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Outriders e quella voglia di essere unico: a tu per tu con il Technomancer | Provato

Sciamani iper-tecnologici e scontri in trincea nel terzo hands-on dello sparatutto sci-fi.

Il nostro penultimo incontro con Outriders risale allo scorso giugno, in occasione di un hands-on che ci ha lasciati soddisfatti e vogliosi di un ulteriore confronto con lo sparatutto/RPG di People Can Fly. Sì, perché lo studio polacco ha dimostrato di aver realizzato un concept solidissimo, che seppure non brilli per originalità ha saputo distinguersi dai vari Destiny e The Division.

Piattaforma:
PC, PS4, PS5, XONE, XSX
Genere:
gioco-di-ruolo, sparatutto
Data di uscita:
Sviluppatore:
People Can Fly
Distributore:
Koch Media

Ecco dunque arrivare il terzo appuntamento, quello che ci svela la quarta e ultima classe del contenuto roster di gioco: facciamo la conoscenza del Technomancer.

Technomancer: uno sciamano della tecnologia e dell’arte bellica

La new entry di Outriders prende immediatamente le distanze dalle altre tre classi disponibili. Il Technomancer non punta alla versatilità del Trickster, né all’aggressività del Devastator o del feroce Pyromancer: parliamo in questo caso di un’autentica classe di supporto, in cui confluiscono le tipiche abilità da healer e quelle dedicate al crowd control.

Il Technomancer è il signore indiscusso della tecnologia: farà tremare i nemici con il suo potente arsenale.

Nei panni del Technomancer, i giocatori potranno assistere i propri compagni sia sul fronte difensivo che su quello offensivo: i perk della quarta classe spaziano infatti dalle cure ai buff temporanei applicati a salute e resistenza, ma nel mezzo troviamo anche torrette, mortai e ulteriori armi di supporto da impiegare durante gli scontri più concitati.

Nella nostra ultima sessione abbiamo ottenuto il quasi totale controllo del campo di battaglia, rallentando i nemici con danni congelanti e tossici e sfoltendo le orde con vere e proprie raffiche di missili; una delle abilità più interessanti ci ha consentito di evocare (letteralmente) una mitragliatrice a canne rotanti, la quale fornisce cure continue per ogni danno inflitto agli avversari.

Questo arsenale iper-tecnologico viene incarnato da un complesso skill tree che, proprio come avviene per le altre classi, raccoglie tutte le abilità passive e attive associate al nostro alter ego. Le skill attive potranno essere assegnate ai tasti dorsali del controller, in modo tale da poterle innescare in maniera naturale tra una raffica di proiettili e gli spostamenti tra le varie coperture.

Ulteriori abilità del Technomancer verranno sbloccate dopo aver ottenuto l’accesso alle sue tre sottoclassi: Pestilence, Tech Shaman e Demolisher. Mentre il ramo ‘pestilente’ aumenterà danni e durata degli effetti tossici, quello sciamanico migliorerà le cure e i buff di squadra; come suggerisce il nome, il Demolisher sarà invece la scelta indicata per chi vorrà seminare distruzione tra le file nemiche, incrementando l’efficacia delle armi evocabili e la propria resistenza ai danni subiti.

Tutto molto bello, no? Eppure gli aspiranti Technomancer faranno bene a rimboccarsi le maniche. Dovendo fornire costante supporto ai propri compagni, lo sciamano dovrà sfruttare al meglio le proprie abilità per salvaguardare il team e, soprattutto, se stesso. La quarta classe è l’unica a vantare il privilegio dell’autorianimazione, ma è anche quella più vulnerabile agli scontri ravvicinati, non potendo contare sulla presenza di molte abilità ultra-offensive.

In parole povere, dimenticatevi gli assalti frontali ed eventuali azioni sconsiderate: chi sceglierà il Technomancer deve prepararsi ad un approccio più cauto e strategico ed essere pronto a supportare la squadra con i potenti mezzi a sua disposizione.

La quarta classe è particolarmente adatta al fuoco dalla distanza. Meglio evitare gli scontri ravvicinati.

Nella nostra seppur breve esperienza con Outriders vorremmo consigliare questa classe ai giocatori più esperti, riservando a personaggi quali il Trickster e il Devastator i ruoli di apripista, che accoglieranno i neofiti dei third-person shooter più tattici con poteri indirizzati all’offensiva più spietata e meno ragionata.

Outriders – Round 3: uno sparatutto che continua a sorprenderci

Con quest’ultima sessione di prova siamo ormai al terzo incontro ravvicinato con lo sparatutto edito da Square Enix. Anche stavolta l’hands-on è stato effettuato online, mediante l’utilizzo di un client che ci ha permesso di tuffarci nel mondo di Outriders in modalità streaming, collegandoci a un sistema PC di fascia alta al fine di non rinunciare alla massima qualità grafica – con l’unico freno imposto dalla propria velocità di connessione.

Abbiamo unito le forze con altri due giornalisti italiani, un altro Technomancer e un Pyromancer, combinando le nostre abilità per procedere nelle impegnative missioni imbastite da People Can Fly. Non vi nascondiamo che a questo giro abbiamo avuto più di qualche intoppo nel portare a termine le nuove quest, complice il World Tier 5 con cui gli sviluppatori hanno deciso di metterci alla prova. Parliamo del sistema di difficoltà dinamico che “crescerà” di pari passo con il livello del giocatore, incrementando il livello di sfida e la qualità degli item con cui verrete ricompensati.

Siamo tornati nel mondo di Enoch per una prova più approfondita del multiplayer co-op.

