C'è un motivo per cui il nome Onimusha continua a riaccendere la nostalgia di chi ha vissuto l'era PlayStation 2: pochi capitoli principali, un immaginario feudale fortissimo e una qualità produttiva che, all'epoca, sembrava arrivare direttamente dal cinema. Non stupisce quindi che, a distanza di anni, la saga di Capcom resti una delle proprietà intellettuali più amate della casa di Osaka, capace di superare gli 8,5 milioni di copie vendute nonostante un catalogo tutt'altro che sterminato.
La storia di Onimusha, però, è ricca di dettagli che spesso sfuggono anche ai fan più affezionati. Il progetto nasce come una sorta di costola in chiave Sengoku di Resident Evil, tanto che il nome interno era addirittura "Sengoku Biohazard": da lì derivano telecamere fisse, controlli "tank" e una struttura action-adventure fatta di esplorazione, enigmi e gestione delle risorse, poi ripensata attorno al combattimento con la spada. Un DNA horror riletto in chiave più diretta e spettacolare, con i demoni Genma al posto degli zombie.
Poi c'è il capitolo più affascinante: quello dei volti reali. Samanosuke Akechi porta i tratti della star sino-taiwanese Takeshi Kaneshiro, Jubei Yagyū è modellato sul leggendario attore giapponese Yūsaku Matsuda — con la moglie coinvolta nello studio del modello facciale — e persino Jean Reno entrò nella saga con Onimusha 3: Demon Siege. Un lusso che ha dato prestigio al brand, ma che oggi rappresenta anche un ostacolo concreto: le licenze d'immagine sono uno dei motivi per cui una collection HD completa dei quattro capitoli originali non esiste ancora.
Nella nostra galleria dedicata alle 10 curiosità su Onimusha troverete anche la scelta controcorrente compiuta con Soki in Dawn of Dreams, il passaggio della saga alla serie animata Netflix del 2023 e il grande ritorno annunciato ai The Game Awards con Onimusha: Way of the Sword, incentrato sulla figura di Miyamoto Musashi.
Dieci schede per ripercorrere origini, star coinvolte, scelte di design e futuro di un franchise che ha saputo unire samurai, demoni e cinema d'autore: sfogliate la galleria completa per scoprirle tutte.