Panzer Corps 2 – Recensione

La guerra secondo Flashback Games

Recensione
A cura di Daniele Spelta - 14 Marzo 2020 - 12:06

In questo marzo carico di pezzi da novanta c’è spazio anche per un nome caro ai vecchi generali da tastiera, quelli cresciuti negli anni ’90 con Panzer General, Steel Panter e Close Combat. Stiamo parlando di Panzer Corps 2, erede spirituale della tradizione made in Strategic Simulation e di cui avevamo assaggiato il potenziale già in sede di anteprima. Dopo ore passate lungo i principali scenari della Seconda Guerra Mondiale, possiamo dire che ci avevamo visto giusto e il titolo di Flashback Games – pubblicato da quella fucina di strategia che risponde al nome di Slitherine – è semplicemente uno dei migliori wargame in circolazione.

Fate la guerra

Stiamo parlando di un genere decisamente complesso, fatto di turni lenti e ragionati, prodotti di nicchia estremamente polarizzanti: o li ami o semplicemente ne ignori l’esistenza. La distanza con il giocatore medio – scusate per la brutta etichetta – è spesso dovuta ad un’eccessiva austerità, fatta di fredde schermate e numeri che sbucano da ogni angolo dello schermo. Al contrario, Panzer Corps 2 si rivela molto più vicino agli standard moderni e abbandona la grafica in 2D del precedente capitolo. Mosso dal solido Unreal Engine, il titolo ha una componente visiva appagante e i modelli sono ricreati nel dettaglio, con i particolari che risaltano ad ogni zoom ravvicinato. Non aspettatevi effetti degni di un Company of Heroes, ma siamo almeno un paio di passi in avanti rispetto alle solite caselle esagonali e agli antiquati sprite immobili.

Panzer Corps 2 – Recensione

Discorso leggermente differente per l’interfaccia. L’UI è un elemento fondamentale in un gioco così complesso e ricco di sfaccettature – e quella di Panzer Corps 2 in alcuni frangenti pecca di chiarezza. I menù sono eleganti, in un click hai subito a disposizione tutte le unità da schierare, le loro caratteristiche e gli obiettivi, con tanto di visuale tattica dall’alto. Le difficoltà iniziano quando sono coinvolti numerose pedine e si fa fatica a distinguere al volo le fazioni, la tipologia delle truppe e basta un click fuori posto per spostare ad esempio un bombardiere al posto di un Tiger, solo perché entrambi sostavano sulla stessa casella. Per fortuna c’è l’antidoto e gli errori possono essere cancellati sfruttando il tasto undo, il più prezioso degli alleati in questi casi. Può sembrare un’aggiunta di poco conto, ma è in questi dettagli che Panzer Corps 2 rivela la sua natura di wargame finalmente al passo coi tempi.

La modernità traspare anche dalle numerose opzioni che anticipano le cinque campagne alla guida della Wehrmacht, dall’invasione della Polonia e della Russia, fino alla marcia nell’Africa del Nord. Oltre ad impostare il livello di difficoltà, la complessità della partita viene determinata dalla presenza o meno di un limite per i turni, della nebbia di guerra che può avvolgere le truppe o anche tutto il terreno o, ancora, dalla necessità dei rifornimenti per tenere attivi i battaglioni.

Panzer Corps 2 – Recensione

La libertà di personalizzazione prosegue anche all’avvio della campagna ed aumenta scenario dopo scenario. Grazie ai bonus e malus attribuiti al proprio alter ego – ad esempio vantaggi per i carri o per le ricognizioni ed effetti negativi per i rinforzi o per l’esperienza accumulata – e grazie alla presenza di circa un migliaio di unità, si ha la percezione di determinare in ogni singolo aspetto l’andamento degli scontri, una partita a scacchi fatta di trincee, blitzkrieg, capovolgimenti di fronte e accerchiamenti: la quintessenza di ogni wargame.

Le possibilità infinite di Panzer Corps 2

È difficile elencare qui nero su bianco tutti i fattori che lavorano all’unisono in Panzer Corps 2. Per far capire le infinite possibilità del titolo vi raccontiamo quindi lo svolgimento di uno scenario ambientato lungo le coste norvegesi. Tranquilli, è impossibile fare spoiler visto che non c’è traccia di una narrativa e si segue in modo (quasi) fedele il percorso dell’esercito tedesco. Ecco il nostro resoconto.

