Panzer Corps 2, il fascino della guerra – Provato

Panzer Corps 2 ha tutte le carte in regola per diventare una pietra angolare nel mondo dei wargame

PROVATO
A cura di Daniele Spelta - 30 Gennaio 2020 - 10:25

Anche se virtuali, gli stivali di un gerarca dell’esercito nazista sono sempre scomodi. Vivo questa sensazione da sempre e questo sentimento si acuisce in Panzer Corps 2, erede spirituale del capostipite Panzer General e in arrivo il prossimo 19 marzo. Sin da questa prova preliminare, il wargame a turni a firma di Flashback Games evidenzia la sua voglia di distaccarsi dai rigidi canoni imposti dal genere – e la prima vera novità risiede negli elementi quasi da RPG.

Una dubbia morale

La campagna alla guida della Wehrmacht, dall’invasione della Polonia nel settembre del 1939, passando per l’Operazione Barbarossa, lo sbarco in Africa e la difesa delle coste italiane, lascia qui spazio a un breve assaggio fatto di qualche scenario sparso lungo i confini orientali, occidentali e del nord.

Panzer Corps 2, il fascino della guerra – Provato

Iniziando la partita, la prima cosa che viene richiesta è la creazione dell’avatar, in cui associare il proprio nome alla foto di un generale teutonico: è chiaramente solo un gioco, ma personalmente mi sono trovato in seria difficoltà davanti a questa scelta. Questa fase permette inoltre di selezionare svariati bonus e malus con cui personalizzare l’esercito, un’operazione dalle forti ricadute strategiche e che aumenta la rigiocabilità degli stessi scenari. Il fattore umano entra in gioco anche tra una missione e la successiva, quando viene data la possibilità di potenziare un’unità attraverso l’utilizzo di un eroe. Ancora una volta, sempre in mia modestissima opinione, trovo complicato l’utilizzo della parola eroe per descrivere chi ha contribuito ad infiammare l’Europa dal 1939 al 1945.

Un wargame finalmente moderno

Al di là di questo approccio “disimpegnato” al lato ruolistico, Panzer Corps 2 si presenta già da ora come un wargame solido e che sa il fatto suo, capace di far parlare tradizione e modernità, la complessità e l’immediatezza. Prima ancora che per i suoi sistemi di gioco, Panzer Corps 2 colpisce per l’aspetto estetico, stranamente contemporaneo e piacevole quando si parla di strategici così di nicchia. I freddi esagoni del precedente capitolo e le sgraziate icone di carri e fanteria lasciano così spazio a modelli in 3D finemente dettagliati e mossi dal solido Unreal Engine, capace anche di regalare un’effettistica tutto sommato più che decente e con prestazioni stabili anche in questa build. La pulizia estetica e la maniacalità con cui sono state disegnate le unità – basta eseguire uno zoom ravvicinato per accorgersene – sono inoltre accompagnate dalla ottima leggibilità delle mappe, con gli scenari che in un colpo di mouse passano dalle tre dimensioni a una veduta in 2D dall’alto, con tutte le informazioni tattiche ben segnalate.

Panzer Corps 2, il fascino della guerra – Provato

Al contrario, l’interfaccia è ancora legata al passato e non brilla per chiarezza, con i menù e le informazioni riguardanti le truppe e le caratteristiche del terreno non sempre ben disposti e immediati. Ovviamente si sta parlando di una versione anticipata e tutti questi piccoli inconvenienti possono essere corretti senza troppe difficoltà, ma l’UI allo stato attuale necessità di parecchi ritocchi: perché le unità nemiche non sono ben evidenziate? Perché i danni subiti ed inferti non sono contraddistinti con i classici rosso e verde? Come si scrutano e bloccano le linee di rifornimento nemiche?

Qualità e quantità

Tutti questi dubbi, con ogni probabilità, verranno fugati anche grazie al tutorial, modalità assente in questo test. Senza nessun preliminare, siamo stati così gettati nel bel mezzo della prima missione, accompagnato solo da un rapido briefing e da una spiegazione sugli obiettivi primari e secondari da conquistare. Forse proprio per questo alone di mistero abbiamo subito avvertito il feeling con le raffinate meccaniche di gioco e con la tattica di Panzer Corps 2, che non fatichiamo a definire come la famosa altra metà della mela rispetto all’ottimo Unity of Command II.

Panzer Corps 2, il fascino della guerra – Provato

Se quest’ultimo si incentra sulla gestione dei rifornimenti e sulla coesione del fronte, il titolo di Flashback Games mette in secondo piano questi concetti in favore di una maggior libertà di manovra. A determinare la vittoria è dunque la capacità di isolare il nemico, di compiere rapidi blitzkrieg e di individuare i punti deboli nello schieramento avversario utilizzando le ricognizioni aeree. Il risultato è raggiunto soprattutto grazie all’enorme mole e varietà di unità a disposizione – circa un migliaio nella versione 1.0 – suddivise fra fanteria, pesanti Panzer, veicoli da ricognizione, artiglieria e, ovviamente, velivoli.

Lungo tutto il corso della campagna, si gestisce un unico esercito e si viene così a creare un invisibile legame tra noi generali da tastiera e gli avatar digitali disposti sullo scacchiere. Missione dopo missione le unità mutano, ottengono nuova esperienza e sono integrate dagli indispensabili rinforzi, da acquistare spendendo i punti prestigio guadagnati con le conquiste. Con un sistema che ricorda quello già visto con la serie Steel Division, ogni unità ha un costo e occupa un determinato numero di slot, un limite massimo imposto agli eserciti: dei semplici Brukenpioniere occupano ad esempio solo uno spazio, un SdKfz da ricognizione ne richiede due e per un pesante Panzer 38 ne sono necessari tre. Insomma, il più classico dualismo fra quantità e qualità, due vie differenti e altrettanto valide date al giocatore per portare a termine le missioni. Attualmente, c’è solo qualche dubbio sul bilanciamento, con dei bombardieri che ad esempio occupano meno slot rispetto ai granatieri.

In divenire

Queste prime battute, fra qualche accorgimento per l’UI e un paio di bug che hanno costretto a ricorrere a un salvataggio precedente, lasciano intuire quale sia la dote principale di Panzer Corps 2: la libertà di approccio. Gli obiettivi sono ben definiti, ma non c’è mai un’unica strada per completarli, tutte le unità sono altamente personalizzabili e, attraverso numerose opzioni, l’esperienza può essere plasmata a piacere, togliendo magari il limite dei turni, variando l’impatto della nebbia di guerra o gestendo il livello di difficoltà grazie alle cinque opzioni presenti.

Infine, lasciano ben sperare anche i contenuti, con una road map che comprende numerosi scenari e campagne, integrati da un editor che garantirà una varietà pressoché infinita. Qualche interrogativo invece sui futuri DLC, pacchetti aggiuntivi che probabilmente – e in modo numeroso – andranno a coprire gli altri settori del conflitto.

+ Si prospetta un solidissimo wargame
+ Totale libertà al giocatore
+ Eserciti vari e che garantiscono più approcci tattici
+ Graficamente valido
- Dubbi sulla UI
- Da verificare l'impatto dei DLC

A circa due mesi dalla sbarco sul mercato, Panzer Corps 2 si presenta già in ottima forma. C’è ancora qualche incertezza e il wargame appare acerbo in un paio elementi – soprattutto l’UI – ma nulla che sollevi troppi dubbi sulle buone premesse trapelate da questo faccia a faccia.




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