Planet Zoo, dagli animali all’educazione nel nuovo gestionale di Frontier

Dai creatori di Planet Coaster un nuovo gestionale corposo e costruito con cura

ANTEPRIMA E3 2019
A cura di Valentino Cinefra - 4 Luglio 2019 - 12:09

Tra i tanti appuntamenti dell’E3 2019 abbiamo avuto modo di assistere ad una demo di Planet Zoo, nuovo gestionale di Frontier Developments. Un nome ed uno studio sviluppo che non sarà nuovo agli appassionati del genere, perché proprio Planet Coaster rappresentava un gestionale di quelli vecchio stile, molto stratificato e dedicato principalmente ai nostalgici di un tipo di videogioco che sta scomparendo col tempo.

Planet Zoo rappresenta una bella sfida per lo studio, stando al racconto degli sviluppatori britannici. Se, da un lato, la scala generale diminuisce rispetto alla gestione di un parco divertimenti, in questo caso Frontier ha dovuto lavorare molto più intensamente per quanto riguarda i dettagli. Dalla gestione dei dipendenti dello zoo, ai visitatori, ed ovviamente gli animali, sui quali è stato fatto un lavoro davvero notevole su moltissimi aspetti.

Lo zoo dei sogni

L’obiettivo che Frontier vuole raggiungere per primo con Planet Zoo è quello di creare degli animali che risultino in tutto per tutto vivi e realistici. Per fare ciò, nel titolo ci saranno dei pattern di comportamento del tutto dinamici ed imprevedibili, ma più che plausibili, per gli animali, regolati da una miriade di caratteristiche che il giocatore dovrà tenere sotto osservazione. Tra queste ci sono ovviamente le necessità, che siano di cibo, benessere fisico ma anche psicologico nell’attenzione ad inserire gli animali in habitat consoni. Ogni animale nello zoo avrà bisogno di uno specifico quantitativo di terra, erba o acqua, con varie tipologie diverse delle stesse, e costruire la zona dello zoo adatta a lui è uno dei compiti più importanti. Il benessere deriva anche dal cibo ovviamente, ma tra i tanti fattori da gestire c’è anche la componente della possibile sterilità di un animale, fondamentale per garantire la nascita di nuovi cuccioli all’interno dello zoo che cresceranno in maniera del tutto naturale.

Oltre ai comportamenti relativi ai bisogni, gli animali ci sono sembrati molto vivi a prescindere. Si muovono, reagiscono ed interagiscono tra di loro in maniera del tutto naturale, dai comportamenti più banali come l’espletamento delle funzioni corporee fino all’interazione con gli ambienti e le strutture dello zoo. Nella demo abbiamo assistito a come le strutture per far giocare i cuccioli attraggano le differenti specie in modo del tutto diverso, ad esempio.

A questo proposito, in Planet Zoo la vostra struttura potrà essere costruita con una cura per il più minimo dettaglio. Gli edifici, ad esempio, non vengono costruiti in blocco, ma vanno edificati muro per muro, fino agli interni. Le strutture per gli animali, come un percorso in legno per le scimmie, allo stesso modo non saranno degli oggetti unici, ma delle costruzioni totalmente personalizzabili dal giocatore.

Tra le dinamiche comportamentali c’è ovviamente quella del branco, con tanto di maschio alpha per ogni gruppo di animali, che in Planet Zoo viene fedelmente riproposta con grande cura ed attenzione, grazie al corposo studio che Frontier ha fatto per raggiungere l’obiettivo di cui sopra. Ci saranno molte specie presenti nel gioco, dai mammiferi ai rettili con tanto di struttura di terrari dedicati, ed ognuna di esse segue delle regole precise ed uniche rispetto agli altri.

Sono previsti animali nel vostro zoo per animali?

Se Planet Zoo ci è sembrato molto curato per quanto riguarda la gestione degli animali, dove è stato fatto un lavoro notevole anche per l’estetica, con tanto di pigmentazione, peli, macchie o squame che siano riprodotte con una curia maniacale (le macchie dei cuccioli di giraffa di cui sopra, ad esempio, emuleranno la genetica e saranno costruite prendendo quelle dei genitori), non da meno è tutta la parte relativa allo zoo come struttura di intrattenimento.

Prima di tutto è necessario gestire il personale dello zoo. Ogni addetto avrà una sua routine, dei compiti, ovviamente delle capacità, e per quanto riguarda le risorse dello zoo sarà necessario sviluppare e ricercare nuovo cibo, tecniche di allevamento, ma anche nuovi elementi edificabili da inserire nella struttura, e così via. Le strutture a loro volta dovranno essere avulse dall’itinerario dei visitatori, così da non rovinare la vista di coloro i quali verranno a vedere gli animali nei loro habitat ricostruiti: un altro dei tanti meccanismi all’interno di Planet Zoo, che va ad inficiare ovviamente sul gradimento dei visitatori, quindi sulla reputazione e sui guadagni finali della struttura. È anche possibile, ad esempio, installare dei cartelloni educativi per chi viene in visita, sempre per lasciare un’impressione positiva ai visitatori.

Planet Zoo necessita quindi di una grande attenzione. Ci sono tante cose da tenere in considerazione durante la partita, dalle tante necessità di ogni animale, passando per la funzionalità della struttura ed infine il benessere dei visitatori. In quest’ultimo caso ci sono banalmente anche le strutture gastronomiche, nonché tutta la gestione del trasporto per gli ospiti, nel caso passino all’interno di una riserva più grande ed abbiano bisogno di una caddy car per visitare tutto quanto. Un gestionale corposo, costruito con cura e dedicato ai videogiocatori più nostalgici che hanno fame di videogiochi così complessi.

Planet Zoo uscirà il 5 novembre 2019, e dalla prima demo dell’E3 2019 siamo già abbastanza convinti della solidità del lavoro di Frontier. Il lavoro fatto sugli animali, dall’estetica a tutte le dinamiche comportamentali, ci è sembrato soddisfacente, frutto di un grande studio da parte del team che ci è stato confermato anche durante la chiacchierata post-demo. Ad un gameplay quindi da gestionale abbastanza classico si aggiungono tante altre feature dedicate allo staff dello zoo, alle loro competenze ed a ciò che lo zoo può offrire ai visitatori in termini ricreativi e formativi. Ad accompagnare il gioco ci sarà anche una corposa campagna fatta di scenari da “risolvere”, così da prendere confidenza con il titolo gradualmente.




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