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Persona 3 Portable | Recensione Switch – Non la versione definitiva, ma un JRPG da non perdere

Persona 3 Portable vive una nuova giovinezza: lo abbiamo preso in analisi su Nintendo Switch.

Ci sono voluti quasi sei anni dal lancio sul mercato, ma alla fine tutti i milioni di appassionati della console ibrida Nintendo potranno giocare a due tra i più acclamati giochi di ruolo giapponesi di sempre, ovvero Persona 4 Golden e Persona 3 Portable.

Persona 3 Portable

Piattaforma:
SWITCH
Genere:
gioco-di-ruolo
Data di uscita:
19 Gennaio 2023
Sviluppatore:
Atlus
Distributore:
Koei Tecmo

Proprio di quest’ultimo, proveniente dalla ricca libreria della mai troppo compianta PSP, ci occuperemo in questa sede, soffermandoci più che altro sulla conversione per Switch e sulla presenza di eventuali miglioramenti esclusivi per il pubblico della grande N.

Spoiler: ce ne sono pochissimi, ma il gioco vale lo stesso la candela.

Sperduti nel Tartarus

Sebbene siano passati dodici anni dalla versione portatile (e oltre sedici da quella originale), la recensione dell’epoca che potete rinvenire sulle nostre pagine risulta ancora attuale, visto che questo port non contiene né materiale inedito né modifiche di sorta tanto al comparto ludico quanto a quello narrativo: se siete quindi dei neofiti completi della serie o dei capitoli precedenti al quinto, non possiamo che rimandarvi a quelle righe per avere un’idea più completa di cosa aspettarvi.

Sappiate che questo terzo capitolo, pure oggi meno considerato rispetto ai due che l’hanno seguito, affinando ulteriormente la formula, ha un’importanza storica capitale, visto che fu il primo a dare la svolta alla serie, fin lì molto diversa in quanto a meccaniche di gioco ed accessibilità, soprattutto nella sua revisione FES, uscita su PS2.

Sebbene chi vi scriva adori ancora oggi i tre capitoli che hanno preceduto Persona 3 (il due aveva una doppia versione, una delle quali non giunse mai in Europa, peraltro), è a partire da questo capitolo che tanti elementi divenuti oggi capisaldi del franchise furono introdotti – ed è da qui che i toni maturi iniziarono ad alternarsi con una celebrazione a tutto tondo della vita moderna giapponese e della cultura pop contemporanea, a partire dalle meravigliose colonne sonore.

Se non per la bontà delle dinamiche di gioco o della storia, allora, Persona 3 Portable andrebbe recuperato da chi ha amato Persona 5 anche solo per tornare alle radici di quel successo strabiliante, che non sarebbe stato possibile senza questo brillante passaggio intermedio.

L’incipit ricorda quello di Persona 4 e 5, con un protagonista che funge da pagina bianca, appena trasferitosi dall’esterno in una realtà locale, con il non facile compito di inserirsi e costruire da zero nuovi legami e nuove storie: ben presto le cose si faranno serie e i toni risulteranno un riuscitissimo compromesso tra quelli maturi e a tratti brutali della serie fin lì e quelli leggermente più scanzonati visti ad Inaba prima ed a Tokyo poi.

Yukari è adorabile!

Nonostante basti una veloce ricerca in rete per venire a conoscenza della storia, non vi faremo il torto di anticiparvi alcunché – e vi consigliamo di intraprendere il viaggio a digiuno di nozioni così da godervi al massimo l’ottima narrativa ed un cast di personaggi che non potrà che rimanere scolpito a lungo nella vostra memoria.

Oggi come ieri

Persona 3 Portable eccelle ancora oggi nel dipingere le paturnie, i dubbi, gli spunti e le riflessioni di un adolescente, l’impegno necessario per portare a termine l’anno scolastico con profitto senza trascurare lo sport, le amicizie, la famiglia, l’amore, e finanche un lavoretto part-time.

Quello che molti adulti ricordano come “il periodo più bello della vita”, è in realtà anche uno dei più difficili, e pochi giochi come quelli della serie Persona riescono a catturarne l’essenza, rimanendo dei videogiochi di ottima qualità nel processo.

A dispiacere, in un quadro di assoluta eccellenza dal punto di vista del combat system e del complesso e profondo sistema di gestione e fusione dei demoni, sono allora le limitazioni a cui la versione PSP fu soggetta per via dello scarso spazio di archiviazione del supporto UMD, ovvero il taglio dei meravigliosi filmati in stile anime della versione PS2 e la libera esplorazione degli ambienti di gioco, sostituita da assai più umili menu.

Anche i robot hanno un'anima, e Aigis ne è ulteriore dimostrazione

Se all’epoca queste non rappresentavano altro che piccole concessioni nel grande schema di un port che aveva del miracoloso, viste le ridotte capacità tecniche della console portatile Sony, oggi, nel 2023, e in contemporanea con il lancio di Persona 4 Golden (che offre entrambe le feature qui assenti, ma ne parleremo a breve), la loro mancanza si nota ancora di più, e lascia un po’ di amaro in bocca perché forse, dopotutto, questa non è ancora la versione definitiva di Persona 3 che il pubblico attendeva.

