Sony ha depositato un brevetto che propone di usare i dati generati dai giocatori per addestrare e modificare i personaggi non giocanti. Il sistema descritto raccoglie informazioni prodotte durante le partite e le impiega attraverso l'intelligenza artificiale, con l'obiettivo dichiarato di rendere gli NPC più credibili e capaci di adattarsi alle azioni di chi gioca.
Il documento si intitola AI-adapted non-player character for video game system e contempla interventi su diversi aspetti dei personaggi. Le modifiche potrebbero riguardare tanto il loro aspetto quanto il comportamento, comprese le azioni durante uno scontro con un boss. La proposta abbraccia quindi la costruzione degli NPC e il modo in cui interagiscono all'interno del gioco.
Alla base del brevetto c'è un problema di produzione: secondo l'azienda, realizzare personaggi convincenti richiede un ampio lavoro di scripting e programmazione. Seguirne le azioni, animarli e far evolvere i loro comportamenti comporta inoltre l'impiego di sistemi sofisticati. Il documento richiama anche motori di rendering, strumenti di simulazione e infrastrutture scalabili, necessari a sostenere ambienti virtuali sempre più dettagliati e interazioni realistiche.
La soluzione proposta affida all'intelligenza artificiale buona parte di queste attività, cercando di contenere tempi di sviluppo, budget e risorse hardware. Per Sony, l'integrazione dei personaggi così ottenuti nei sistemi e nei contenuti videoludici permetterebbe di ridurre la quantità di istruzioni da scrivere manualmente. L'automazione viene dunque presentata anche come uno strumento per alleggerire il lavoro necessario agli sviluppatori.
Il brevetto distingue due possibilità per le reazioni degli NPC: riprodurre comportamenti manifestati dai giocatori oppure rispondere a quelli osservati durante la partita. I dati raccolti diventerebbero così materiale per modellare le interazioni, oltre che per costruire personaggi più verosimili. Il deposito non annuncia l'introduzione di questa tecnologia in una console o in un gioco specifico.
Il settore ha già sperimentato approcci differenti: Nvidia ACE viene richiamato per l'impiego di un modello linguistico nella generazione dei dialoghi, mentre inZOI ha utilizzato modelli linguistici insieme agli input dei giocatori per influenzare le interazioni dei personaggi con l'utente e tra loro. La proposta di Sony estende invece l'intervento anche alla progettazione e alle azioni degli NPC.