Il progetto tedesco ICS, nato per costruire uno dei più grandi archivi videoludici al mondo, ha perso il sostegno economico pubblico che ne garantiva l'operatività. L'iniziativa riuniva oltre 60.000 giochi provenienti da musei, istituzioni e dall'ente tedesco di classificazione, con l'obiettivo di catalogare e rendere tracciabile una parte consistente della storia del medium.
La raccolta comprendeva giochi distribuiti su cartucce, floppy disk, CD, DVD e Blu-ray, oltre a manuali, confezioni e hardware. Il lavoro era stato assemblato dal 2012 grazie al contributo della USK, del Computerspielemuseum Berlin, dell'associazione industriale Game e dell'Università di Potsdam.
Il catalogo pubblico online dell'archivio era stato lanciato nell'aprile 2019, con decine di migliaia di voci consultabili. Le copie fisiche, però, non erano concentrate in un'unica sede: restano presso le istituzioni proprietarie, mentre la sopravvivenza del database condiviso e della sua infrastruttura è ora oggetto di valutazioni legali e tecniche.
I fondi arrivavano dal Senato di Berlino e dalla commissaria federale alla cultura, ma la copertura era prevista solo fino alla fine di aprile. Il Ministero federale tedesco per la ricerca, la tecnologia e lo spazio, che nel 2025 ha assunto la responsabilità delle politiche sui videogiochi, ha esaminato un modello di finanziamento permanente e lo ha giudicato non sostenibile sul piano economico rispetto alla portata del lavoro richiesto.
La senatrice all'economia di Berlino Franziska Giffey aveva già avvertito che il supporto oltre aprile non era garantito. Il blocco dei fondi arriva in un momento delicato per la conservazione videoludica, un ambito in cui catalogare software, supporti fisici, manualistica e hardware richiede risorse continuative, competenze tecniche e accordi tra più soggetti.
Il quadro internazionale non è più semplice. Uno studio del 2023 della Video Game History Foundation e della Software Preservation Network ha stimato che l'87% dei giochi classici pubblicati negli Stati Uniti non sia più in commercio né disponibile attraverso canali ufficiali. Gli autori dello studio hanno descritto una situazione perfino peggiore, in termini di sopravvivenza commerciale, rispetto a quella dei film muti americani.
Anche gli archivi gestiti dai fan affrontano ostacoli diversi. Myrient, repository con più di 385 TB di giochi preservati, rischiava di andare offline a inizio 2026 dopo l'aumento dei costi di RAM, SSD e hard disk collegato alla domanda legata all'intelligenza artificiale, prima che i volontari riuscissero a effettuare un backup completo.
Il caso ICS si inserisce inoltre in una fase in cui il supporto fisico appare sempre più fragile: Sony ha confermato che terminerà la produzione dei dischi PlayStation nel 2028. Per chi lavora alla preservazione, meno copie fisiche in circolazione significa meno materiale recuperabile negli anni successivi e archivi futuri più difficili da costruire.