Hideo Kojima è tornato a parlare di proprietà digitale, mettendo al centro una paura sempre più diffusa tra giocatori e appassionati di conservazione: l'idea che i contenuti acquistati o amati possano non restare davvero nelle mani del pubblico.
In un post social, l'autore di Death Stranding ha scritto che, prima o poi, anche i dati digitali potrebbero non essere più posseduti dagli individui «di propria iniziativa». Il punto sollevato riguarda l'accesso alle opere in caso di grandi cambiamenti politici, sociali, culturali o tecnologici, con la possibilità che quel legame venga interrotto senza preavviso.
Kojima ha esteso il discorso oltre i videogiochi, citando anche film, libri e musica. La sua preoccupazione è che le persone possano non essere più libere di accedere alle opere che hanno amato, fino a ritrovarsi nella condizione di chi non possiede nulla. L'autore ha aggiunto che questa paura non nasce dall'avidità, ma dal rischio di perdere un rapporto diretto con la cultura.
Il tema si inserisce nel dibattito sulla conservazione dei videogiochi, tornato centrale con iniziative come Stop Killing Games, nate per chiedere maggiori tutele quando un gioco smette di essere supportato o distribuito. La richiesta di regole più stringenti in Europa non ha però ottenuto, almeno per ora, una proposta di obbligo legale a mantenere giocabili i titoli dopo la fine della loro disponibilità commerciale.
La posizione emersa a livello europeo richiama anche il peso dei diritti di proprietà intellettuale: i detentori dei diritti mantengono facoltà esclusive sulle proprie creazioni, un elemento che rende complesso imporre per legge la continuità di accesso a ogni prodotto digitale. Per i giocatori, però, il problema resta concreto quando un titolo dipende da server, licenze o piattaforme controllate da terzi.
La discussione è alimentata da casi già visibili nel mercato. New World è stato cancellato da Amazon pur avendo mantenuto picchi di giocatori simultanei molto alti, mentre Destiny 2 ha chiuso il lungo arco narrativo decennale con un grande aggiornamento dedicato alla qualità della vita, lasciando i server attivi ma senza nuovi contenuti futuri annunciati.
In questo scenario, la riduzione delle copie fisiche e la spinta verso ecosistemi sempre più digitali rafforzano il timore che la scelta dei giocatori si restringa. La preoccupazione di Kojima non riguarda soltanto il possesso materiale del disco, ma la possibilità di continuare ad accedere a un'opera quando cambiano piattaforme, politiche aziendali, governi o condizioni di distribuzione.