Il dibattito attorno a Destiny 2 e alla gestione di Bungie ha avuto un nuovo passaggio pubblico, con il community manager Dylan Gafner intervenuto dopo una discussione più ampia sulla crisi dell'industria videoludica occidentale.
Il confronto è nato da un intervento dedicato ai problemi che stanno attraversando il settore, ripreso da Jacob Navok, ex dirigente Square Enix. Navok ha contestato parte di quella lettura, spostando il centro della discussione sul mercato: dal lavoro alla domanda degli utenti, fino alla possibilità che l'industria occidentale torni ai periodi di crescita vissuti in passato.
A rilanciare quella posizione è stato anche Mark Noseworthy, ex studio vice president di Bungie. La risposta di Gafner ha però aggiunto un elemento diverso alla conversazione: attribuire tutto al mercato, ha scritto in sostanza, gli sembra riduttivo se non si chiede conto anche ai leader che hanno accumulato anni di decisioni sbagliate.
Il messaggio di Dylan Gafner non indicava un singolo bersaglio e il tono è rimasto misurato rispetto alle critiche più dure rivolte allo studio. Il tema, però, si inserisce in una fase molto delicata per Bungie, segnata dalla chiusura brusca del ciclo di Destiny 2 e dai licenziamenti che hanno colpito il team.
Nel frattempo, diversi ex dipendenti e giocatori hanno continuato a criticare le scelte dello studio, distinguendo spesso la qualità di elementi come raid e direzione artistica dalle decisioni manageriali prese nel corso degli anni. Nella stessa cornice vengono citati anche investimenti non andati a buon fine, cambi di comunicazione e passi falsi legati sia a Destiny sia a Marathon.
Noseworthy ha risposto spiegando di voler assumere che il commento non fosse un attacco personale mascherato. Gafner ha poi chiarito che non lo era, aggiungendo che il tema lo aveva colpito dopo aver letto molti interventi di ex colleghi e di altre persone dell'industria.
Lo stesso Gafner ha riconosciuto a Noseworthy di aver fatto quanto possibile per lo studio e per Destiny durante i suoi anni in Bungie. Noseworthy era stato licenziato nel 2024 dopo essere passato dal ruolo di general manager a quello di vicepresidente, con un passato anche da project lead.
Il confronto mostra quanto la discussione su Bungie non sia più limitata al destino di un singolo gioco. Attorno a Destiny 2 si intrecciano ormai risultati commerciali, gestione interna, fiducia della community e responsabilità dei vertici, con sviluppatori ed ex figure dello studio che continuano a intervenire pubblicamente.