Il nuovo hands-on ci ha catapultati in una delle fasi più avanzate della campagna. Evitando particolari spoiler, abbiamo assistito ad alcune cutscene – qualitativamente sorprendenti – che sembrano prepararci a un epico scontro con un altro Alterato, anch’esso colpito dalla misteriosa Anomalia di Enoch che ci ha conferito i poteri di cui sopra.

È stata l’occasione per carpire qualche dettaglio in più da un comparto narrativo potenzialmente intrigante, in cui il genere post-apocalittico incontra la classica fantascienza dei viaggi interplanetari. Ne abbiamo anche approfittato per esplorare scenari inediti, partendo dagli angusti vicoli della città fino ad arrivare alle trincee di uno sconfinato campo di battaglia, dove abbiamo guidato il nostro piccolo esercito alla conquista del bunker nemico.

In tali frangenti abbiamo potuto approfondire la conoscenza del combat system e testare il bilanciamento di Outriders, alla cui base troviamo un promettente sistema di build dei personaggi. I frenetici scontri a fuoco ci hanno conquistati ancora una volta, dimostrando di saper divertire tanto i neofiti quanto i veterani degli sparatutto in terza persona, grazie a una sapiente gestione delle coperture e con un’esecuzione estremamente scenografica dei poteri dei protagonisti.

 

Ogni loadout è impreziosito da un articolato sistema di mod – applicabili a ogni pezzo d’equipaggiamento – ma da quest’ultimo derivano alcuni dubbi in merito al bilanciamento stesso del gioco. Solo con il prodotto finale saremo in grado di valutare gli effettivi vantaggi garantiti da ciascun item, così come potremo analizzare più attentamente le abilità affibbiate a ogni Alterato, le cui sottoclassi sono ancora avvolte nel mistero.

Ulteriori perplessità riguardano l’intelligenza artificiale. L’ultima sessione ci ha presentato una nuova categoria di nemici, una razza aliena molto più imprevedibile dei tradizionali soldati; paradossalmente, però, sono proprio gli avversari umanoidi ad assumere i comportamenti più insoliti durante gli scontri. Nella maggior parte delle occasioni, i nemici sfruttavano a dovere le coperture fornite dallo scenario per ripararsi dalle nostre raffiche di proiettili e rispondere al fuoco; in altri frangenti, gli stessi avversari si scaraventavano contro il nostro team con manovre estremamente aggressive e confusionarie, prive di qualsivoglia criterio logico.

Tornando a parlare di ricompense, il loot system ci ha sorpresi con alcune armi degne dei più folli looter shooter. Nel corso delle prime missioni abbiamo raccolto un potente shotgun leggendario, caratterizzato da un’abilità unica a dir poco originale: ogniqualvolta che effettueremo un’uccisione, un nuovo bersaglio nelle vicinanze verrà teletrasportato automaticamente davanti a noi, invitandoci a concatenare delle sanguinolenti kill.

È la prima volta che impugnamo una bocca da fuoco così peculiare e, in futuro, speriamo vivamente di trovare idee altrettanto coraggiose; dopotutto sono questi gli elementi che consentirebbero a Outriders di emergere dalla massa dei simil-GaaS – magari seguendo le orme di un certo Borderlands, altro sparatutto che ha rinunciato alla tipica formula dei giochi-servizi per focalizzarsi su una più solida esperienza singleplayer/co-op.

La versione PC di Outriders appare più in forma che mai... ma su console?

A causa dei limiti imposti dal formato streaming scelto per l’hands-on, non è stato sempre possibile ottenere il miglior quadro visivo per poter valutare il comparto tecnico. Outriders ci aveva già convinti con uno stile artistico accattivante, arricchito da una veste grafica all’avanguardia ma non del tutto innovativa: su PC il gioco supera l’agognata barriera dei 60 fotogrammi al secondo preservando un’elevata resa dei dettagli, ma non sono mancate le imperfezioni, rilevate principalmente in alcune texture poco definite.

Detto questo, resta da valutare il livello prestazionale raggiunto su console. Con Outriders parliamo pur sempre di una produzione cross-gen, la quale dovrà soddisfare tanto le esigenze degli utenti last-gen quanto quelle (ancora più elevate) dei giocatori delle nuove piattaforme, una generazione che viene pubblicizzata con termini altisonanti quali il 4K e i 120 fps e che pertanto avrà il compito di garantire determinati standard tecnologici.

Se volete giocare Outriders, vi raccomandiamo di approfittare del prezzo minimo garantito proposto per i pre-order su Amazon.

Piattaforme: pc, ps4, ps5, xone, xsx
La nuova prova di Outriders si è conclusa con impressioni del tutto positive e con il desiderio sempre più ardente di volerne ancora. Il Technomancer è la ciliegina sulla torta sfornata da People Can Fly, una classe votata alla strategia e al completo supporto del proprio team. Al netto di qualche incertezza inerente al bilanciamento e all'IA nemica, Outriders si presenta ancora una volta come un titolo davvero ambizioso, solido nella struttura – che recupera gli stilemi propri degli sparatutto tattici e dei moderni RPG – e galvanizzante nella rappresentazione su schermo. Attenderemo con curiosità il debutto previsto per la fine dell'anno, in concomitanza con le console next-gen.

Pro

  • Il Technomancer conquisterà i giocatori più strategici
  • Segnali positivi da un loot system più audace
  • Gameplay esaltante, come sempre

Contro

  • Qualche incertezza legata al bilanciamento
  • IA dei nemici a tratti (troppo) imprevedibile
  • Difficile prevedere come apparirà su console