzurro quando meno se lo aspetta.

Determinata a farlo suo, la nostra eroina si metterà alla prova con tantissime attività differenti pur di vincere il torneo che determinerà la consorte dell’amato Ferdinand.

I più inossidabili nostalgici tra i nostri lettori potranno apprezzare schermate come questa, ma solo loro.

La semplicità del level design, il morbido livello di difficoltà ed una direzione artistica particolarmente infantile e colorata tradiscono immediatamente la natura del prodotto, probabilmente pensato per iniziare nuove leve al genere degli strategici a turni, pietra miliare della produzione di NIS nel corso della sua lunga carriera.

A livello di gameplay non ci sono particolari spunti da segnalare: le mappe su cui si svolgono le battaglie sono sorprendentemente piccole se comparate a quelle di tutti gli altri strategici a turni targati NIS, il ritmo degli incontri casuali spazia dal tollerabile all’irritante a seconda delle zone visitate nel gioco e l’inclusione di un combat system di questo tipo sembra sposarsi maluccio con la semplicità e la scarsa profondità generali.

Non è un caso se entrambi i titoli successivi di questo franchise minore, ovvero il port per DS di questo stesso titolo ed il seguito diretto, abbiano modificato il sistema di combattimento per avvicinarsi maggiormente ai classici RPG a turni che sono sempre andati per la maggiore nella tradizione nipponica.

Chiude il cerchio la totale assenza di una mappa durante le fasi di esplorazione dei dungeon, che, complice un level design basilare e il riutilizzo massivo di asset uguali a loro stessi, rende spesso difficile orientarsi all’interno dei labirinti del gioco.

A tratti, e senza voler sminuire il lavoro di alcuno, Rhapsody assomiglia maggiormente ad un prodotto degli anni d’esordio di Gust che non ad un gioco di ruolo più maturo di quelli che hanno reso famosa NIS nel corso della sua recente storia videoludica.

Rhapsody è il più basilare dei due titoli compresi nel pacchetto

Alla luce di queste considerazioni, a cui si aggiunge un character design fin troppo kawaii per i consueti standard di Nipponi Ichi Software, l’inclusione del titolo in questa raccolta rimane un mistero, se non in quanto memorabilia di tempi andati e che speriamo non tornino più per la software house nipponica.

La Pucelle Ragnarok

Dei tanti destini che potrebbero capitare a due fratelli orfani, quello di entrare a far parte di un’associazione segreta della Chiesa che assolda giovani menti per combattere le forze demoniache sembrerebbe il meno probabile.

Eppure, nel mondo di La Pucelle Ragnarok, le probabilità contano poco, ed è per questo che i due protagonisti si ritrovano invischiati in una battaglia più grande di loro – che però il team di sviluppo, lo stesso che avrebbe poi dato vita al franchise Disgaea, si guarda bene dal prendere troppo sul serio, in piena tradizione NIS.

Stiamo parlando di un titolo che per moltissimi versi sembra una build pre-pubblicazione del primo titolo della succitata, e più famosa, serie: le uniche novità da segnalare in quanto a dinamiche di gioco sono rappresentate dalla possibilità di purificare i demoni nemici, spingendoli talvolta ad unirsi ai nostri stessi ranghi, e quella di sigillare dei portali demoniaci, scatenando reazioni a catena lungo tutta la mappa in maniera non troppo dissimile da quanto accade con i Geo Panel nella serie Disgaea.

Da segnalare anche la possibilità di portare a termine ognuno dei capitoli di cui è composto il gioco in almeno due maniere differenti, alcune delle quali includono anche la possibilità di saltare a più pari dei combattimenti qualora si siano soddisfatti certi requisiti durante l’avanzamento.

L’assenza della meccanica di lancio dei personaggi, uno dei capisaldi del gameplay della serie Disgaea, non si avverte più di tanto, e, complice uno stile grafico molto simile alla saga succitata, si potrebbe pensare di stare giocando ad uno dei numerosi spin-off pubblicati nel tempo, con tutto ciò che ne consegue in termini di familiarità ma anche di profondità dell’esperienza.

Quantomeno questa versione vede l’aggiunta di tutti gli extra già goduti nel porting per PSP di un decennio or sono: abbiamo quindi un paio di nuovi personaggi reclutabili, una manciata di tracce ri-arrangiate per venire incontro alla sensibilità (e agli standard audio) dell’attuale generazione di console e l’introduzione del viaggio rapido, unica feature “moderna” di un gameplay altrimenti squisitamente vecchia scuola.

