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Pro
- 60fps e risoluzione più alta.
- Caricamenti più veloci.
- Il bundle è un ottimo affare per i nuovi arrivati.
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Contro
- Nessun percorso di aggiornamento da Switch.
- Salvataggi non trasferibili.
- Nessun contenuto aggiuntivo.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Otto anni. Tanto è passato dal luglio 2018, quando Octopath Traveler arrivò su Switch e ci ricordò che il JRPG a turni non era un reperto da museo ma una lingua ancora viva. Oggi Square Enix riporta entrambi i capitoli, il primo e Octopath Traveler II, su Nintendo Switch 2 come port nativi, in versione fisica e digitale, venduti separatamente o in bundle.
Ho passato le ultime settimane a rigiocarli su Switch 2, in portatile e in dock, partendo dal primo e proseguendo con il secondo. Dico subito che non è una recensione nel senso classico, perché i giochi sono quelli: stesse storie, stessi sistemi, stessa colonna sonora. Quello che si giudica qui è la nuova casa, e soprattutto il prezzo da pagare per entrarci.
La premessa è che la serie ha un peso specifico enorme. Parliamo di oltre sette milioni di copie spedite e vendute tra i due capitoli, di un'estetica HD-2D che ha fatto scuola e di un sistema di combattimento che ancora oggi molti studi sognano di eguagliare. Con Octopath Traveler 0 già uscito su Switch 2, questi due port servono a riallineare il catalogo.
Ma c'è un secondo livello di lettura che non si può ignorare: nessun percorso di aggiornamento dalla versione Switch e nessun trasferimento dei salvataggi. Prima di parlare di frame rate e risoluzione, dovevo dirvelo. Chi arriva da zero troverà una delle migliori occasioni del catalogo, chi ha già giocato dovrà farsi qualche domanda.
Otto storie, otto solitudini
Rigiocare Octopath Traveler oggi significa fare i conti con un'idea splendida e con un limite che il tempo ha reso più evidente. Otto personaggi, Olberic, Primrose, Cyrus, Tressa, Ophilia, H'aanit, Alfyn e Therion, ciascuno con la propria vicenda. Ho aperto con il ladro, e l'impatto è stato lo stesso di allora, visto che la malinconia di un povero Robin Hood funziona ancora benissimo.
Il problema è noto e non lo addolcisco, ossia che le storie corrono in parallelo e quasi mai si toccano. Ogni capitolo è un racconto a sé, e il gruppo che si forma attorno al fuoco è più una convenzione di gioco che una vera compagnia. Dopo tanti anni, questa scelta pesa più di quanto ricordassi, e ammetto che a metà percorso la voglia di cambiare protagonista cala.
Eppure il combattimento tiene in piedi tutto. Il meccanismo di break e boost è un piccolo capolavoro di equilibrio. Trovi la debolezza, spezzi la guardia, accumuli punti e poi scarichi tutto nel turno giusto. Non è mai banale, non è mai punitivo senza motivo, e continua a darmi quella soddisfazione tattica che altri JRPG a turni hanno smarrito.
Poi c'è la musica, e qui non si scherza. La colonna sonora di Yasunori Nishiki resta tra le più belle mai scritte per un gioco di ruolo recente, e sul nuovo hardware si apprezza ancora di più la pulizia dell'audio, soprattutto con le cuffie in modalità portatile. Se esiste un motivo per cui questo gioco ha lasciato il segno, è questo insieme di atmosfera e ritmo.
Il secondo viaggio
Octopath Traveler II è il gioco che Square Enix voleva fare fin dall'inizio, e lo dico senza giri di parole. Nuovo continente, otto nuovi viaggiatori, da Hikari a Temenos, da Throné a Osvald, passando per Partitio, Ochette, Agnea e Castti. La struttura resta la stessa, ma il tessuto narrativo è molto più compatto e le storie finalmente si parlano tra loro.
Rigiocarlo mi ha confermato una cosa: è il capitolo che consiglierei per primo a un neofita. Non serve aver giocato il predecessore, la storia è indipendente e il mondo si lascia esplorare con più libertà. La curva di difficoltà è più morbida, il ritmo più serrato, e i boss hanno quella scintilla di personalità che nel primo gioco si vedeva solo a tratti.
Non è la vetta della serie, che secondo me appartiene ancora a Octopath Traveler 0, ma è il punto in cui la formula smette di essere un esperimento e diventa un marchio. Il fatto che sia identico all'edizione già conosciuta non lo rende meno bello, lo rende solo meno necessario per chi lo possiede già altrove.
Cosa cambia davvero su Switch 2
Veniamo al punto tecnico. Su Switch originale entrambi i giochi puntavano ai 30 fotogrammi al secondo, con qualche problema di frame pacing che si notava nelle camminate lunghe e nei cambi di inquadratura. Su Switch 2 si passa ai 60fps, con una risoluzione più alta che, a quanto riportano le prove, è in linea con quanto già visto su Octopath Traveler 0.
A occhio la differenza si vede e si sente. L'HD-2D è una tecnica che vive di profondità di campo, luci e sfocature, e con più risoluzione e fluidità i fondali sembrano quasi diorami in movimento. Camminare per le città a 60fps è un piacere che non avevo calcolato: lo scorrimento è pulito, la regia più naturale, e le animazioni dei personaggi guadagnano una vivacità che prima era solo suggerita.
Migliorano anche i caricamenti, sia all'avvio sia nel recupero dei salvataggi, e per giochi con tante transizioni tra mappe, città e dungeon è un guadagno che si apprezza ora dopo ora. In portatile la resa è ottima e la batteria regge bene, perché il gioco non è una bestia tecnica. Questo è un titolo perfetto da treno, divano, pausa pranzo.
Detto tutto questo, resta una verità da tenere a mente: è un miglioramento visivo e prestazionale, non un'edizione rivista. Non ci sono contenuti nuovi, non ci sono modalità aggiuntive, non c'è nulla che cambi il gioco. È lo stesso viaggio, solo percorso su asfalto invece che su sterrato. Bellissimo, ma sempre lo stesso viaggio.
Il vero problema
Qui devo essere netto. Chi ha già i giochi su Switch non ha alcun percorso di aggiornamento e non può trasferire i salvataggi. Significa ricomprare tutto e ricominciare da zero, con decine di ore buttate. Non è una novità per Square Enix, che ha già fatto lo stesso con altre riedizioni, ma resta una scelta che lascia l'amaro in bocca.
Il prezzo è di 59,99 euro per ciascun titolo e 74,99 per il bundle. Ed è il bundle l'unica formula sensata: pagato così, ogni gioco costa circa la metà. Presi singolarmente, per due titoli che già circolano da anni su altre piattaforme e spesso in sconto, sono cifre difficili da giustificare, e lo dico da persona che questi giochi li adora.
C'è però un contrappeso che va riconosciuto, ovvero che per chi arriva ora il rapporto qualità prezzo del bundle è ottimo. Due giochi lunghi, rifiniti, con una colonna sonora che da sola vale il biglietto, a un prezzo ragionevole. Se non avete mai messo piede a Orsterra o a Solistia, questo è il momento giusto per farlo, e la Switch 2 è la piattaforma più comoda.
Chi invece ha già completato i giochi su Switch, PlayStation o PC può tranquillamente lasciarli dove sono. Il salto grafico è piacevole ma non cambia l'esperienza, e nessuno vi regalerà un centesimo di sconto. Il dubbio quindi non è se queste versioni siano belle, perché lo sono, ma se siano abbastanza belle da farvi pagare due volte.