Pillars of Eternity II Deadfire Ultimate Edition: si gioca di ruolo anche su console – Recensione

Un porting che lascia soddisfatti

Recensione
A cura di Gianluca Arena - 28 Gennaio 2020 - 15:00

Un anno e mezzo e tre espansioni dopo, rieccoci ad analizzare il seguito di uno dei giochi di ruolo più influenti degli ultimi anni, quel Pillars of Eternity con il quale Obsidian ha dimostrato che non solo c’è ancora spazio nel mercato per i cosiddetti CRPG, ma anche che nuove schiere di giocatori, oltre ai nostalgici, sono pronte ad imbracciare mouse e tastiera (o un pad, in questo caso) per perdersi in mondi fantastici.

Pillars of Eternity II Deadfire Ultimate Edition (d’ora in poi PoE II per brevità) giungerà mercoledì su PS4 e Xbox One, e nel corso dell’anno anche su Nintendo Switch: vediamo insieme quanto è buono il lavoro di porting e cosa c’è di nuovo in questa versione.

Dentro fino al collo

Avendo portato a termine l’avventura principale in occasione della nostra recensione PC, e avendo anche giocato tutti i contenuti scaricabili post lancio che Obsidian e Versus Evil hanno reso disponibili nel tempo (Beast of Winter, The Forgotten Sanctum e Seeker, Slayer, Survivor), avevamo accarezzato l’idea di dedicarci alla versione console di PoE II solamente per una decina di ore, ovvero il tempo che reputavamo necessario per saggiare la bontà del porting dal punto di vista tecnico e l’adattamento dei controlli al pad.
Illusi.

Pillars of Eternity II Deadfire Ultimate Edition: si gioca di ruolo anche su console – Recensione

Al momento di redigere questo pezzo abbiamo abbondantemente superato la trentina di ore, dopo aver creato un personaggio sufficientemente differente dal precedente per giustificare un secondo viaggio ad Eora.
Considerando che è passato solamente un anno e mezzo dalla nostra prima avventura nelle lande ideate dai ragazzi di Obsidian, che avevamo dedicato già circa ottanta ore al gioco base e ai DLC e, soprattutto, che il nostro backlog è sconfinato, questo testimonia la bontà del lavoro della software house californiana.

Le premesse narrative sono le medesime della versione PC, che si configurava come un seguito diretto del capostipite, pur non chiudendo la porta a coloro i quali non lo avessero giocato: a cinque anni dagli eventi del primo gioco, in concomitanza con il prepotente risveglio del dio della luce, il nostro Osservatore viene ridotto in fin di vita, ma salvato da un altro dio, Berath, che però lo vincola a se stesso con un patto.
Il nostro, dopo aver visto la fortezza di Caed Nua, faticosamente ricostruita nel primo capitolo, ridotta in frantumi come un biscotto, dovrà scoprire, per conto del dio della morte, quali sono le reali intenzioni di Eothas, seguendo la scia di morte e devastazione che il risorto dio si lascia alle spalle.

Pillars of Eternity II Deadfire Ultimate Edition: si gioca di ruolo anche su console – Recensione

La prima delle destinazioni di questo lungo pellegrinaggio è l’arcipelago di Deadfire, luogo mistico dove il sottotesto fantasy della trama si incrocia con il piratesco: nonostante l’abuso dei topoi legati a questo immaginario negli ultimi anni (Assassin’s Creed Black Flag, Rogue, il secondo episodio di Risen e il più recente Sea of Thieves, solo per citare i primi titoli che ci vengono in mente), la narrativa mantiene la freschezza e la profondità che hanno caratterizzato tanto il predecessore quanto tutte le altre opere di Obsidian, indiscussa maestra in quest’ambito.

Complice l’inclusione dei già citati DLC, che aggiungono nuove linee narrative, nuovi personaggi non giocanti e location inedite, anche su console la scrittura è eccellente, dai dialoghi apparentemente più banali fino alla trama nel suo complesso. Chi ha già giocato prima uno dei prodotti firmati Obsidian (da Neverwinter Nights 2 a Fallout New Vegas, passando per il recente The Outer Worlds) non si stupirà, mentre i neofiti si troveranno invischiati in una ragnatela narrativa dalla quale non vorranno più uscire.

