Pokémon Mystery Dungeon: Rescue Team DX – Provato

Il team di soccorso Pokémon è tornato!

PROVATO
A cura di Nicolò Bicego - 13 Gennaio 2020 - 12:00

Pokémon Direct del 9 Gennaio ha portato con sé qualche sorpresa. Se era infatti lecito aspettarsi novità sull’imminente applicazione Pokémon Home, e se era probabile l’annuncio di corposi update per gli ultimi titoli della serie principale, pochi avrebbero scommesso sulla presenza di un nuovo Pokémon Mystery Dungeon. In particolare, questo Pokémon Mystery Dungeon: Rescue Team DX è un remake dei primi titoli usciti in questa sotto-serie, Red Rescue Team e Blue Rescue Team, usciti rispettivamente su Game Boy Advance e Nintendo DS nel lontano 2006 (rilascio europeo). È la prima volta che Nintendo decide di rivisitare un titolo della serie che non appartiene alla serie principale. Con una buona dose di curiosità, dunque, complice la bontà dei titoli originale e del più recente Super Mystery Dungeon, ci siamo tuffati nella demo disponibile su Nintendo eShop.

Chi sono io?

La storia di Pokémon Mystery Dungeon: Rescue Team DX riprende in pieno, almeno per quanto abbiamo avuto modo di vedere, la narrativa dei due capostipiti. Il giocatore si risveglia infatti nel mondo dei Pokémon, perdendo le sue fattezze umane e assumendo i panni di una delle famose creature, senza alcun ricordo del passato.

In apertura del gioco, dovremo rispondere ad alcune domande, che porteranno il gioco ad assegnarci un Pokémon tra quelli disponibili; in caso non fossimo soddisfatti di quello assegnato, potremo decidere di scegliere in completa autonomia il nostro alter ego virtuale (noi abbiamo optato per Totodile). Una volta fatta questa scelta, saremo catapultati nel mondo dei Pokémon, che è profondamente diverso da quello che siamo abituati a vedere attraverso gli episodi della serie principale: qui possiamo infatti vedere una vera e propria società fatta di Pokémon.

Pokémon Mystery Dungeon: Rescue Team DX – Provato

Parliamo di un mondo che, di recente, è stato afflitto da numerosi disastri, avvolti in un fitto mistero. Al nostro risveglio, incontreremo un nostro amico Pokémon (anch’esso può essere scelto nella fase iniziale, noi abbiamo puntato sulla nostalgia con Bulbasaur). Poco dopo ci troveremo ad assistere a un Butterfree in difficoltà dopo aver perso il figlioletto: starà proprio a noi e al nostro amico aiutarla, dando così vita, in modo ancora non ufficiale, al nostro Rescue Team.

E questo ci porta, finalmente, al cuore del gioco: con il nostro Rescue Team, che andrà ad infoltirsi nel corso dell’avventura, dovremo accettare e completare missioni, aiutando i numerosi Pokémon presenti nel mondo di gioco e cercando di scoprire il mistero che si cela dietro i disastrosi eventi che hanno colpito questo pacifico universo.

Pokémon Mystery Dungeon: Rescue Team DX – Provato

Nella demo abbiamo modo di giocare tre missioni, che ci presentano la struttura di gioco – tipica dei dungeon crawler. Dovremo muovere i nostri Pokémon all’interno di dungeon fatti di numerosi piani, sconfiggendo nemici e raccogliendo tesori. Chi ha già familiarità con la serie Mystery Dungeon saprà di cosa stiamo parlando: per tutti gli altri, potrebbe essere straniante approcciare un gioco così diverso dai “classici” titoli Pokémon, ma siamo sicuri che dopo qualche momento vi sentirete subito a casa.

I Pokémon sono dotati delle loro mosse storiche, possono salire di livello e diventare più forti mano amano che proseguiamo nell’avventura. Tutto come lo ricordavamo, insomma. Quindi cosa c’è di nuovo in questa versione DX?

Pokémon Mystery Dungeon: Rescue Team DX – Provato

La squadra di soccorso torna, ma in alta definizione

Ovviamente, il primo cambiamento che salta all’occhio riguarda l’aspetto esteriore di questo Mystery Dungeon: Rescue Team DX. I titoli originali erano usciti su Game Boy Advance e Nintendo DS, e se mostravano un comparto tecnico di tutto rispetto per il portatile a 32-bit di casa Nintendo, gli anni passati hanno dato modo al team di Spike Chunsoft di rivedere da capo il titolo.

Così, Mystery Dungeon DX è davvero bello da vedere: i modelli dei personaggi sono convincenti, così come la realizzazione delle ambientazioni. Tutto senza alcun calo di frame rate, anche nei dungeon. La parte che più ci ha colpiti è forse lo stile delle ambientazioni, che sembrano essere state dipinte a pastelli. Inizialmente i modelli tridimensionali dei personaggi possono cozzare un po’ con le ambientazioni, ma dopo poco tempo i due stili cominciano ad amalgamarsi e il risultato è più piacevole di quanto possa sembrare ad una prima occhiata.

Oltre alle novità tecniche, ci sono anche altre novità riguardanti il gameplay. Innanzitutto, dai titoli più recenti è stata implementata la possibilità di migliorare le proprie mosse; inoltre, sono disponibili alcune funzioni (come il movimento automatico) volte a migliorare l’esperienza del giocatore, andando incontro, in particolar modo, ai nuovi arrivati.

Pokémon Mystery Dungeon: Rescue Team DX – Provato

La demo ci ha consentito di gustare soltanto un breve assaggio al gioco, ovviamente, dunque staremo a vedere quanto profondamente gli sviluppatori saranno andati a trasformare il loro titolo. Vale anche la pena ricordare che uno degli aspetti negativi degli originali risiedeva nella loro longevità: siamo quindi impazienti di scoprire se, con questi rifacimenti, si sia riusciti o meno a porre rimedio al problema. Per adesso, sicuramente, sono riusciti a catturare il nostro interesse.

- Comparto tecnico rivisto a dovere
- Ancora divertente e carismatico

Per la prima volta, Nintendo ha deciso di dare una svecchiata ad un titolo spin-off della serie Pokémon, e questa demo ci ha fatto capire perché. Pokémon Mystery Dungeon: Rescue Team DX mantiene inalterato il carisma dei suoi capostipiti, trasportandoli nel presente da un punto di vista tecnico grazie ad un irresistibile comparto estetico fatto di colori a pastello.

La demo ci ha divertiti e ci ha lasciati con la voglia di scoprire quali modifiche gli sviluppatori hanno portato al resto dell’avventura. Vi consigliamo di scaricarla, considerando anche che i dati saranno poi trasferibili nel gioco completo. Per adesso è tutto, ma rimanete sintonizzati in attesa della recensione.




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