Gli amanti delle visual novel, genere molto rappresentato ed apprezzato sulla console ibrida Nintendo, si troveranno immediatamente a loro agio, ma quelli dei JRPG non potranno non avvertire un senso di staticità, soprattutto qualora giocassero questo terzo capitolo dopo i due che lo hanno seguito.

Eppure niente di tutto questo cambia il fatto che Persona 3 Portable è un eccellente miscuglio di più generi videoludici, un gioco di ruolo profondo, longevo, ben scritto e divertente da giocare, che ha la sola colpa di far parte di uno dei franchise qualitativamente migliori della recente storia videoludica, all’interno del quale qualsiasi titolo verrebbe oscurato al netto dei propri pur enormi meriti.

Toni e bestiario si avvicinano molto alla serie madre

Peraltro, a differenza dell’osannato quarto capitolo, P3P può vantare un elevato tasso di rigiocabilità, garantito tanto dalla compresenza di due protagonisti, ognuno dotato di differenti opzioni romantiche, quanto dalla generazione casuale dei livelli del Tartarus, l’abnorme dungeon che costituisce la spina dorsale del versante puramente ludico della produzione.

E preparatevi a grindare un bel po’ qualora foste a caccia del trofeo di platino: per elargirvelo, Persona 3 Portable richiede di finire il gioco due volte, una per ognuno dei protagonisti selezionabili.

Si poteva fare di più, ma va bene anche così

La presentazione non è al livello di Persona 4 Golden o del port di Persona 5 Royal apprezzato solo qualche mese fa, ma rimane sopra la media a livello artistico – vista la bontà delle talking head e lo stile che permea tutta la produzione  – anche a livello di prestazioni.

Se, infatti, la trasposizione uno ad uno della versione PSP potrebbe non causare salti di gioia tra i più severi tra i possessori di Switch (che trovate su Amazon), va detto che il rovescio della medaglia è rappresentato dal perdurante mantenimento dei 60 fps in ogni frangente, che garantisce una fluidità notevole alle fasi di esplorazione del Tartarus e ai combattimenti, che pure rimangono a turni.

Direzione artistica: la stai facendo bene.

Segnaliamo anche l‘innalzamento della risoluzione delle texture, tempi di caricamento significativamente accorciati rispetto alla versione PSP ed un codice immacolato, privo di bug o problematiche di sorta – tutti elementi che giocano a favore di questa riproposizione, ma che oggi tendiamo a dare per scontati quando analizziamo prodotti di questo tipo.

Volendo fare i pignoli, le aggiunte a questa versione (ma il discorso è identico per tutte le versioni in uscita nei giorni scorsi, quindi non limitato solo a Switch), le uniche, vere aggiunte sono rappresentate da una funzione di salvataggio rapido, essenziale quanto vitale, e dalla possibilità di selezionare la difficoltà prima di intraprendere il viaggio, potendola poi modificare in corso d’opera qualora non la si trovi adatta alle proprie capacità.

Quest’ultima feature risulta particolarmente importante per i neofiti in questo terzo episodio, quello più vicino ai primi due anche in termini di brutalità del livello di sfida, impegnativo già al livello pre-impostato e ancor di più innalzandolo a difficile.

Ogni personaggio principale ha la sua Persona

A conti fatti, era probabilmente lecito sperare in qualche aggiunta in più, eppure a controbilanciare dei port così essenziali ci sono un prezzo di lancio assolutamente abbordabile, soprattutto se comparato alla vastità dell’offerta contenutistica del titolo, e la possibilità di mettere finalmente le mani su un titolo rimasto troppo a lungo prigioniero di una piattaforma oggi difficile da reperire per mille motivi.

A questo si aggiungono delle performance impeccabili su Switch in entrambe le modalità, una colonna sonora strepitosa, che non è invecchiata di un singolo giorno nonostante i quasi diciassette anni intercorsi dal debutto, e la localizzazione nella nostra lingua, da non sottovalutare vista la quantità di testo inclusa e l’idiosincrasia di molti videogiocatori nostrani con la lingua inglese.

Versione recensita: Nintendo Switch

Persona 3 Portable

Piattaforme: switch
Non fatevi abbagliare solo dalla lucentezza aurea del miglior gioco della ludoteca di PSP: il nostro unico consiglio è di giocare a Persona 3 Portable prima di Persona 4 Golden e di Persona 5 Royal, che gli sono entrambi superiori di diverse spanne. Solo così facendo potrete apprezzare, nonostante qualche limitazione di troppo derivata dalla natura portatile dell'uscita originaria, la scrittura, i personaggi, il sistema di combattimento, la longevità, la colonna sonora. Tutti questi pregi verrebbero fuori in ogni caso, beninteso, ma la strabordante qualità dei due titoli successivi, portati su Switch in formati maggiormente invitanti per le nuove generazioni, potrebbe parzialmente oscurare quanto di buono c'è in questo terzo episodio, vero spartiacque per il franchise e base fondante di tutti i Persona che verranno.

Pro

  • Storia e personaggi indimenticabili
  • L'archetipo dei Persona moderni
  • Sistemi di combattimento e fusione dei demoni di alto livello
  • Rigiocabile
  • Strepitosa colonna sonora

Contro

  • Non è ancora la versione definitiva di Persona 3
  • Mostra un po' gli anni se confrontato ai due capitoli che lo hanno seguito