La discussione attorno a Stop Killing Games ha preso una piega inattesa durante un'audizione in California dedicata al Protect Our Games Act, proposta di legge pensata per affrontare il tema della conservazione dei videogiochi e della loro accessibilità quando il supporto ufficiale viene meno.
Nel confronto, il deputato statale Chris Ward ha citato i server della community come una possibilità già esistente per mantenere vivi alcuni giochi. Tra gli esempi sono stati menzionati Minecraft e Call of Duty, indicati come titoli in cui i server gestiti dalla community rappresentano una pratica già presente nel panorama videoludico.
Jennifer Gibbons, vicepresidente dell'ESA per gli affari governativi statali, è intervenuta sostenendo che quei server siano «illegali» e non affiliati a Microsoft. Nel caso di Minecraft, Gibbons ha aggiunto che Microsoft avrebbe ricevuto critiche perché i server della community non adotterebbero gli stessi standard di sicurezza dei server gestiti direttamente dall'azienda.
La questione si è poi spostata sul terreno della pirateria. Alla domanda della senatrice statale Caroline Menjivar, che ha chiesto se si trattasse di una sorta di mercato nero dei videogiochi, Gibbons ha risposto affermativamente, dichiarando che l'ESA considera questi casi come pirateria e citando due cause pendenti contro server privati.
Nel suo intervento è stato richiamato anche il lavoro dello United States Trade Representative, che in passato ha inserito alcuni grandi server privati nei report sui mercati noti per contraffazione e violazioni della proprietà intellettuale. Il riferimento, però, riguarda casi specifici: un esempio citato è quello del report 2018, in cui figuravano Warmane e Firestorm Servers, collegati alla possibilità di giocare a World of Warcraft senza pagare l'abbonamento a Blizzard.
Il punto contestato è la distanza tra quei casi e un server privato usato da un gruppo di amici su Minecraft, oppure un server della community per un vecchio Call of Duty non più mantenuto. Nel caso del titolo Mojang, la possibilità di scaricare un file server, ha un peso ancora più concreto dopo la vittoria californiana di Stop Killing Games, che impone maggiore chiarezza sulla perdita d’accesso ai giochi digitali.jar dal sito ufficiale resta un elemento centrale della discussione, perché rende il quadro molto diverso da quello dei server pensati per aggirare un modello commerciale attivo, mentre la legge Stop Killing Games avanza chiedendo garanzie sulla giocabilità dopo lo spegnimento dei servizi.
Il Protect Our Games Act non ha superato questa fase dell'iter legislativo: il voto si è chiuso con quattro favorevoli, tre contrari e quattro astensioni, senza raggiungere la maggioranza necessaria. La proposta ha però ottenuto una riconsiderazione, quindi il percorso non è ancora concluso.
Un volontario della campagna Stop Killing Games ha commentato l'audizione sostenendo che le affermazioni dell'ESA fossero pensate per mettere pressione a legislatori senza il tempo di verificare ogni punto in tempo reale. La campagna intende tornare nella prossima sessione con una presenza di lobbying fisica, più fondi, organizzazioni e sviluppatori a supporto, valutando anche versioni della proposta in altri stati e a livello federale.