Protect Our Games Act ha superato un passaggio importante in California, ma non è ancora una legge. La proposta sostenuta dal movimento Stop Killing Games è stata approvata dall'Assemblea statale e ora proseguirà il suo percorso al Senato.
Il cuore del testo è semplice da spiegare e molto meno semplice da applicare: quando un gioco acquistato dipende da server online, il publisher non potrebbe più limitarsi a spegnerlo rendendolo inutilizzabile. Per i giochi a pagamento coinvolti, l'azienda dovrebbe prevedere una soluzione praticabile prima della chiusura del servizio.
La misura parla di un preavviso minimo di 60 giorni e di alternative concrete per chi ha comprato il prodotto. In base al testo, il publisher dovrebbe rendere possibile l'uso del gioco senza i server originali, pubblicare una patch adeguata oppure offrire un rimborso completo.
È un tema diventato molto visibile dopo il caso di The Crew, che ha trasformato una discussione tecnica sulla conservazione in una questione di diritti dei consumatori. Su SpazioGames avevamo già raccontato come Ubisoft fosse tornata a parlare del caso The Crew, tra pressione dei giocatori e difficoltà dei giochi sempre online.
La proposta non metterebbe sullo stesso piano ogni videogioco. I titoli free-to-play e i servizi in abbonamento sono un terreno diverso, mentre il bersaglio principale sono le opere vendute come prodotti a pagamento ma dipendenti da infrastrutture che possono essere chiuse dall'operatore.
Per i publisher, il problema è enorme perché molte produzioni moderne mescolano licenze musicali, autenticazione online, matchmaking, progressione lato server e contenuti stagionali. Rendere tutto riutilizzabile offline non è sempre una modifica banale, e proprio per questo il testo prevede anche l'opzione del rimborso.
La discussione, però, non si esaurisce nel conflitto tra utenti e aziende. Se una regola simile prendesse piede, potrebbe spingere gli studi a progettare prima piani di fine vita più chiari, invece di affrontare il problema solo quando una community protesta.
Il passaggio al Senato californiano sarà quindi decisivo. Se il disegno di legge dovesse avanzare ancora, il settore avrebbe davanti un precedente molto forte: non solo una protesta della community, ma una possibile regola capace di cambiare il ciclo di vita dei giochi digitali, con il voto della California che ha dato al movimento una prima vittoria legislativa concreta.
La questione non riguarda soltanto i vecchi cataloghi. Ogni nuovo live service venduto a prezzo pieno dovrebbe essere pensato con una domanda in più: cosa succede quando i server si spengono e chi ha pagato vuole ancora accedere al gioco?