Okami HD Nintendo Switch – Recensione

By |agosto 9th, 2018|Categories: RECENSIONE|Tags: |

La luce di una stella del cielo di Capcom brilla ancora distintamente nella galassia videoludica, nonostante siano passati 12 anni e passate diverse console. Ma cosa sarà mai una dozzina di giri intorno al sole per una storia che si protrae nei secoli? La vicenda che la casa nipponica e Clover Studio hanno dipinto per noi su carta pergamena e con un tocco di magia è diventata realta, copre un periodo lungo almeno cento anni, consegnandoci letteralmente nelle nostre mani i poteri incredibili che un tempo appartenevano a un potente animale valoroso. Stavolta tocca a Nintendo Switch, l’ennesima console su cui balza elegantemente il bianco lupo di Ōkami, disponibile dal 9 luglio sulla portatile della grande N rossa che ospita così questo mix di platform, azione e puzzle game.

Non conoscete ancora questa leggenda? Eccovi un breve riassunto per non rimanere indietro. Ci troviamo nel medioevo nipponico, quando un temibile demone dalle otto teste, Orochi, venne sconfitto dall’eroe di turno, Nagi, e da un lupo bianco, Shiranui, il quale è stato però avvelenato letalmente in combattimento. Dopo 100 anni un discendente di Nagi libera erroneamente il demone, così uno spirito della foresta, Sakuya, invoca Amaterasu, dea del sole e reincarnazione del lupo, per scacciare la maledizione dalla terra. In questa avventura però il nostro coraggioso lupo sarà accompagnato da una sorta di guida, l’artista Issun, che sarà per noi come il Grillo Parlante per Pinocchio o Campanellino per Peter Pan.

Chi viene e chi va

Se siete stati soddisfatti dalla giocabilità di questo titolo sulle precedenti console, di sicuro questa non vi lascerà a bocca asciutta. La piattaforma infatti sfrutta appieno ogni sua possibilità di gioco, permettendoci di usare qualsiasi modalità possibile, dal Joy Con alla modalità touch, fino a 5 possibilità a seconda delle nostre esigenze e preferenze. Ancora una volta dunque scopriremo man mano i 13 diversi poteri che una volta appartenevano interamente a Shiranui, ma che vennero divisi singolarmente alla sua morte, dichiarando così che il lupo sarà la nostra salvezza. Riuscirà davvero a riportare l’ordine e la serenità sulla terra? Non sarà facile in questo viaggio culturalmente ricco, tra diverse parlate e idiomi, tecniche stilistiche uniche e iconiche culture e tradizioni d’altri tempi. Ancora una volta infatti non potremo godere della localizzazione dei sottotitoli, ma se questo può diventare un problema per chi non ha troppa dimestichezza con l’inglese diventa invece un interessante e divertente scoperta dei vocaboli “slang” spesso usati soprattutto da Issun e il flautista Waka con le sue espressioni francesi.

Un altro aspetto non è variato, ma questo non può che farci piacere: lo stile grafico unico e caratteristico, qui reso ancora più deciso e netto nella resa cromatica. L’unione di disegni e tratti tipici della tradizione giapponese con la tecnica grafica cel-shading hanno reso immortale nella nostra mente questo titolo, stabilendo l’unicità e soprattutto il successo acclamato di questo pezzo d’arte indiscusso. Infatti il comparto grafico è principalmente caratterizzato da questo stile non fotorealistico che dona un uno stile di visualizzazione di modelli 3D come se fossero dei disegni manuali. Così lo stile che entra in gioco principalmente negli anime giapponesi si ritrova anche in Okami, traendone ampia ispirazione in ogni suo momento. Questa tecnica alterna immagini dalle forme e contorni netti a una rappresentazione delle figure in movimento non rese ottimamente da un punto di vista di framerate, soprattutto nelle sequenze animate, ma è il prezzo da pagare per godere di questo stile perfetto nelle sue imprecisioni. In fase di gameplay invece tutto questo non dà particolari problemi, rendendo gradevole e fluida l’esperienza di gioco, grazie anche a una grafica vellutata, tutta acquerelli e inchiostro, come se stessimo giocando su una pergamena.

Corso di pittura a mano

Non più controller, non più telecomando Wii, figuriamoci mouse e tastiera: ora si dipinge davvero a mano. Grazie alla funzione concessa dalla tecnologia di Nintendo Switch, il Pennello Celestiale può essere utilizzato non solo con i comandi fisici sulla nostra console, ma anche con il semplice e immediato uso delle nostre dita, permettendo un tocco molto più veloce e preciso rispetto a quanto potremmo fare con un gesto intermediato da supporti fisici o tasti. Questi ultimi ci permettono un’esperienza di gioco a buona responsiveness, ben calibrata e con opzioni di comando personalizzabili, permettendo anche di ripristinare alcuni asset originali, come la vibrazione, configurabile sia in versione Switch che tradizionale.

Non si tratta dell’unica opzione personalizzabile: potremo selezionare anche la modalità widescreen o l’originale 4:3, così come diversi altri comandi e visualizzazioni, ma giù le mani dalla difficoltà di gioco: questa rimane ancora intoccabile (e non possiamo dire che ce ne sia bisogno). C’è poco altro da dire, se non che rimane da esplorare la totale personalizzazione dell’esperienza di gioco. Come accennato sopra, potremo fare uso di qualsiasi combinazione preferiamo tra Joy-Con e tasti, una possibilità che ci viene costantemente ricordata a ogni avvio di gioco.

Rivedere il sole e l’altre stelle

L’unione di tecnica e grafica dà vita a una storia che ci scorre sotto gli occhi in maniera quasi impercettibile, tanto veniamo affascinati e trasportati da musiche e colori riportati in maniera eccellente anche su questa console. Di nuovo, il lupo non perde il pelo e nemmeno il vizio: si mostra in tutta la sua beltà di “furball”, per dirla con Issun, senza mancare un colpo e menando fendenti felini grazie a un fisico davvero bestiale che vedremo ancora meglio su questa piattaforma, come se in realtà fosse un disegno tracciato su un’antica pergamena giapponese.


+ pieno utilizzo di opzioni e tecnologia di Nintendo Switch
+ porting riuscito anche su tv
+ grafica ottima e visualizzazione gradevole dei menu
+ buona responsiveness dei comandi


– sonoro talvolta dalla resa poco gradevole da console
– assenza di localizzazione linguistica


8.0

Una nuova versione di un gioco che ha sicuramente ottenuto meriti indiscussi per la creatività e le tecniche di gioco innovative, considerando anche lo sbarco di queste nel lontano 2006. Speravamo però che questa versione, per quanto regga bene la doppia giocabilità su console e tv, apportasse qualche miglioria nella localizzazione e poche altre sbavature in un quadro ben dipinto dal pennello di Capcom. Il titolo quindi si può dire interessante per esplorare un mondo già noto, ma con nuove tecniche di gameplay; una scelta che sembra puntare più a logiche di mercato, che a una qualità ancora migliore del prodotto, pur rimanendo indiscutibilmente uno dei migliori.