Operencia The Stolen Sun, i classici non muoiono mai

Dai flipper ai GDR con naturalezza

Recensione
A cura di DottorKillex - 29 Maggio 2019 - 16:00

Dopo anni di oscurantismo, in cui il genere sembrava caduto nel dimenticatoio in maniera irreversibile, i dungeon crawler in prima persona sono tornati in gran spolvero sulle scene, non solo nella loro declinazione nipponica (che ha nella serie Etrian Odyssey il suo miglior esponente), ma anche in quella occidentale, con i due Legend of Grimrock e il recente Vaporum tra i portabandiera.
Oggi ci occuperemo della versione per Xbox One (l’unica prevista per console) di Operencia The Stolen Sun, prima sortita dei ragazzi di Zen Studios nel mondo dei giochi di ruolo.
Vediamo com’è andata.

Operencia Recensione

Il sole rubato

Come si evince dal sottotitolo, le vicende di Operencia ruotano intorno al furto della luce del re sole, qui ribattezzato Napkiraly, che con i suoi raggi scalde le lande omonime e dona vita alle creature del reame: gli autori del furto sono ignoti, ma i deprecabili effetti della mancanza di luce iniziano a mostrarsi sulle lande di Operencia. La vegetazione sta appassendo, e con essa le fonti di cibo per gli animali, che si fanno quindi più aggressivi e pericolosi e si spingono sempre più vicini ai centri abitati in cerca di qualcosa (qualsiasi cosa…) da mangiare: in questo tristo contesto, il protagonista, da scegliere tra un set abbastanza limitato di avatar di differente sesso e fisionomia, prende in mano la situazione e si avventura in dungeon oscuri e malsani per riportare la luce del sole sulle sue terre.
Se, com’è facile intuire da questa breve sinossi, il plot non è esattamente materiale da Oscar, va riconosciuto al prodotto Zen Studios un certo fascino, tanto delle ambientazioni quanto dei personaggi, dei quali ci siamo trovati a non saltare nemmeno un dialogo, peraltro aiutati da un buon lavoro di sottotitolazione in lingua italiana. Come la maggior parte dei dungeon crawler in prima persona che l’hanno preceduto, e, verosimilmente, di quelli che lo seguiranno, Operencia non ha quindi nella ricchezza della trama o in impensabili colpi di scena le sue ragioni d’essere, ma risulta un prodotto ben confezionato e curato quanto basta per evitare che il giocatore sia spinto a premere ossessivamente sui tasti frontali del pad per skippare dialoghi inconsistenti. Torri sommerse, foreste incantate e sotterranei marcescenti sono solamente alcuni dei luoghi che saremo costretti a visitare, e, a conti fatti, giunti al fatidico scorrere dei titoli di coda, il viaggio si sarà dimostrato molto più importante della destinazione finale.

Un boss di Operencia

Enigmi e combattimenti

Le fasi di esplorazione, quelle di risoluzione dei puzzle e, soprattutto, quelle di combattimento, che sono preponderanti, contribuiscono a costruire un gameplay classico ma decisamente funzionale, che conduce il giocatore per mano senza subissarlo di nozioni. Dopo la classica missione iniziale in cui si potrà controllare un party armato di tutto punto, in quelle successive il giocatore potrà acclimatarsi alle meccaniche di gioco in maniera graduale, e scoprirà che, invece di optare per un sistema in tempo reale come molti congeneri, Operencia si fonda su battaglie a turni classiche, prese di peso dai giochi di ruolo giapponesi. Una volta imbattutisi in un nemico, che può essere preso di sorpresa per ottenere dei vantaggi ad inizio combattimento, si entra nella schermata dedicata agli scontri, con il campo di battaglia suddiviso in tre zone: quella vicina, quella a media distanza e quella lontana. I nemici esposti nella prima subiranno più danni, e su di essi saranno più efficaci gli attacchi corpo a corpo, ma, nel contempo, ne infliggeranno anche mediamente di più al nostro party. Allo stesso modo, quelli a media distanza e quelli nelle retrovie saranno meno suscettibili ad attacchi all’arma bianca, ma soffriranno le magie e le armi a distanza, aggiungendo un ulteriore strato strategico agli scontri, la cui difficoltà media non è mai proibitiva ma che non consentono nemmeno di rilassarsi completamente.

