Durante uno degli appuntamenti del doppio State of Play del 3 settembre, Sony ha presentato una diretta ricca di trailer, annunci e nuove rivelazioni destinate al pubblico PlayStation. A imporsi nella conversazione parallela, però, sono state due contestazioni ben precise, ripetute senza sosta nelle chat ufficiali.
Su YouTube, i messaggi «NO DISC NO BUY» e «WE WANT DESTINY 3» sono comparsi dall'inizio alla fine della trasmissione. La situazione non è cambiata su Twitch, dove la chat è stata riempita da emote legate a Destiny e da ulteriori richieste affinché Sony continui a supportare la distribuzione fisica dei videogiochi.
Il primo fronte della protesta riguarda la decisione di Sony di interrompere il supporto ai giochi fisici a partire dal 2028. Secondo quanto annunciato, da gennaio 2028 per i giochi pubblicati sulla piattaforma saranno disponibili soltanto codici digitali, eliminando quindi il disco come opzione per gli acquirenti.
La scelta ha provocato una reazione immediata tra i giocatori, ma Sony ha confermato di voler proseguire lungo la strada tracciata. La questione si intreccia anche con il dibattito sulla proprietà degli acquisti digitali: nell'ambito di un'azione collettiva ancora in corso, la compagnia ha sostenuto che i consumatori ragionevoli siano consapevoli di non possedere realmente i giochi comprati in formato digitale.
La seconda contestazione nasce invece dalla fine del supporto principale a Destiny 2 e dai consistenti tagli al personale effettuati da Bungie. La decisione ha generato una nuova ondata di sostegno da parte della community, che durante la presentazione ha trasformato la richiesta di un terzo capitolo in uno degli slogan più visibili.
Lo studio sembra comunque intenzionato a concentrare le proprie risorse su Marathon, nonostante le difficoltà incontrate dal progetto. In questo scenario, l'approvazione di Destiny 3 appare poco probabile, ma ciò non ha impedito ai fan di utilizzare una delle principali vetrine di Sony per chiedere apertamente un seguito.
I dati disponibili indicano che la grande maggioranza degli acquisti avviene in formato digitale, ma la continuità delle proteste mostra quanto il supporto fisico conservi un peso per una parte del pubblico. La sovrapposizione tra il futuro senza dischi di PlayStation e le richieste rivolte a Bungie ha così trasformato le chat della presentazione in un nuovo terreno di contestazione.