Tim Sweeney è intervenuto sul dibattito attorno a Destiny 2, suggerendo che l'intelligenza artificiale potrebbe avere un ruolo nel rendere sostenibili giochi costruiti su un flusso continuo di nuovi contenuti.
Il commento del CEO di Epic Games arriva dopo un report attribuito a una fonte anonima vicina alla situazione, secondo cui il titolo di Bungie sarebbe stato solo raramente profittevole nel corso della sua esistenza. Il problema indicato riguarda soprattutto l'«enorme scala» dei contenuti da produrre senza interruzioni per evitare la frustrazione della community.
Nel messaggio pubblicato il 29 giugno 2026, Sweeney ha risposto in modo ironico alla ricostruzione, scrivendo che servirebbe una nuova tecnologia capace di superare proprio quel primo punto e permettere a giochi come Destiny di prosperare. Il riferimento, nel contesto delle sue posizioni pubbliche, è stato letto come un'apertura all'uso dell'IA generativa nello sviluppo.
Il quadro emerso dal report non si limita però ai costi di produzione. La stessa fonte sostiene che, quando Bungie riusciva a generare profitti con Destiny, una parte delle risorse sarebbe stata indirizzata male dalla leadership, tra progetti in incubazione avviati in parallelo e investimenti molto onerosi, incluso un quartier generale da 208.000 piedi quadrati definito non necessario.
Il caso si inserisce in una fase complessa per il gioco, segnata da cambiamenti sistemici poco apprezzati, narrazioni di epilogo giudicate instabili e una forte scarsità di nuovi contenuti. A questo si aggiunge il peso di Marathon, progetto su cui Bungie avrebbe concentrato risorse che in passato sarebbero potute finire sul supporto di Destiny 2.
Sweeney, da parte sua, sostiene da tempo che l'intelligenza artificiale diventerà parte di quasi tutta la produzione futura dei videogiochi. Il dirigente ha anche criticato la politica di Valve sulle informative relative all'uso dell'IA su Steam, definendola irresponsabile e sostenendo che renda più difficile per gli sviluppatori trovare spazio sul mercato.
La distinzione centrale resta tra usare l'IA per accelerare strumenti e pipeline di sviluppo oppure per creare direttamente contenuti di gioco. Nel caso di un live service come Destiny 2, il nodo riguarda proprio la possibilità di ridurre il carico produttivo senza compromettere identità, qualità e rapporto con una community abituata ad aggiornamenti costanti.