Un'ambientazione tipica del gioco

Discorso diverso per i boss, che, soprattutto in un paio di casi, ci hanno fatto sputare sangue durante le ore di test, costringendoci ad un po’ di sano grinding e a riorganizzare il party, visto che, oltre ai quattro personaggi schierabili nel party, ne avremo altri tre pronti a subentrare.
Nonostante la presenza di tre classi distinte e fortemente diversificate tra loro nelle build iniziali, ovvero mago, cacciatore e guerriero, sarà lasciata al giocatore piena libertà di spendere i punti esperienza ottenuti come meglio crede, così da dar vita a personaggi quantomeno bizzarri, come un mago che non disdegna la balestra o un forzuto combattente da prima linea dotato di insospettabili abilità elementali. Abbiamo trovato gli enigmi meno interessanti rispetto alle fasi di combattimento, che comunque, come detto, occupano la stragrande maggioranza del tempo in-game: il team di sviluppo ha intelligentemente optato per rompicapo di facile lettura, così da assicurarsi che un pubblico più ampio possibile potesse avere accesso alla sua opera. Scelta che condividiamo, per la cronaca, ma che riteniamo di segnalare a quanti hanno apprezzato particolarmente l’attenzione di altri titoli (i due Grimrock su tutti) a trappole, botole segrete e muri di facciata.
Schermata di combattimento

Fairy tale

Giocato su Xbox One X, Operancia The Stolen Sun si è rivelato un titolo di buona fattura, di certo non il benchmark ideale per le potenzialità grafiche della console attualmente più potente sul mercato ma pur sempre un titolo che non ha nulla da invidiare ad alcun congenere.
Ci è piaciuta in particolare la direzione artistica, che restituisce una costante sensazione di avere dinanzi una vera e propria fiaba oscura piuttosto che un’avventura medievale: in questo senso, lo stacco con prodotti come The Legend of Grimrock (peraltro non disponibile su console) è abbastanza netto, con nemici ed ambientazioni che tendono maggiormente al fantasy classico invece che ad un presunto realismo medievale. Il bestiario nemico è abbastanza classico, ma non mancano mostri tipici del folklore est-europeo, in linea con le origini del team di sviluppo, che ha anche battezzato personaggi e mappe con nomi tipicamente ungheresi, sebbene i dialoghi del gioco ed i sottotitoli siano in lingua inglese.
Buono il lavoro sul doppiaggio, puntuale e raramente sopra le righe, e sulla colonna sonora, che rimane nell’ombra per la maggior parte del tempo per poi divampare all’improvviso durante gli scontri più impegnativi, in particolare quelli contro i boss. Operencia non è un titolo particolarmente longevo per il genere, ed è completabile una prima volta nell’arco di trenta o trentacinque ore, ma le differenze anche sostanziali tra le differenti build favoriscono una certa rigiocabilità e, soprattutto, le ore spese in sua compagnia sono sempre di qualità, prive di fetch quest riempitive e di momenti morti. L’offerta contenutistica è comunque più che soddisfacente in rapporto ai trenta euro scarsi necessari per procedere al download, che al momento è l’unico modo di fruire del gioco tanto su console quanto su PC, vista l’assenza di un’edizione fisica. I possessori di Xbox Game Pass, poi, saranno lieti di sapere che il gioco è compreso nella line up del servizio in abbonamento di Microsoft.

+ Combat system solido e facile da apprendere
+ Ambientazioni affascinanti
+ Buon rapporto qualità/prezzo
+ Uno dei migliori esponenti del genere su Xbox One
- Novità col contagocce
- Trama appena abbozzata

8.0

Oltre ad essere una delle poche scelte di qualità disponibili per Xbox One all’interno del genere di riferimento, Operencia The Stolen Sun rappresenta una delle migliori sortite recenti di sviluppatori in un genere a loro sconosciuto: dopo tanti (ottimi) simulatori di flipper, i ragazzi di Zen Studios dimostrano di saperci fare anche con i giochi di ruolo, attingendo a piene mani dalla ricca lore centroeuropea.

Se vi piace il genere e cercate un titolo profondo, ben curato nei dettagli e innervato da una certa dose di ironia, l’ultima opera del team ungherese potrebbe fare al caso vostro, sperando che questo rappresenti solo il primo passo degli sviluppatori nel mondo dei giochi di ruolo.




TAG: Operencia The Stolen Sun