Per questi ultimi, il consiglio è di prendersela comoda, senza tralasciare alcun dialogo né alcuna quest secondaria: anche gli scambi di battute apparentemente più banali possono nascondere sorprese, e la qualità di alcune delle missioni facoltative, che è possibile anche mancare del tutto, è elevata almeno quanto quella della storyline principale, se non di più.

Pillars of Eternity II Deadfire Ultimate Edition: si gioca di ruolo anche su console – Recensione

A turni o in tempo reale?

Rispetto alla nostra precedente recensione, la novità più grossa di questa edizione console (ma che, in realtà riguarda anche la versione PC, che ha ricevuto una patch esattamente dodici mesi or sono), è l’introduzione, da parte del team di sviluppo, della possibilità di scegliere se adottare il consueto sistema di combattimento in tempo reale (con pausa tattica e con l’intelligenza artificiale dei compagni ampiamente programmabile) o una inedita versione a turni.

Nonostante i cosiddetti “puristi” non siano impazziti di gioia all’annuncio, effettivamente senza precedenti in ambito CRPG, da parte nostra abbiamo trovato estremamente azzeccata la trovata di Obsidian per almeno un paio di buoni motivi: prima di tutto, banalmente, perché non c’è nulla di obbligatorio, e fornire una scelta in più al pubblico riteniamo sia sempre una mossa vincente.
Secondariamente, il nuovo sistema a turni, pur rallentando vistosamente il ritmo a cui si fruisce di PoE II, ingentilisce una curva d’apprendimento abbastanza ripida per quanti non fossero abituati alla velocità e al tatticismo di questo genere di prodotti: poter pianificare con tutta calma le proprie mosse successive non rende il gioco una passeggiata, ma diminuisce sensibilmente la sensazione di urgenza, consentendo anche ai giocatori meno esperti di ottimizzare risorse, punti magici e range di attacco.

Pillars of Eternity II Deadfire Ultimate Edition: si gioca di ruolo anche su console – Recensione

La nuova turnazione rende più facile proteggere gli incantatori e dominare il campo di battaglia attenendosi scrupolosamente a un piano prestabilito, senza che la rapidità dello scontro si imponga su tutto il resto, eliminando dall’equazione la difficoltà legata al seguire i movimenti di tutti i membri del party nel medesimo istante.
Certo, chi è cresciuto con il sistema classico in tempo reale potrebbe faticare a digerire queste modifiche, assai più impattanti di quanto non sembri inizialmente, ma la possibilità di scegliere è nondimeno benvenuta, sebbene diluisca forse eccessivamente, soprattutto nei dungeon più densi di combattimenti, i ritmi di gioco.

A parte questa (fondamentale) aggiunta, il gameplay loop è identico a quello visto su PC ai tempi del debutto: dinanzi agli occhi del giocatore console si dischiude lentamente un gioco che non si vergogna affatto di far passare più tempo a leggere che a combattere, inondandolo di quest secondarie che possono essere risolte (come d’altronde molte di quelle principali) senza alcuno spargimento di sangue, affidandosi al proprio carisma e all’eloquenza.
In questo caso, come per altri esponenti recenti (dal predecessore a Torment Tides of Numenera, passando per i due Divinity), parliamo di titoli che si ispirano direttamente a quelli sviluppati con Infinity Engine a cavallo del millennio, molti dei quali hanno fatto la storia del medium videoludico e del genere di riferimento: tanti tra i componenti del team di sviluppo di PoE II hanno lavorato ad uno o più di quei titoli, e non c’è quindi da stupirsi se i ritmi e le meccaniche di gioco ricalcano quelli di quell’epoca d’oro.

Pillars of Eternity II Deadfire Ultimate Edition: si gioca di ruolo anche su console – Recensione

La domanda, piuttosto, è se e quanto queste dinamiche di gioco si adattino al pubblico console e al controllo tramite pad, ma è una domanda retorica, a ben pensarci, perché PoE II non è il primo esponente della categoria a sbarcare su console: proprio facendo tesoro dei feedback ricevuti dall’utenza, i ragazzi di Obsidian hanno affinato l’interfaccia utente, che continua a fare ampio uso dei menu radiali ma consente di risparmiare qualche clic rispetto a quella vista con il primo capitolo.
Certo, il paragone con l’accoppiata mouse/tastiera rimane ingeneroso, ma l’impressione è che si sia fatto il massimo per traslare la grande quantità di menu e rendere il più indolore possibile la transizione in essi e il micromanagement, elemento essenziale del gameplay del titolo.

