The Witcher 3: Wild Hunt continua a essere un terreno fertilissimo per la community, soprattutto da quando gli strumenti ufficiali hanno reso più accessibile il lavoro sui contenuti interni del gioco. L'ultima curiosità riguarda una parte rimasta fuori dall'avventura originale: una lunga linea narrativa ambientata tra Velen e Novigrad, ricordata dai fan come Plague Questline.
Il progetto nasce con un obiettivo molto preciso: recuperare e reinterpretare una sezione che, prima dell'uscita del gioco, era stata eliminata perché non abbastanza rifinita per arrivare nella versione finale. Alcuni frammenti erano sopravvissuti in forma riscritta o spostata, ma l'idea completa era rimasta per anni tra i contenuti tagliati più discussi dagli appassionati dello Strigo.
Ora un gruppo di fan ha pubblicato una prima versione giocabile, pensata come assaggio iniziale di una ricostruzione molto più ampia. Non si tratta di una semplice aggiunta cosmetica: il lavoro punta a riportare in scena missioni, dialoghi, luoghi e snodi narrativi ispirati al materiale originale, adattandoli però al gioco così come esiste oggi.
La prima release è presentata come una sorta di demo, con le missioni iniziali della questline già affrontabili. Il piano dichiarato per la versione completa è decisamente ambizioso: il pacchetto finale dovrebbe arrivare a oltre dieci ore di gioco, con una struttura vicina a quella di una vera espansione fan. Chi vuole provarlo può trovare il progetto nella pagina di download su Nexus Mods.
Il dettaglio più interessante è il modo in cui questa ricostruzione deve convivere con anni di aggiornamenti e contenuti già pubblicati. Alcune missioni note, tra cui passaggi legati a Reason of State, A Deadly Plot e persino a contenuti introdotti nella versione next-gen, vengono riorganizzate o temporaneamente spostate per lasciare spazio alla nuova progressione narrativa.
La cosa può sembrare invasiva, ma l'intento è preservare la coerenza del mondo di gioco: aree come Devil's Pit e altri luoghi collegati alla trama della peste vengono ripensati per recuperare la loro funzione originaria, con opzioni pensate per ripristinare in seguito alcuni elementi della versione standard. È un approccio da restauro, più che da aggiunta slegata.
Per chi ama tornare sul Continente, è un esempio di quanto The Witcher 3 resti vivo anche oltre i suoi contenuti ufficiali. Del resto, nella nostra recensione di The Witcher 3: Complete Edition avevamo già sottolineato la forza di un action RPG ancora capace di far perdere ore tra storie secondarie e conseguenze narrative.
Proprio per questo, vedere una questline scartata rientrare in circolo grazie ai fan ha un fascino particolare: non promette di sostituire l'esperienza originale, ma di mostrare un possibile percorso alternativo dentro uno dei mondi di gioco più amati degli ultimi anni. E per una community abituata a scavare tra dettagli, tagli e versioni perdute, è materiale più che sufficiente per rimettere mano alla spada d'argento.