One Punch Man: a Hero Nobody Knows provato in anteprima

Un Pugno per domarli, un Pugno per trovarli, Un Pugno per ghermirli e nel buio incatenarli!

Provato
A cura di Matteo Bussani - 28 Gennaio 2020 - 16:32

Nell’universo manga il successo improvviso di One Punch Man è di quelli che lasciano il segno. Dal 2009 la bizzarra avventura di un eroe qualsiasi con il potere di sconfiggere ogni nemico con un solo pugno è diventata nota a tutto il pubblico di appassionati. L’idea così banale, ma al contempo innovativa, in controtendenza con la struttura tipica degli shonen che si materializzava nella crescita costante del personaggio, aveva affascinato una grande fetta dei lettori, tanto che se ne aspettava impazienti la realizzazione videoludica. In che modo, però, potevamo immaginarci un gioco in cui il protagonista principale, volente o nolente, è in grado di sconfiggere gli avversari con un sol pugno?

Sicuramente non ci si può aspettare un brawler lineare, soprattutto non uno in cui si prendono le parti proprio di Saitama, il protagonista. Troppo facile non credete?

One Punch Man: a Hero Nobody Knows provato in anteprima

L’universo narrativo del manga però non si ferma all’unico fondamento dell’eroe che sconfigge tutti con un solo colpo. La società di One Punch Man è caratterizzata da una massiccia presenza di eroi, catalogati secondo diversi gradi che ne indicano le forza e il tipo di missione a cui potrebbero essere destinati. Gli eroi possono salire e scendere di livello, e molti ambiscono a diventare i più rinomati salvatori del mondo.

Tutti si allenano, continuando a risolvere problemi di poco conto, compreso l’eroe completamente personalizzabile di cui vestiremo i panni in One Punch Man. Ancora prima di iniziare l’avventura faremo la conoscenza di un ricchissimo editor del personaggio completo di tutti le più divertenti opzioni con gadget atipici con cui agghindare il nostro eroe. Gli oggetti possono essere posizionati su varie parti del corpo, anche qualora non dovesse esistere una particolare compatibilità semantica fra i due. Occhiali sul gomito, maschere sulle ginocchia sono solo due delle possibilità offerte dal gioco. Traspare così fin da questi primi passaggi la volontà di dare a One Punch Man: A Hero Nobody Knows un senso ruolistico, che riempia il gioco al di fuori degli scontri. E così si è pronti per tuffarsi nel mondo di gioco, con un personaggio che per colpa di scelta malate potrebbe diventare una orripilante e mostruosa creatura.

One Punch Man: a Hero Nobody Knows provato in anteprima

Z-city, la città in cui si svolgono le avventure del manga, è una grande metropoli sempre sull’orlo della distruzione per colpa di fortissimi e improbabili nemici. Il nostro compito, di apprendisti eroi, è quello di avventurarci all’interno dei suoi quartieri e portare a termine le piccole missioni che ci vengono assegnate e che nelle fasi iniziali saranno inevitabilmente molto modeste: come sventare una banda criminale o portare un oggetto da una parte all’altra della città. A volte le sfide che si pongono dinanzi sono ben più complicate, ma a quel punto il nostro compito non è quello di sconfiggere il nemico, ma quello di aspettare i rinforzi con cui è decisamente più facile portare a termine il compito.

In questi casi i combattimenti, istanziati rispetto all’esplorazione, si svolgono in maniera molto classica per un picchiaduro in terza persona. Attacco, parata, difesa e schivata si svolgono tutti secondo i canoni più semplici del genere e c’è spazio per attivare mosse speciali e combo varie. Quando la vita di un personaggio inizia a scendere si può ricorrere allo scambio, consentendo a un altro eroe di prendere posto in campo e iniziare a menare sommommoli sul nemico. Anche il nemico può beneficiare di questa possibilità, aumentando di fatto, la longevità degli scontri.

One Punch Man: a Hero Nobody Knows provato in anteprima

Al termine di un combattimento in One Punch Man: A Hero Nobody Knows, non solo aumenta il grado di riconoscimento presso l’associazione degli eroi, ma anche l’esperienza e i punti da investire nelle statistiche del personaggio. Mappa, punti, missioni principali e secondarie fanno sì che One Punch Man: A hero Nobody Knows ammicchi al genere Action-RPG, esattamente come potrebbe fare uno Yakuza, ma in misura ampiamente ridimensionata.

Se quindi le prospettive, nate con la prova alle fiere dello scorso anno, in cui l’unico valore del gioco sembrava annesso ai combattimenti, divertenti ma non entusiasmanti, adesso con la modalità storia One Punch Man sembra avere dalla sua idee più chiare e una maggiore sostanza, tanto che è stato un piacere portare avanti per circa 45 minuti l’avventura di gioco. Non sono stati sufficienti a darci una panoramica chiara di quanto e cosa aspettarsi dalla narrativa che ha presentato pochi personaggi e sicuramente non ha potuto esibirsi più di tanto al di là delle fetch quest iniziali per prendere confidenza con le meccaniche base del gioco.

A livello tecnico, in particolare grafico, One Punch Man: A Hero Nobody Knows si difende nel panorama del cel-shading pur rimanendo nei classici standard del genere. Leggasi: non è brutto, ma non aspettatevi il capolavoro. Animazioni e fluidità di gioco sono ben realizzate e fanno sì che il gioco passi liscio come l’olio.

+ Più contenuti di quanto previsto
+ Editor del personaggio sopra le righe
+ Combat System piacevole

One Punch Man: A Hero Nobody Knows si accinge a calcare gli scaffali dei negozi il 27 febbraio su PS4, PC e Xbox One. Essendo un gioco che non vuole prendersi sul serio, riesce bene a interpretare in chiave Action e RPG la direzione di un picchiaduro senza troppe pretese, che offre una simpatica creazione del personaggio e, dalle prime battute, una sostanza che non dispiace e che lascia presagire un buon titolo.




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