Il risultato è che, pad alla mano, l’ultima fatica Obsidian risulta perfettamente godibile in ogni suo risvolto, senza che i controlli ne intralcino la godibilità né che altre caratteristiche importanti nel passaggio da PC (come la grandezza dei font e i tempi di caricamento) risultino adattati frettolosamente.
Gli unici a cui continueremmo a consigliare la versione PC rispetto a questa sono coloro che posseggono un PC gaming di fascia alta, se non altro perché il prezzo di quella versione è sensibilmente inferiore al momento di redigere questo pezzo.
Nondimeno, tanto gli utenti PS4 quanto quelli Xbox One (con la versione Switch che si farà attendere qualche altro mese) dovrebbero prendere in considerazione l’acquisto.

Pillars of Eternity II Deadfire Ultimate Edition: si gioca di ruolo anche su console – Recensione

Versione migliore?

Giocando su Xbox One X, e in considerazione del fatto che la nostra precedente recensione era stata effettuata utilizzando un PC di fascia media, il passo avanti è evidente: dall’illuminazione alla stabilità del frame rate, che veniva messo alla prova soprattutto in occasione delle battaglie navali, la versione per l’ammiraglia Microsoft di PoE II soddisfa sotto tutti i punti di vista.

Merito della medesima, stupefacente direzione artistica, della varietà di ambientazioni, corroborata dai tre contenuti aggiuntivi compresi nel pacchetto, e, soprattutto, dell’imponente lavoro di ripulitura cui il titolo è andato incontro nel corso dei mesi successivi al lancio, di cui gli utenti console possono beneficiare sin dall’inizio, senza il bisogno di patch aggiuntive.
La versione di Unity utilizzata per questo porting è un’evoluzione non solo di quella vista due anni fa, ma anche di quella che diede i natali anche al primo Pillars of Eternity nel 2015: gli ambienti tridimensionali, gli effetti di illuminazione e le esplosioni durante le battaglie, le animazioni dei personaggi e la modellazione poligonale sono tutti enormemente migliorati, pur nell’ambito dei limiti di un motore grafico versatile e scalabile, ma non dei più performanti.
Ma in PoE II, come in tutti i giochi targati Obsidian, anche il comparto tecnico è asservito alla narrazione, e, da questo punto di vista, è impossibile lamentarsi di elementi fondamentali per la storyline come il doppiaggio, la colonna sonora e gli effetti sonori, che ci è sembrato si siano giovati tutti del passaggio da PC a console, anche se, come sottolineato, c’è una certa forbice tra il PC della recensione di due anni or sono e Xbox One X.

Al netto della piattaforma utilizzata, comunque (non abbiamo avuto modo di testare il gioco né sulle due macchine Sony né su Xbox One base), il lavoro di porting è encomiabile, non avendo riscontrato bug inediti né particolari problemi di glitching, se non quello (annoso, ma inevitabile) delle compenetrazioni tra modelli poligonali, comunque mai impediente.
In altre parole, pur non consigliando questa versione a coloro i quali avessero già spolpato il gioco su PC, non possiamo che insignire questo porting del titolo di migliore versione possibile di PoE II, quantomeno a livello meramente tecnico.

+ Una marea di contenuti
+ Narrativa da applausi
+ Combat system flessibile ed adatto a tutti
+ Ottimo adattamento al gamepad...
- ...ma tastiera e mouse rimangono inarrivabili per comodità

8.5

Come accaduto anche in occasione del porting del primo capitolo, il passaggio da PC a console di Pillars of Eternity II Deadfire è stato pressoché indolore, grazie a un buon adattamento al pad e a una grande cura per la riproposizione e il miglioramento del materiale di partenza. A livello contenutistico e narrativo, poi, la creatura di Obsidian non teme davvero confronti: tra quest principale, centinaia di missioni opzionali eccellentemente scritte e i tre contenuti scaricabili post-lancio, ci si può perdere ad Eora anche per un centinaio di ore. Impossibile, allora, non consigliare questa versione a tutti gli amanti dei giochi di ruolo, così come a chi, incuriosito dal genere, voglia avvicinarvisi per la prima volta.




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