Non moltissimo, considerando che queste rimangono le uniche aggiunte rispetto ai titoli originali (Rhapsody non è stato altrettanto fortunato) e che il prezzo richiesto è di circa venti euro a gioco per le versioni digitali, che salgono a trenta qualora si optasse per quella fisica.

A conti fatti, e nonostante non sia paragonabile a livello qualitativo ai titoli della serie Disgaea, La Pucelle Ragnarok rimane il titolo forte del pacchetto, quello maggiormente convincente tanto a livello contenutistico quanto per la fluidità delle meccaniche di gioco di base.

Gli anni passano

Una caratteristica che accomuna entrambi i titoli, e che non rende loro giustizia in alcun modo, è la difficoltà, in taluni frangenti, a capire in maniera intuitiva come avanzare lungo la trama principale: il più delle volte parlare con tutti gli NPC a disposizione (in alcuni casi almeno un paio di volte) ha risolto il problema, ma non sempre, durante le oltre trenta ore dedicate ai due prodotti, siamo stati tanto fortunati, con conseguente abbondanza di momenti morti, che hanno influito negativamente sui ritmi di gioco, già non trascendentali di loro.

Molto gradita, invece, la presenza della doppia traccia audio inglese e giapponese, che consente di immergersi nelle atmosfere molto orientali di entrambi i giochi; meno l’assenza, comunque attesa, della localizzazione nella nostra lingua, che potrebbe ergersi come una barriera insormontabile per i meno avvezzi alla lingua d’Albione.

Gli extra, invece, sono ridotti all’osso, se si esclude la consueta, e sempre apprezzabile, edizione fisica, cui si faceva riferimento poc’anzi: ci si limita a qualche galleria di immagini ed un paio di filtri che aiutano a rendere meno granulosa l’immagine su televisori dalla diagonale generosa.

Audio in inglese o giapponese e sottotitolazione solamente in inglese, badate bene!

Ciò detto, la modalità portatile di Nintendo Switch rimane di gran lunga la migliore per godere dei titoli, in quanto non solo è quella più vicina alle basse risoluzioni native originali, ma consente di non concentrarsi troppo sui particolari, che sono giocoforza uno dei punti deboli di questa riedizione.

Bene, ma questo lo davamo sinceramente per scontato vista l’età dei titoli inclusi nella raccolta, dal punto di vista delle performance: non abbiamo riscontrato cali di frame rate, bug significativi o crash di alcun tipo, e l’impatto sulla batteria di Switch di entrambi i titoli è davvero trascurabile, rendendo questa collezione perfetta per un viaggio particolarmente lungo.

Come e più dei titoli che li hanno preceduti nelle due raccolte a tema Prinny già sul mercato, insomma, La Pucelle e Rhapsody sentono il peso degli anni dal punto visivo, e sicuramente risulteranno un pugno nell’occhio per le nuove generazioni, e passare sopra alla grafica primitiva è una delle conditio sine qua non necessarie per godere di quanto di buono comunque c’è in questi titoli a livello di gameplay.

Per il futuro prossimo, speriamo che la qualità dei titoli selezionati migliori, e con essa l’impegno da parte della software house giapponese nel proporli al nuovo pubblico nella loro miglior veste possibile.

Versione recensita: Nintendo Switch

6,1

Prinny Presents Nis Classics Volume 3

Piattaforme: pc, switch
Con la quasi totalità dei titoli del franchise Disgaea, il miglior episodio della saga di Fire Emblem, Triangle Strategy ed il venturo remake di Tactics Ogre, la libreria di giochi di ruolo strategici a turni disponibili per Nintendo Switch è una delle più ricche e sfaccettate sul mercato console, e, alla luce di questo, sembra proprio non esserci ragione altra che la nostalgia per optare invece per questa Prinny Presents NIS Classics Volume 3. Parliamo difatti di una compilation di due giochi piuttosto basici, decisamente più accessibili di tutti i loro congeneri succitati ma anche molto meno profondi, curati e generosi in quanto ad offerta ludica. Se foste alla ricerca di un SRPG entry level, tanto per difficoltà quanto per meccaniche di gioco, e disposti anche a passare sopra ad una presentazione piuttosto superata allora potreste fare un pensierino a questi due vecchi titoli. Altrimenti, la console ibrida di mamma Nintendo ha molto di meglio da offrire, magari anche ad un prezzo migliore.

Pro

  • Accessibili anche ad un pubblico di neofiti
  • Titoli difficili da reperire nelle altre versioni pubblicate

Contro

  • Due titoli indiscutibilmente minori del catalogo NIS
  • Gameplay basico e piuttosto datato in entrambi i casi
  • Non sempre chiaro come avanzare nella trama principale
  • Versioni digitali piuttosto costose
6,1