Per conquistare i porti scandinavi e giungere fino alla capitale abbiamo dovuto innanzitutto spostare i carri, l’artiglieria e la fanteria fino al porto, da lì caricarli su mezzi anfibi e trasportarli dall’altra parte del mare – operazione complicata vista la presenza di sottomarini, postazioni fortificate e bombe scagliate da biplani. Occorreva quindi il supporto aereo e navale e almeno un paio di teste di ponte per chiudere a tenaglia le difese norvegesi. Era inoltre fondamentale trovare una base in territorio nemico, un punto cruciale individuato nell’aeroporto in cui spostare tutta la forza aerea altrimenti incapace di raggiungere gli estremi di una mappa vasta e ricca di insidie.

Panzer Corps 2 – Recensione

Spazzata via la resistenza sulla spiaggia era giunto il momento di risalire verso la conquista degli obiettivi, disposti però agli antipodi e con i turni che iniziavano pericolosamente a scarseggiare. Lo step successivo erano quindi le infrastrutture come le ferrovie e le strade, unico modo per allungare le linee, ma anche direttrici facili da difendere. La soluzione? Incudine e martello, fuoco di sbarramento con l’artiglieria pesante mentre le agili truppe a cavallo superavano le aspre montagne per tagliare i rifornimenti e le vie di comunicazione agli avversari.

Questo è un piccolo assaggio e abbiamo solo scalfito la superficie, visto che ogni match propone sempre qualcosa di nuovo e occorre rivedere le proprie tattiche di continuo al cospetto di una AI capace di mettere alle strette anche i veterani. Panzer Corps 2 è infatti il classico titolo easy to learn but hard to master. Le truppe vengono spostate con un semplice click, un’operazione che in realtà nasconde un’infinità di variabili, dalla conformazione morfologica al clima, passando ovviamente per le caratteristiche delle unità. Parlando di queste ultime, abbiamo apprezzato la scelta utilizzata dagli sviluppatori in sede di costruzione degli eserciti.

Questione di pedine

Similmente a quanto accade in Steel Division, ogni pedina ha il suo costo e necessità di un certo numero di slot, una quantità crescente in base alla sua potenza. Questa soluzione evita i fastidiosi effetti valanga, con le missioni finali che diventano delle semplici passeggiate a causa di risorse infinite e battaglioni composti solo da pesanti Tiger. Osservando da vicino le unità abbiamo però notato qualche stranezza, non tanto per un bilanciamento che ci è parso ottimo, quanto proprio per il numero di slot necessari: perché un Panzer II J richiede lo stesso spazio di un gruppo di granatieri? Sono chiaramente dei dettagli che non compromettono il risultato finale e che possono essere tranquillamente aggiustati con qualche patch correttiva.

Panzer Corps 2 – Recensione

Parlando di contenuti e di futuro, Panzer Corps 2 arriva sul mercato con un’offerta decisamente ricca, con le cinque campagne suddivise in decine di scenari e che seguono percorsi differenti a seconda delle scelte del giocatore, aumentando in tal modo la rigiocabilità. A corollario del pacchetto ci sono poi alcune delle battaglie iconiche della Seconda Guerra Mondiale e anche uno strumento di editor per creare delle missioni personalizzate. Per ora il vero protagonista è l’esercito tedesco, ma è facile aspettarsi dei pacchetti aggiuntivi nei prossimi mesi che allargheranno gli orizzonti sui vari teatri insanguinati tra il ’39 e il ’45.

+ Graficamente molto piacevole
+ Totale libertà nella personalizzazione degli eserciti
+ Molte opzioni per regolare il tasso di sfida
+ Semplicemente un ottimo wargame
- UI non sempre chiara e leggibile
- Qualche dubbio sul bilanciamento delle unità

8.5

Gli amanti dei wargame non possono lamentarsi in questo ultimo periodo. Nel 2019 hanno arricchito la loro collezione con Unity of Command II, nome accanto al quale trova spazio Panzer Corps 2, esempio di come dovrebbe essere un gioco sì complesso e difficile, ma anche più accondiscendente verso l’utenza moderna e refrattaria alle rigidità tipiche del genere. Non fatevi però ingannare dalla grafica al passo coi tempi, perché il titolo di Flashback Games e Slitherine ha ben poco da invidiare ai grandi classici e propone una sfida degna anche per i generali più esperti.




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