Il dibattito sull’uso delle IA nei videogiochi non si ferma, ma PlayStation ha scelto di mettere nero su bianco la sua direzione. La linea indicata da Sony è chiara: usare nuovi strumenti per accelerare il lavoro degli studi, senza presentare l’automazione come sostituto degli autori.
Durante la presentazione dei risultati finanziari, Sony Interactive Entertainment ha spiegato che l’AI avrà un ruolo crescente sia nello sviluppo dei giochi sia nella gestione della piattaforma. Non si parla solo di esperimenti astratti, ma di processi già inseriti nei team interni.
Il presidente e CEO Hideaki Nishino ha citato automazione dei carichi ripetitivi, produttività nella programmazione, qualità del software, modellazione 3D e animazioni. L’obiettivo dichiarato è liberare tempo per attività più creative, riducendo alcune fasi manuali che richiedono molte ore.
Il punto più delicato resta quello della intelligenza artificiale generativa, tema che continua a dividere giocatori e sviluppatori. Proprio per questo Sony ha insistito su un passaggio importante: visione, design e impatto emotivo dei giochi devono restare nelle mani degli studi e dei performer.
Tra gli esempi citati c’è Mockingbird, uno strumento pensato per animare rapidamente modelli facciali 3D partendo dal performance capture. Sony sostiene che non serva a rimpiazzare gli interpreti, ma a processare più velocemente i dati catturati dal vivo.
Il caso si inserisce in un momento in cui ogni platform holder sta decidendo quanto spingere sull’AI. Proprio di recente, sulle nostre pagine raccontavamo l’addio di Xbox a Copilot su console, segnale opposto rispetto alla comunicazione scelta ora da Sony.
La società ha nominato anche Naughty Dog e San Diego Studio tra i team che hanno adottato strumenti interni, mentre Horizon Zero Dawn Remastered viene indicato come uno dei progetti già toccati da queste tecnologie. Sul fronte dell’esperienza utente, Sony cita inoltre Gran Turismo Sophy e la personalizzazione dello store.
Il messaggio, quindi, non è solo rivolto agli sviluppatori. PlayStation vuole usare il machine learning anche per consigliare giochi, contenuti, accessori e momenti di gioco più coerenti con le abitudini degli utenti, trasformando la piattaforma in un servizio più personalizzato.
Resta da capire come il pubblico accoglierà questa accelerazione. La promessa di Sony è che la creatività umana rimarrà il centro dell’esperienza, ma il confine tra supporto tecnico e automazione percepita come invasiva sarà uno dei temi più sensibili della prossima fase PlayStation.